Schiaparelli 2024: Le Creature Fantastiche di Roseberry Ispirate alla Cappella Sistina

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

26 Gennaio 2026

Roma, 26 gennaio 2026 – Ieri sera Alessandra Ferri ha svelato la sua nuova collezione autunno-inverno 2026 con una sfilata esclusiva negli storici studi di Cinecittà. La stilista ha raccontato ai cronisti che tutto nasce da un momento preciso: “A ottobre scorso, durante un ritiro creativo fuori Roma, organizzai quasi per caso una visita alla Cappella Sistina”. Da quel pomeriggio, ha iniziato a prendere spunto direttamente dall’arte rinascimentale per creare tessuti, tagli e palette di colori.

Da Roma a Michelangelo: l’origine di un’idea

Davanti a critici, buyer e qualche volto noto dello spettacolo romano riuniti nella sala principale degli studi, Ferri ha spiegato come tutto sia partito da un gesto spontaneo. “Non avevo biglietti né appuntamenti, mi sono lasciata guidare dalla curiosità”, ha confessato dietro le quinte. L’incontro con gli affreschi della Cappella Sistina, soprattutto con la potenza delle figure dipinte da Michelangelo, le ha lasciato un segno profondo: “Ho sentito che dovevo portare quell’energia nelle mie creazioni”.

Da allora, racconta il suo staff, la stilista si è immersa in una ricerca intensa. I bozzetti delle settimane seguenti hanno popolato il suo studio a Trastevere, accanto a foto di statue e campioni di tessuti che richiamano i marmi romani.

In passerella: stoffe e colori che parlano d’arte sacra

La sfilata è iniziata puntuale alle 19.30 e ha mostrato il frutto di questo percorso. Gli abiti giocano su linee fluide ma scolpite, quasi “cesellate nel tessuto”, come li ha descritti Ferri. Le modelle hanno portato in passerella tuniche in velluto blu notte, cappe dai toni di rosso intenso e dettagli dorati che sembravano riflettere la luce delle candele nelle navate. Un chiaro omaggio ai colori dei grandi cicli pittorici del Vaticano.

A uno sguardo più attento – spiega Serena Venturi, curatrice della mostra – si scoprono piccoli dettagli: cuciture fatte a mano, bottoni in madreperla e inserti in seta iridescente. “Ogni pezzo nasconde una citazione, magari piccola e discreta, presa da qualche particolare visto in Vaticano: una foglia d’acanto o la piega di un drappo”, racconta Venturi.

Tra il pubblico: applausi misurati e occhi puntati sui dettagli

Il pubblico ha reagito con attenzione e rispetto. Tra gli spettatori c’erano anche alcune figure del mondo romano dello spettacolo: l’attrice Giulia Fontana, seduta in prima fila accanto al produttore Andrea Moretti, si è detta colpita dalla “forza silenziosa” degli abiti. Più pragmatico il commento del buyer milanese Marco Lisi: “Lavoro con Ferri da anni, ma questa volta sembra aver trovato un nuovo equilibrio tra ricerca artistica e vestibilità”.

Alla fine della sfilata molti ospiti si sono soffermati a toccare i tessuti esposti sui manichini, chiedendo informazioni su ordini e tempi di consegna: la collezione sarà disponibile nelle boutique Ferri da fine agosto.

Dietro le quinte: creatività che nasce dagli imprevisti

Non è la prima volta che Ferri dice di affidarsi all’intuizione o agli imprevisti durante il suo lavoro creativo. “Ho sempre bisogno di perdermi per ore tra musei o chiese, lontano dal telefono”, ha raccontato alla stampa mentre fuori dagli studi cadeva una pioggia leggera. “Solo così riesco a scoprire davvero cosa sto cercando”.

Dall’incontro con la Cappella Sistina – segnato nel suo diario a ottobre 2025 – sono passati tre mesi intensi. La collezione è una specie di diario visivo: ogni abito rappresenta un appunto, ogni drappo un ricordo dell’“atmosfera sospesa” vissuta tra le pareti affrescate da Michelangelo.

Cosa bolle in pentola: moda e arte sempre più vicine

Secondo alcune voci raccolte vicino alla stilista, Ferri starebbe già pensando a collaborazioni con musei per l’anno prossimo. L’obiettivo? Portare la moda dentro i luoghi d’arte, avvicinando ancora di più queste due realtà.

Per ora resta forte l’impressione di una collezione nata da una scintilla improvvisa – quella visita casuale alla Cappella Sistina – cresciuta poi con pazienza e studio. “Ho solo seguito il filo”, conclude Ferri con un sorriso stanco ma soddisfatto. In quella sala piena di luci e ombre sembrava davvero che l’arte fosse uscita dai dipinti per camminare sulla passerella.

×