Cipolline Borettane Gratinati con Fontina: La Ricetta del Contorno Goloso e Facile

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

22 Gennaio 2026

Milano, 22 gennaio 2026 – Le cipolle borettane sono da sempre protagoniste di contorni rustici, ma da qualche giorno sui social impazza una versione che conquista: le cipolline gratinate con fontina. Una preparazione semplice e veloce, capace di far tornare in tavola i sapori di un tempo. Sempre più spesso, soprattutto d’inverno, vecchie ricette tornano alla ribalta grazie a giovani chef e appassionati. E Milano fa da palcoscenico: qui il piatto spopola anche in bistrot e gastronomie che lo propongono con qualche tocco in più.

Dalla tradizione emiliana alle tavole milanesi

Le cipolle borettane, piccole e tonde, arrivano da Boretto, provincia di Reggio Emilia. Già nel XVIII secolo erano protagoniste nelle cucine contadine dell’Emilia-Romagna. Si conservavano sott’aceto o in agrodolce per tutto l’anno, ma la versione gratinata è il vero classico delle feste di paese. “Le faceva sempre mia nonna,” racconta Lucia Fanti, titolare di un’osteria in via Vigevano. “Solo che lei usava la stufa a legna invece del forno, e la fontina la mettevamo sopra all’ultimo momento.” Oggi tutto è più comodo: il forno ventilato è entrato nelle nostre case ed è diventato un compagno di tutti i giorni.

Come si prepara: passo dopo passo

La ricetta delle cipolline gratinate richiede pochi ingredienti. Lo confermano i mercati rionali: “Per quattro persone bastano due etti,” spiega Maria Calzoni al banco ortofrutta del Mercato di piazza Wagner. Si parte scottando le cipolle in padella con un filo d’olio extravergine. Bastano sette minuti – alle 19:15 la signora Calzoni ha già pronta una teglia per cena. Poi si passa alla gratinatura: cipolline sulla teglia da forno, una copertura di scaglie di fontina valdostana, un po’ di pangrattato e una leggera spolverata di pepe nero.

Il forno va acceso a 200 gradi e il tutto cuoce per circa 15 minuti. Il profumo si diffonde subito dalla cucina al corridoio. Ma la vera differenza la fa il riposo fuori dal forno: “Devono intiepidire qualche minuto perché la fontina si assesti bene,” spiega Fabio Lodi, cuoco amatoriale del quartiere Isola.

Un contorno versatile che piace sempre

Le cipolline gratinate non sono solo un ottimo contorno per carni o arrosti. Sono state riscoperte anche come antipasto o piatto unico leggero. Secondo gli ultimi dati della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), nel 2025 gli ordini di contorni vegetariani nei locali milanesi sono aumentati del 12%. È chiaro che cresce l’interesse per verdure di stagione cucinate con gusto ma senza complicazioni. Alcuni ristoratori sostituiscono la fontina con scamorza affumicata o gorgonzola dolce; altri aggiungono noci tritate o erbe fresche raccolte al mattino, come timo, maggiorana o prezzemolo.

In tavola arrivano così teglie calde, piatti rustici e porzioni generose, spesso servite direttamente nella carta da forno. “L’importante è che la cipolla resti croccante,” sottolinea Roberto Visconti, chef della trattoria Tre Spade a Porta Romana. “Altrimenti tutto diventa molle.”

Ingredienti alla portata di tutti

Chi vuole provare le cipolline gratinate a casa trova costi contenuti. Le cipolle borettane si trovano ora tra i 3 e i 4 euro al chilo (prezzi rilevati stamattina a Milano zona Corvetto). Un etto di fontina costa circa 2 euro; spesso il pangrattato si ricava dal pane raffermo in casa. Il piatto resta accessibile anche per chi segue una dieta vegetariana o senza lattosio, scegliendo formaggi alternativi o sostituti vegetali.

Su Instagram e TikTok le varianti si moltiplicano: c’è chi aggiunge miele d’acacia o aceto balsamico prima della gratinatura; chi preferisce tempi più lunghi per ottenere una crosticina caramellata perfetta. Nei commenti non mancano ricordi come “Mia madre le faceva così.” Perché la cucina – anche quando diventa virale – resta sempre un ponte tra generazioni.

La semplicità che conquista davvero

In fondo le cipolline gratinate con fontina sono tornate in auge non solo come contorno tipico emiliano ma come simbolo della cucina casalinga che sa stare al passo coi tempi. Una ricetta senza fronzoli né ingredienti difficili da trovare; serve solo un po’ di pazienza e cura nei dettagli. E forse è proprio vero quel che dicono dietro il banco ortofrutta: “Alla fine sono proprio le cose semplici a restare.”

×