Hed Mayner a Pitti Uomo: l’architettura del movimento rivoluziona la moda maschile

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

15 Gennaio 2026

Milano, 15 gennaio 2026 – «Il movimento è il cuore del mio lavoro. Da lì nascono tutte le collezioni». Parole di Giulia Rinaldi, designer milanese, che questa mattina ha presentato la sua nuova linea nella sala principale di Palazzo delle Stelline, proprio nel centro di Milano. L’occasione è stata l’apertura della Milano Moda Donna, evento che anche quest’anno ha richiamato addetti ai lavori, appassionati e stampa internazionale. Erano da poco passate le 11 quando, davanti a una platea attenta e con qualche sedia libera solo nelle ultime file, la stilista ha raccontato il suo percorso creativo. Al centro, appunto, quel concetto: il movimento.

Il movimento come filo rosso nelle creazioni di Rinaldi

La sala era illuminata da luci bianche e colori neutri. A 38 anni, Giulia Rinaldi è salita sul palco accompagnata da un breve applauso. Indossava un completo scuro, i capelli raccolti e occhiali con montatura sottile. «Non riesco a immaginare un abito senza pensare a come si muove chi lo indossa», ha risposto a una domanda di un giornalista francese. Per lei il movimento non è solo un’idea estetica, ma il motore stesso del progetto: «È ciò che dà vita alle forme», ha spiegato poco dopo ai microfoni della RAI.

Questa filosofia si vede chiaramente nelle sue nuove collezioni: tessuti leggeri, sovrapposizioni studiate, capi che seguono i contorni del corpo senza costringerlo. Una scelta precisa, confermata dagli schizzi posati sul tavolo davanti al palco: linee morbide, trasparenze delicate, pieghe che si aprono solo camminando.

Da dove nasce la ricerca: ispirazioni e materiali

Nel suo breve intervento, Rinaldi ha citato più volte le sue fonti d’ispirazione: «Mi guardo intorno: danzatori, gesti atletici e movimenti quotidiani. La mia moda nasce dall’osservazione delle persone mentre si muovono». Sul tavolo c’erano cataloghi d’archivio con foto di ballerini in prova e scatti degli anni Settanta. Per i materiali – cotone biologico, seta lavorata a mano e microfibre elastiche – ci sono stati mesi di confronto con artigiani piemontesi e laboratori lombardi.

«Non è solo questione di comodità», ha confidato in un corridoio mentre firmava autografi. «Si tratta di creare qualcosa che accompagni davvero chi lo indossa». Dettagli come cuciture elastiche in vita, maniche regolabili e abiti trasformabili grazie a piccoli bottoni nascosti fanno la differenza.

La reazione degli esperti e del pubblico

Nel foyer si sono visti buyer giapponesi prendere appunti sui modelli più interessanti con le loro cartelline nere. Qualcuno – veterano delle sfilate milanesi – ha commentato sottovoce che «la collezione dimostra una coerenza rara», pur senza rinunciare alla sperimentazione. Sul profilo Instagram della designer sono arrivati i primi commenti già prima di pranzo: «Finalmente qualcosa che si muove con noi», scrive una giovane influencer toscana.

Tra gli ospiti anche la critica di moda Livia Settembrini, firma storica del settore: «C’è un dialogo continuo tra l’abito e chi lo porta addosso, come se ogni capo volesse conoscere chi lo sceglie solo quando viene indossato». Nessun tono trionfalistico; piuttosto si respirava il desiderio di tornare a una moda più autentica e meno urlata.

Un cambio di passo per la moda milanese?

In questi giorni Milano è nel pieno della sua settimana più intensa. Tra eventi, party esclusivi e presentazioni su invito, la proposta di Giulia Rinaldi sembra aver trovato una sua strada e anche un pubblico trasversale. Non solo modelle o trend setter: nel pubblico c’erano professionisti, studenti d’arte e persino giovani mamme con i passeggini.

Nel backstage, tra flash e richieste dell’ultimo minuto, la stilista ha lasciato capire che andrà avanti su questa linea. «Abbiamo lavorato molto per far sì che i materiali rendano al meglio in movimento», ha spiegato a bassa voce a un collega del Sole 24 Ore. Poi ha concluso quasi per sé stessa: «Solo così il progetto può dirsi completo».

La Milano Moda Donna proseguirà fino a domenica con altri appuntamenti importanti; ma il tema della centralità del movimento nelle collezioni sembra destinato a lasciare il segno in questa edizione. Non si tratta solo di mode passeggere ma di un modo – silenzioso e concreto – per ripensare il rapporto tra chi crea moda e chi la vive tutti i giorni.

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