Milano, 15 gennaio 2026 – Con l’arrivo del freddo, la malattia torna a circolare veloce in tutta Italia. Colpa delle temperature in calo e delle ore passate chiusi in casa. Medici di base e specialisti delle infezioni lanciano l’allarme: influenza, virus respiratori e malattie stagionali stanno colpendo duro, approfittando di umidità e freddo. Nei pronto soccorso delle grandi città come Milano e Torino, la richiesta di cure è salita a livelli che non si vedevano d’estate. Solo nell’ultima settimana al Niguarda di Milano ci sono stati più di 430 accessi per sintomi respiratori. Un segnale chiaro, confermato anche dai dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità.
Freddo e virus: un binomio che non perdona
I virologi dell’Università degli Studi di Milano spiegano perché virus e batteri si diffondono così rapidamente d’inverno. “Il fatto che restiamo per più tempo in ambienti chiusi, spesso poco arieggiati, facilita il contagio”, dice il professor Massimo Galli, infettivologo di lungo corso. Non è solo questo: la scarsa esposizione al sole riduce la produzione di vitamina D, indebolendo le difese immunitarie. Basti pensare alle scuole primarie di via Monteverdi, dove insegnanti raccontano di classi dimezzate per assenze dovute a raffreddori e influenza. E poi c’è il modo in cui cambiano le nostre abitudini con il maltempo: più code agli sportelli pubblici, più assembramenti nei bar del centro. Tutto questo aiuta i virus a fare il loro gioco.
I numeri parlano chiaro
Il Ministero della Salute registra un aumento costante dei casi influenzali. Nel Nord Italia, da dicembre fino a metà gennaio, i casi confermati di sindrome simil-influenzale superano i 620.000. Le previsioni indicano un picco tra il 22 e il 28 gennaio. “Rispetto allo scorso anno stiamo assistendo a un aumento anticipato dei contagi e a sintomi spesso più forti”, spiega il dottor Luca Rossi, responsabile Malattie Infettive al San Gerardo di Monza. Intanto, nelle farmacie del centro storico gli scaffali con antipiretici e sciroppi si svuotano già nelle prime ore del mattino.
Prevenire è ancora la miglior arma
In questa situazione le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di alcune regole semplici ma efficaci: lavarsi spesso le mani, arieggiare bene i locali almeno due volte al giorno e tenersi lontani dagli altri se si hanno sintomi evidenti. “Lo diciamo ogni inverno – sottolinea la dottoressa Silvia Ferri dell’ATS Milano – ma ora serve ancora più attenzione”. Il vaccino antinfluenzale resta l’arma principale contro la diffusione: al 10 gennaio sono state somministrate più di 7 milioni di dosi tra grandi e piccoli, un numero in crescita rispetto alla stagione scorsa. Qualche pediatra nella zona Lambrate segnala purtroppo anche complicazioni tra i bambini sotto i cinque anni.
Ospedali sotto pressione
L’aumento dei casi mette a dura prova ospedali e ambulatori cittadini. Al pronto soccorso del Policlinico di Milano stamattina alle 9.30 c’erano almeno venticinque famiglie ad aspettare una visita pediatrica. “Non è una novità per questa stagione – confida una caposala che preferisce restare anonima –, però quest’anno sembra proprio peggio”. Anche nelle case di riposo si stanno rafforzando i controlli agli ingressi per evitare focolai interni.
Cosa ci aspetta nelle prossime settimane
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità la curva epidemica potrebbe restare alta ancora per diverse settimane. Un po’ di sollievo potrebbe arrivare solo con qualche giornata più mite e con ambienti meglio areati. Nel frattempo le farmacie comunali continuano ad essere prese d’assalto da chi cerca consigli su farmaci da banco o prodotti per l’igiene personale. Non tutti sembrano preoccupati: “È la solita influenza”, commenta un pensionato alla fermata della metro Centrale, ma i numeri dicono altro. L’inverno non ha ancora mollato la presa e il virus corre sui tram affollati e nelle scuole mezze vuote.
Gli esperti ricordano: “La malattia va affrontata con attenzione ma senza allarmismi”. Fa freddo come sempre da queste parti quando arriva l’influenza; rumorosa quanto ogni anno mentre Milano si copre ancora una volta con sciarpe e cappotti spessi.