Valentino Garavani, l’eleganza immortale della Maison che celebra il suo stile iconico

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

20 Gennaio 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – Il mondo della moda italiana piange oggi la scomparsa di Valentino Garavani, stroncato all’alba nella sua casa di Roma a 93 anni. La notizia è stata diffusa stamattina dalla Maison Valentino, in poche righe cariche di rispetto: “Ricordiamo con profonda commozione e grande affetto il signor Valentino Garavani. Il suo stile inconfondibile e la sua innata eleganza continueranno a vivere nel tempo, immortali”. Dietro queste parole c’è un’intera epoca fatta di abiti, passerelle e uno sguardo attento ai dettagli, che hanno portato il nome di Valentino ben oltre le vie di via dei Condotti.

L’ultimo saluto alla leggenda della moda

Valentino Garavani se n’è andato in silenzio, poco dopo le sei del mattino nella sua casa romana. Accanto a lui c’erano solo pochi collaboratori storici e alcuni amici di vecchia data – quelli che lo seguivano da anni, anche dopo il suo addio ufficiale alle passerelle nel 2008. Uomo riservato, nella vita privata come nelle grandi occasioni pubbliche, ma capace di lasciare un segno indelebile in ogni salone dell’alta moda, da Parigi a New York. Chi lavorava con lui lo ricordava per la cura maniacale del dettaglio: “Non mi sono mai accontentato di un vestito finché non era perfetto”, aveva confessato in un’intervista nel 2015.

Un’eredità che va oltre il rosso

Il celebre “rosso Valentino” – quella sfumatura precisa creata negli anni Sessanta e mai più abbandonata – è forse il segno più evidente lasciato da Garavani. Ma chi l’ha conosciuto parla soprattutto della sua tenacia e della voglia continua di rinnovarsi, che hanno guidato ogni sua collezione. Maria Grazia Chiuri, ex direttrice creativa della maison e ora a Dior, ha commentato stamattina: “Valentino non era solo un couturier: sapeva guardare avanti senza dimenticare la storia”. Dal 1960 in poi, il suo nome è legato a prime donne e star internazionali – da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Sophia Loren fino a Lady Diana – tutte immortalate almeno una volta in un abito firmato Garavani.

Le reazioni dal mondo della moda e oltre

In via Turati, alla sede milanese della Camera Nazionale della Moda Italiana, è calato un silenzio rispettoso appena si è diffusa la notizia. Carlo Capasa, presidente dell’ente, ha detto alle 11: “Con la scomparsa di Valentino perdiamo un punto di riferimento insostituibile. Il suo lavoro ha segnato un’epoca e continuerà a ispirare i giovani stilisti”. Sono arrivati anche messaggi dall’estero: il designer francese Jean Paul Gaultier ha scritto su X (ex Twitter): “Un genio dell’eleganza. Indimenticabile”. Nel primo pomeriggio la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato che il Campidoglio valuterà iniziative per ricordare Garavani in città.

Una carriera tra Roma, Parigi e il mondo

La carriera di Valentino Garavani parte dalla provincia lombarda (è nato a Voghera nel 1932), ma trova casa a Roma già negli anni Cinquanta. La prima boutique in via Condotti apre nel 1960; poco dopo arrivano le collezioni parigine: tappe che segnano uno stile unico, fatto di silhouette pulite e tessuti pregiati. Non era raro vederlo dietro le quinte mentre sistemava gli orli con le sue mani o si fermava a parlare con una sarta per correggere un dettaglio. “Non ho mai dimenticato da dove vengo”, aveva detto durante il gala per i suoi ottant’anni a Palazzo Farnese.

L’eredità della Maison

Dopo l’addio alle scene, la Maison Valentino ha proseguito sulla strada tracciata dal suo fondatore. Oggi fa parte del gruppo Mayhoola for Investments – proprietà qatariota dal 2012 – ma resta uno dei simboli del made in Italy. Nei corridoi dello storico atelier in Piazza Mignanelli si respira ancora l’atmosfera delle prime collezioni: tessuti stesi sui tavoli ordinati, bozzetti appesi alle pareti e voci basse che raccontano storie di fitting senza fine.

Nel primo pomeriggio molte persone si sono fermate davanti alla sede romana della Maison. Un mazzo di rose rosse – le preferite dello stilista – è stato lasciato sui gradini d’ingresso. “È stato il nostro maestro”, ha detto una giovane apprendista uscendo dall’edificio poco prima delle 15.

Un impatto che resta nel tempo

Con la morte di Valentino Garavani si chiude una pagina fondamentale dell’alta moda italiana, ma la sua impronta rimane negli archivi, negli abiti da sera conservati nei musei e nei ricordi delle modelle che hanno sfilato per lui. Forse – come diceva lo stilista negli ultimi anni – “la bellezza passa attraverso le mani di chi crede ancora nei sogni”. E oggi, nel cuore di Roma, c’è chi continua davvero a crederci.

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