Pierpaolo Piccioli lascia Valentino: “La moda è gioia, il tuo insegnamento eterno”

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

20 Gennaio 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – “Hai deciso che era il momento. Posso accettare che tu non sia più qui con noi, ma mai che tu sia sparito davvero. La memoria, il ricordo e l’amore restano per sempre, ed è così che non lasciamo mai davvero chi amiamo”. Sono parole dense di affetto e malinconia quelle con cui un familiare ha voluto salutare chi non c’è più. Una lettera letta questa mattina, poco dopo le 11, nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, nel cuore di Roma, durante una cerimonia funebre raccolta e silenziosa, in cui amici e parenti si sono stretti attorno a un dolore condiviso.

La forza del ricordo e dell’assenza

La chiesa era piena all’inverosimile – ogni panca occupata, qualcuno in piedi lungo le navate. Eppure, più delle parole a riempire l’aria c’era il silenzio. Un silenzio rotto soltanto dal lieve fruscio delle giacche e dai singhiozzi sommessi di chi conosceva bene chi se n’è andato. Il ricordo si sentiva forte nei gesti: abbracci stretti, mani serrate, fotografie conservate con cura in tasca. “Ci sono assenze che restano difficili da mandare giù,” ha confessato Marco, amico di famiglia. “Ma sapere che il suo amore resta con noi ci aiuta a superare la giornata.”

Un addio raccolto e condiviso

La cerimonia è stata sobria, senza fronzoli o clamori. Al funerale tanti volti noti del quartiere, compagni di scuola dei figli e conoscenti si sono stretti intorno ai familiari. Il sacerdote ha ricordato come “l’amore rimane”, anche quando chi abbiamo amato non è più tra noi. “Sta nelle cose semplici,” ha detto nell’omelia, “nel modo in cui teniamo vive le sue abitudini e i suoi piccoli gesti. Solo così capiamo che non abbiamo perso tutto.” Qualche passante si è fermato davanti alla chiesa in via Giulia, sorpreso dalla presenza insolita di tanta gente in un lunedì mattina.

Parole semplici che restano dentro

La lettera letta in chiesa – breve ma intensa – ha toccato tutti come un’onda emotiva. Chi sedeva nelle ultime file ascoltava abbassando lo sguardo verso il pavimento. “Accettare l’assenza, non la morte,” ripeteva piano una signora anziana seduta vicino all’altare. Frasi interrotte da emozioni trattenute e sguardi carichi di significato tra i familiari: un legame profondo che va oltre quel che si può dire ad alta voce. “Non tutti hanno trovato la forza per parlare,” ha raccontato uno dei nipoti uscendo dalla chiesa, “ma tutti sanno quanto significava per noi.”

Ricordare ogni giorno

Al termine della funzione, intorno alle 12.30, il corteo si è diretto verso il vicino cimitero del Verano. Il cielo era grigio, con nuvole minacciose all’orizzonte. Le corone di fiori – gigli bianchi e rose rosa – portavano nastri con dediche scritte a mano: “Per sempre con noi”, “La tua luce non si spegnerà mai”. “È così che non lasciamo davvero chi amiamo,” mormoravano in tanti, cercando un senso in quella giornata difficile. Un gruppo di amici storici ha lasciato un biglietto tra i fiori: poche righe scritte all’ultimo momento prima della funzione.

Un lutto che segna la comunità

Secondo i familiari la persona scomparsa aveva settantatré anni ed era molto conosciuta nel quartiere per il suo impegno nel volontariato e la partecipazione attiva alla vita della parrocchia. Nei bar della zona questa mattina se ne parlava a bassa voce. Qualcuno ha ricordato la sua gentilezza: l’aiuto offerto a chi bussava alla sua porta o i pacchi lasciati davanti alla parrocchia durante le raccolte alimentari.

Ci mancherà, ma ci resta tutto quello che ci ha insegnato,” ha detto una vicina mentre sistemava fiori davanti al portone di casa sua. L’atmosfera raccolta tra i presenti diceva chiaramente quanto questo lutto lascerà una traccia profonda nella vita quotidiana di molti.

Oltre il saluto finale

Poco dopo aver lasciato la chiesa qualcuno ha detto: “Oggi siamo qui per dirti addio, ma continueremo a trovarti nelle piccole cose.” Il suono lento della campana scandiva un tempo breve ma denso: quello di un addio diventato memoria condivisa. In fondo a via Giulia, sotto le ombre lunghe del pomeriggio romano, la presenza di chi non c’è più sembrava ancora tangibile. Perché come diceva quella lettera, la memoria, il ricordo e l’amore restano davvero vivi: spesso basta poco per sentirli vicini anche quando il saluto è stato difficile.

×