Gabriele Pasini presenta la capsule denim sartoriale in collaborazione con Memory’s a Pitti Uomo 109

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

14 Gennaio 2026

Firenze, 14 gennaio 2026 – Al Pitti Uomo 109, nel cuore pulsante della Fortezza da Basso, questa mattina Gabriele Pasini ha scelto di presentare la sua nuova capsule collection in denim, nata dalla collaborazione con Memory’s, un’azienda italiana che da anni si dedica alla lavorazione del jeans di alta qualità. La presentazione, intorno alle 10, è stata accolta con grande curiosità e attesa. Un vero e proprio segnale del ritorno deciso del denim d’autore nella moda maschile italiana, con un chiaro obiettivo: unire sapienza sartoriale e innovazione nei tessuti.

Gabriele Pasini: radici romagnole e visione globale

Pasini, originario di Lugo di Romagna e ormai un volto noto delle passerelle italiane e internazionali, ha raccontato il dietro le quinte del progetto tra i corridoi affollati della fiera. «Per me il denim non è solo un tessuto, è uno stile di vita contemporaneo», ha spiegato. «Avevo bisogno di una realtà che conoscesse la materia a fondo: per questo ho scelto Memory’s». Una collaborazione che si può definire quasi artigianale: da oltre vent’anni il team di Memory’s lavora su lavaggi, finiture e sperimentazioni capaci spesso di anticipare le tendenze. Ma la scelta di Pasini non è casuale. «Oggi il vero lusso sta nella ricerca. Volevo che questa collezione raccontasse qualcosa dell’essere italiani», ha aggiunto mentre mostrava alcuni pezzi – giacche con rever ampi, pantaloni dal taglio asciutto – accarezzando le trame blu con una gestualità familiare.

La capsule collection: cura sartoriale e rispetto per il tessuto

La linea, composta da circa quindici pezzi, punta su un uso attento dei materiali: ogni capo è realizzato in denim italiano di alta gamma, trattato con metodi a basso impatto ambientale. Niente loghi vistosi o ricami superflui. «Abbiamo voluto mettere tutto nel taglio e nella sensazione al tatto», ha spiegato Silvia Bianchi, responsabile ricerca e sviluppo di Memory’s, presente alla presentazione insieme a Pasini. Una scelta che si vede anche nei dettagli: bottoni in metallo opaco, cuciture tono su tono, etichette minimali. «Sono quei particolari che solo chi ama davvero questo tessuto sa apprezzare», ha sorriso Bianchi.

L’obiettivo? Offrire un guardaroba maschile moderno ma capace di durare nel tempo. Pasini ci ha tenuto a sottolinearlo più volte durante l’incontro con i giornalisti: «Non ho mai creduto nei capi usa e getta. Questi sono pensati per accompagnarti negli anni, per invecchiare bene».

Memory’s: eccellenza italiana e sostenibilità

Il ruolo di Memory’s va oltre la produzione. L’azienda modenese – con sede a Carpi, a pochi chilometri dalla Motor Valley – è ormai una delle eccellenze italiane nella lavorazione della tela denim. «Collaboriamo con stilisti e brand da tutto il mondo, ma qui c’è stata una sintonia particolare», ha detto Gianni Vannucci, fondatore della società. Memory’s si distingue per l’uso di coloranti naturali e per i processi di riciclo dell’acqua durante la tintura. Già nelle scorse edizioni di Pitti Uomo aveva mostrato prototipi ecosostenibili; oggi fa un passo avanti con la collezione firmata Pasini.

Pitti Uomo 109: il cuore pulsante della moda maschile

Anche quest’anno il Pitti Uomo 109 conferma una ripresa vivace del settore moda uomo. Gli organizzatori parlano di circa 16 mila buyer da 70 Paesi; tanti gli operatori asiatici già presenti dal primo giorno. Nel padiglione centrale della Fortezza si formano code agli stand delle maison storiche ma anche ai corner dei giovani designer indipendenti. Il denim è ovunque – basta guardare gli outfit degli ospiti fin dalle prime ore –, ma Pasini spiega: «Vogliamo far parlare insieme tradizione e futuro, senza rimpianti».

Primi riscontri: entusiasmo tra buyer e pubblico

Questa mattina molti buyer stranieri – soprattutto dal Giappone e dalla Corea del Sud – hanno osservato da vicino le giacche in denim proposte dal designer romagnolo. Alcuni scattavano foto ai dettagli delle cuciture; altri prendevano appunti su prezzi e richieste speciali sulle schede prodotto fornite sul posto. Lorenzo Migliori, compratore per una catena di boutique milanesi, ha parlato del “carattere pulito ma allo stesso tempo sofisticato” della linea Pasini x Memory’s.

A margine della presentazione non sono mancati momenti più informali tra stilista e pubblico: c’è chi chiedeva informazioni sulla vestibilità («La giacca veste asciutta o morbida?»), chi voleva saperne di più sui prossimi progetti. Pasini sorrideva: «Il bello del Pitti è incontrarsi faccia a faccia, ascoltare chi poi porta davvero questi capi».

Un segnale forte che la moda italiana – fatta tanto di atelier quanto di distretti produttivi come quello emiliano – continua a cercare quell’equilibrio tra artigianalità e industria. A Firenze si respira proprio questa voglia concreta di futuro.

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