Ricetta Invernale: Tortini di Patate con Fagioli Rossi di Lucca e Porri Rosolati

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

18 Gennaio 2026

Milano, 18 gennaio 2026 – Arriva dalle cucine toscane una ricetta semplice e rassicurante, perfetta per i mesi freddi, che sta conquistando anche i milanesi: i tortini di patate con fagioli rossi di Lucca e rondelle di porro rosolate. In queste giornate di gennaio, rigide e fredde, nelle case di Milano cresce il desiderio di piatti caldi che uniscano tradizione e semplicità. Ed è proprio questa combinazione a convincere sempre più persone. “È un piatto che scalda subito, anche solo a guardarlo”, racconta Anna Berardi, cuoca in una trattoria nei Navigli.

Tortini di patate: un classico da riscoprire

La base sono le patate, scelte tra le varietà sode e farinose della Garfagnana e del Nord Italia. Dopo averle bollite per circa quaranta minuti, si pelano ancora calde e si schiacciano fino a ottenere una polpa compatta ma soffice. “L’importante è non farle raffreddare troppo, altrimenti l’impasto diventa difficile da lavorare”, spiega Berardi mentre mescola con vigore, aggiungendo una manciata di sale grosso e un filo d’olio extravergine d’oliva.

La preparazione – fatta quasi tutta a mano – prevede l’aggiunta di formaggio grattugiato, con il pecorino lucchese come protagonista, una spolverata leggera di pepe nero e qualche volta un uovo per legare il tutto. A questo punto si divide l’impasto in piccole porzioni da modellare a mano o con uno stampo basso e rotondo.

I tortini cuociono in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa venti minuti. Devono dorarsi senza seccarsi troppo. L’aroma che si sprigiona richiama subito i pranzi della domenica di un tempo.

Fagioli rossi di Lucca: il valore del territorio

Il tocco in più arriva dai fagioli rossi di Lucca, scelta che parla sia di gusto che di territorio. Coltivati nella piana lucchese e protetti dai presidi Slow Food, questi legumi si distinguono per la buccia sottile e la polpa soda. “Li metto a bagno dalla sera prima”, spiega Mario Ricci, agricoltore lucchese che rifornisce ristoranti tra Firenze e Pisa. “Basta acqua fresca e poi una cottura lenta con una foglia d’alloro”.

Dopo circa due ore sul fuoco basso – molti preferiscono usare la pentola di terracotta – i fagioli sono pronti per essere conditi con olio toscano, sale, pepe e, se piace, uno spicchio d’aglio schiacciato da togliere dopo la cottura. La consistenza deve restare cremosa ma non sfatta. A Milano diversi ristoratori dell’area Isola hanno iniziato a servirli anche su bruschette calde. Ma l’abbinamento migliore rimane quello accanto ai tortini.

Porro rosolato: il dettaglio che fa la differenza

A completare il piatto ci sono le rondelle di porro, tagliate sottilissime e rosolate velocemente in padella con un po’ d’olio e un pizzico di sale. Il profumo dolce con leggere note affumicate ricorda le cucine familiari dell’Appennino. “Il trucco è non farle bruciare”, avverte Berardi: bastano due minuti per lato poi si toglie subito dal fuoco.

Per servire si mette al centro un tortino caldo, accanto una generosa cucchiaiata di fagioli e sopra le rondelle croccanti. Qualcuno aggiunge una macinata fresca di pepe o qualche foglia di timo appena raccolto. “Così – conclude Berardi sorridendo – anche una cena semplice diventa qualcosa da ricordare”.

Una tradizione che viaggia sui social

Tra Milano e Lucca gli chef notano come questa ricetta abbia guadagnato popolarità anche grazie ai social: foto postate su Instagram con gli hashtag #tortinidipatate e #fagiolilucchesi mostrano una cucina semplice ma mai banale. “Non serve molto”, sintetizza Ricci, “basta scegliere ingredienti autentici”. Per una porzione abbondante servono circa 250 grammi di patate, 60 grammi di fagioli secchi e mezzo porro a testa. La spesa? Intorno ai sei euro.

Un piatto che parla d’inverno ma anche del piacere discreto della tavola quotidiana. Da gustare con un bicchiere di vino rosso toscano o semplicemente acqua fresca di fonte. In fondo, quel che conta è sedersi insieme attorno alla tavola.

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