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Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

19 Gennaio 2026

(Roma, 19 gennaio 2026) – Il presidente del Consiglio, Giovanni Esposito, ha presentato oggi a Palazzo Chigi un nuovo pacchetto di misure per dare una mano a famiglie e imprese, in risposta al rallentamento della crescita degli ultimi mesi. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa alle 12.30 nella Sala Verde, dopo settimane di confronti tra governo, sindacati e associazioni di categoria.

Misure immediate per famiglie e imprese

Il decreto, chiamato “Rilancio 2026”, allarga il bonus energia per chi ha un reddito sotto i 28mila euro e introduce nuove agevolazioni fiscali per le piccole aziende che soffrono la riduzione della domanda interna. “Abbiamo ascoltato le richieste dei cittadini”, ha detto Esposito. “Interveniamo ora perché nessuno resti indietro”. Il piano mette sul piatto un fondo da 2,5 miliardi di euro per il 2026, finanziato anche rimodulando alcune spese. Tra le misure, ci sono procedure più semplici per ottenere credito e sgravi fiscali per chi assume under 35 nel settore privato.

Dati economici sotto osservazione

Gli ultimi numeri Istat dicono che nel quarto trimestre del 2025 l’Italia è cresciuta solo dello 0,2%, meno di quanto si aspettasse e rispetto agli obiettivi fissati nella Nota di aggiornamento al Def. Il rallentamento pesa soprattutto su manifattura e servizi, con regioni come Piemonte e Campania in difficoltà. “La situazione richiede molta attenzione”, ha ammesso il ministro dell’Economia, Giulio Conti. Ma dai ministeri arriva un cauto ottimismo: si spera che gli incentivi appena varati possano dare una svolta già entro l’estate.

Le reazioni dei sindacati e delle imprese

I sindacati hanno apprezzato la proroga del bonus energia e il rafforzamento delle tutele per i lavoratori precari. La segretaria generale della Cgil, Lucia Marchetti, intervenuta a margine della presentazione, ha detto che “si va nella direzione giusta”, ma ha chiesto passi in più su salari e contratti. Più cauta Confindustria: il presidente Giorgio Rinaldi ha ricordato che senza un piano serio sugli investimenti sarà dura rilanciare la produttività. Le associazioni dei consumatori, come Adiconsum, vogliono invece più dettagli su chi potrà accedere alle agevolazioni e su quando arriveranno i soldi.

Il percorso in Parlamento

Il decreto arriverà lunedì alla Camera, dove inizierà l’esame in Commissione Bilancio. La maggioranza punta a chiudere rapidamente: fonti interne parlano di voto finale entro la prima settimana di febbraio. L’opposizione – dal Partito Democratico a Italia Viva – prepara emendamenti su scuola, sanità e infrastrutture. L’atmosfera resta tesa: già alla conferenza stampa alcuni giornalisti hanno chiesto chiarimenti sui tempi di attuazione e sulle coperture finanziarie.

Attenzione alle famiglie e ai territori

Tra le novità più attese c’è il rafforzamento dell’aiuto alle famiglie numerose: si parla di un aumento dell’assegno unico fino a 160 euro al mese per figlio, dicono fonti del ministero della Famiglia. Nei comuni medio-piccoli come Frosinone, sindaci e amministratori seguono con interesse. “Per noi ogni euro fa la differenza”, ha detto il sindaco Paolo Ricci, davanti al municipio poco dopo l’annuncio. Nelle prossime settimane saranno organizzati incontri informativi nei capoluoghi per spiegare chi potrà beneficiare degli aiuti e come richiederli.

Una partita complessa

“Non era facile trovare risorse in questo momento”, ha confidato una fonte governativa che preferisce restare anonima. Dopo una lunga notte di trattative tra ministeri e partiti alleati, il testo definitivo è stato chiuso verso le cinque del mattino. Ma restano molti nodi da sciogliere: dalla tenuta dei conti pubblici all’effetto reale delle misure sulla crescita.

Il governo si gioca molto: tra vertici istituzionali, incontri tecnici e tensioni dentro la maggioranza, la sfida del “Rilancio 2026” si intreccia con l’agenda europea e con le sfide di bilancio che attendono il Paese nei prossimi mesi. La prossima settimana sarà decisiva per capire se questo piano riuscirà davvero a cambiare passo all’economia italiana.

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