Life Science e futuro del SSN: parte la serie online su salute e sostenibilità in Italia

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

18 Gennaio 2026

Milano, 18 gennaio 2026 – Da oggi è disponibile sulle più diffuse piattaforme di streaming il primo episodio di una serie-documentario che mette sotto i riflettori temi cruciali come salute, sostenibilità e le nuove frontiere della ricerca. Si tratta di una produzione in cinque puntate che si propone di intrecciare storie di vita reale e approfondimenti scientifici, offrendo così uno sguardo concreto sulle sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

Salute: tra ricerca e realtà quotidiana

L’esordio della serie, atteso da addetti ai lavori e appassionati, arriva in un momento in cui la salute pubblica resta al centro del dibattito sociale. Fin dalle prime ore della giornata, spettatori da tutta Italia hanno potuto vedere il primo capitolo del progetto — dal titolo volutamente semplice, a rimarcare l’universalità dei temi trattati. Le riprese hanno toccato laboratori universitari, centri di riabilitazione e case di pazienti: una regia che alterna immagini intime a dati clinici senza mai perdere di vista la dimensione umana.

“Abbiamo voluto raccontare la ricerca attraverso le voci di chi la vive ogni giorno”, ha spiegato la regista Giulia Ferri durante la presentazione stampa a Milano, ieri pomeriggio allo Spazio Oberdan. “Medici, infermieri, ricercatori ma anche pazienti: ogni episodio cerca di bilanciare rigore scientifico e storie personali.”

Sostenibilità: nuovi modelli per la sanità

La serie non parla solo di malattie e diagnosi. Il secondo tema affrontato è quello della sostenibilità nei sistemi sanitari — un argomento quanto mai attuale dopo gli anni segnati dalla pandemia e i successivi tagli ai fondi pubblici. Nel primo episodio si fa luce sul modello di ospedale verde sviluppato in Olanda: un ambiente dove i consumi energetici sono costantemente monitorati e la catena degli approvvigionamenti punta a ridurre gli sprechi.

A raccontare questa esperienza è il dottor Pieter Van Dijk, direttore sanitario dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam. “Solo mettendo al centro l’ambiente nei processi clinici possiamo immaginare un futuro solido per la medicina europea”, ha confidato alle telecamere. Nel documentario si mostrano esempi concreti: pannelli solari sui tetti, mense con prodotti a filiera corta e un sistema per il trattamento delle acque reflue che taglia i consumi del 40%.

Tecnologia in prima linea nella cura

Le nuove frontiere della medicina rappresentano il terzo filone della narrazione. Nel primo episodio si vedono squadre all’opera nella telemedicina, dispositivi per diagnosi precoci basati sull’intelligenza artificiale e farmaci a rilascio controllato. Secondo l’Osservatorio Innovazione Sanitaria del Politecnico di Milano, oltre un terzo dei pazienti cronici italiani ha usato almeno una volta, nell’ultimo anno, un servizio di consulto online.

“Non mancano resistenze — soprattutto tra gli anziani — ma i vantaggi sono evidenti”, spiega Francesca Puglisi, infermiera al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, intervistata dalla troupe. In una scena si mostra come l’uso di tablet e smartwatch possa accelerare gli interventi in caso di emergenza cardiaca.

Un viaggio tra continenti

Il progetto continuerà con altri quattro episodi già programmati — secondo quanto riferito dalla produzione saranno disponibili ogni settimana sulle piattaforme principali: da Netflix a Prime Video, passando anche per le opzioni gratuite come RaiPlay. Ogni puntata porterà lo spettatore in un paese diverso, europeo o extraeuropeo: Germania, Giappone, Brasile e Svezia. In ogni tappa verranno messi sotto la lente modelli sanitari locali, pratiche tradizionali e innovazioni digitali.

“Vogliamo aprire una finestra su possibilità reali, non limitarsi alle teorie”, ha detto Ferri. Il team — otto persone tra autori, operatori e consulenti scientifici — ha lavorato oltre sei mesi per raccogliere tutto il materiale.

Prime reazioni e attese

Subito dopo l’uscita del primo episodio sono arrivate le prime reazioni dal pubblico. Sui social le parole più frequenti sono state “attualità” e “informazione utile”. Molti hanno apprezzato l’approccio che rende accessibili temi spesso percepiti come troppo tecnici. Altri hanno sottolineato quanto sia importante vedere la sostenibilità applicata davvero alla salute: non solo parole d’effetto ma azioni quotidiane.

Chi lavora nel settore — lo si percepiva chiaramente ieri durante la proiezione riservata agli operatori sanitari all’auditorium Humanitas — attende con interesse le prossime tappe del racconto. Il primo episodio è già disponibile su tutte le piattaforme principali; ora resta da vedere come reagiranno gli abbonati nelle settimane a venire.

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