Vivere più a lungo: 5 minuti di attività in più e 30 di sedentarietà in meno fanno la differenza

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

25 Gennaio 2026

Milano, 25 gennaio 2026 – Bastano cinque minuti in più di movimento al giorno e mezz’ora in meno passata seduti per cambiare davvero la salute, anche quando la vita corre veloce. Lo conferma uno studio pubblicato sul “British Journal of Sports Medicine”, che ha seguito più di 15.000 adulti in Europa dal 2018 al 2023. I ricercatori dell’Università di Oslo, guidati da Ulf Ekelund, hanno trovato una soglia minima di attività capace di ridurre mortalità e problemi al cuore. Sono gesti semplici: alzarsi dalla scrivania, fare un giro intorno all’isolato, scegliere le scale invece dell’ascensore.

I benefici concreti del movimento

Il rapporto mostra come anche un piccolo aumento dell’attività fisica – parliamo di soli cinque minuti al giorno camminando a passo sostenuto o facendo qualcosa di simile – porta a risultati tangibili: il rischio di morte prematura si riduce del 10%. Nel frattempo, stare almeno mezz’ora in meno seduti abbassa colesterolo e pressione sanguigna, soprattutto dopo i 40 anni. “Non servono maratone o allenamenti intensi,” ha detto il professor Ekelund durante la conferenza stampa tenuta ieri mattina all’università norvegese. “Basta sfruttare ogni occasione quotidiana per muoversi un po’ e stare meno fermi.”

Le linee guida OMS suggeriscono almeno 150 minuti a settimana di attività moderata. Eppure, solo il 21% degli adulti europei raggiunge questo obiettivo. Per chi lavora in ufficio o vive con ritmi serrati, allora, quei piccoli spostamenti contano eccome.

Una questione di abitudini e dettagli

I dati raccolti a Oslo, Madrid, Milano e Praga raccontano storie simili. Nei diari giornalieri – compilati quasi sempre manualmente su un’app dedicata – è emerso che chi riusciva a infilare brevi momenti di movimento ogni giorno aveva parametri più sani dopo sei mesi. Come racconta Silvia Rossetti, 48 anni, contabile milanese: “Alzarmi ogni ora per cinque minuti mi ha aiutato a perdere peso senza fare dieta”. Piccoli gesti che fanno la differenza. Anche camminare mentre si risponde al telefono invece di stare seduti fermi ha dato i suoi frutti.

“Spesso si sottovaluta l’effetto cumulativo di questi movimenti,” spiega Anna Greco, medico dello sport a Pavia. Non serve solo fare sport come lo immaginiamo abitualmente. “Cambiare posizione, allungarsi o salire qualche scala spezza la routine della sedentarietà,” aggiunge.

Sedentarietà: un rischio ancora sottovalutato

La sedentarietà resta tra i nemici principali della salute nelle società moderne. Secondo i dati ISTAT 2025, in Italia più di un terzo degli adulti sta seduto più di sette ore al giorno. Un problema che è cresciuto con lo smart working. “Il vero pericolo è restare immobili a lungo,” avverte Greco, ricordando che oltre al sovrappeso e al diabete ci sono rischi anche per umore e memoria.

Le campagne del Ministero della Salute puntano da tempo a una prevenzione “per tutti”, come l’ha definita il ministro Schillaci lo scorso settembre. Ma spesso le buone intenzioni si scontrano con realtà difficili: lavoro fermo davanti al pc, spostamenti in auto e poche aree verdi accessibili nelle grandi città come Roma o Torino.

Dalla teoria alla pratica: cosa si può fare

Lo studio norvegese dà consigli semplici: mettere insieme almeno cinque minuti extra di movimento durante la giornata – non devono essere nemmeno consecutivi – e spezzare i lunghi periodi passati seduti. Una passeggiata dopo pranzo (meglio se all’aperto), prendere le scale invece dell’ascensore o uscire con il cane una volta in più.

Anche le aziende possono fare la loro parte: promuovendo pause attive, scrivanie regolabili o riunioni in piedi. Alcune filiali milanesi della Banca Intesa hanno già avviato esperimenti con “pause motorie” obbligatorie ogni ora.

Ekelund insiste: la vera sfida è culturale. “Serve ripensare spazi urbani e luoghi di lavoro per favorire il movimento spontaneo.”

Prevenzione quotidiana alla portata di tutti

Insomma – spiegano i ricercatori norvegesi – i vantaggi arrivano soprattutto sommando tante piccole scelte ogni giorno. Cinque minuti in più possono sembrare poco, ma sono una strategia concreta contro la sedentarietà dilagante. Chi ha poco tempo non deve scoraggiarsi: “Ogni passo conta”, dice il titolo dello studio. Bastano piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane per far star meglio il corpo.

Un invito a guardare con occhi diversi le nostre giornate e trovare quelle occasioni nascoste – dietro un caffè o un giro veloce intorno all’isolato – che alla lunga possono davvero migliorare la salute.

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