Milano, 27 gennaio 2026 – Dal prossimo 30 gennaio, la galleria M77 di Milano si trasforma in un luogo di incontro unico. Per la prima volta, le opere di Maria Lai e Antonio Marras si ritrovano insieme, dialogando nello stesso spazio. Nasce così “Paso Doble”, una mostra aperta fino al 16 maggio. Il titolo, che richiama la celebre danza spagnola, è una metafora – spiegano i curatori – di un confronto intenso e armonioso tra i due artisti. In esposizione ci sono più di duecento lavori: installazioni, disegni, tessuti e sculture che raccontano affinità e differenze nate da decenni di ricerca.
Fili intrecciati tra memoria e identità
Il percorso parte da una domanda semplice: cosa succede quando arte visiva e moda si guardano a vicenda, scoprendo radici comuni nella materia, nella memoria e nel gesto? Nel lavoro di Maria Lai (1919-2013), questo si traduce in tessuti cuciti, parole intrecciate al filo, leggende sarde raccontate su carte e tele. Nel caso di Antonio Marras – stilista originario di Alghero – la storia prende forma negli abiti, nelle trame e nelle installazioni che richiamano riti domestici e momenti collettivi.
L’allestimento occupa tutta la M77 in via Mecenate: da una parte ci sono opere storiche come “Telaio paesaggio” (1977) di Lai, dall’altra le più recenti creazioni site-specific di Marras. Il filo – quello vero usato per ricamare e quello simbolico della narrazione – percorre tutta la mostra diventando motivo centrale del dialogo. “Ci unisce l’ossessione per la materia povera e per il gesto ripetuto”, ha detto Marras ieri mattina durante la conferenza stampa. E ancora: “Maria è stata una maestra silenziosa. Ho scoperto le sue opere quando ero ragazzo ad Alghero; mi hanno insegnato a guardare in modo diverso le mani di mia madre”.
Tra Sardegna, sogno e tessitura
In mostra ci sono lavori che raramente lasciano la Sardegna. Si possono vedere i libri cuciti, le tele narrative, i famosi “panetti” di stoffa di Lai ma anche disegni preparatori per performance collettive. Accanto a questi, Marras porta abiti-installazione come “Vestire la memoria” (2022) e collage inediti. Il filo rosso è sempre l’identità legata al territorio: per entrambi la Sardegna non è solo il punto di partenza personale ma un vero approdo poetico.
Secondo Davide Mariani, uno dei curatori insieme a Francesca Alfano Miglietti, questa mostra disegna “una mappa delle somiglianze involontarie”. Emergono temi chiave: il ricordo dell’infanzia, la fatica delle mani femminili, il confine fra arte alta e artigianato. Ma anche differenze di linguaggio. “Marras punta sempre al racconto; Lai lo affida al silenzio del gesto”, ha spiegato Mariani.
Pubblico eterogeneo e laboratori
Non appena annunciata la mostra, sono arrivate prenotazioni da scuole superiori lombarde e gruppi da altre regioni. Marta Cesari, responsabile eventi della galleria, crede molto nel progetto: “Sarà un’occasione importante per pubblici diversi – dai ragazzi alle famiglie – anche grazie ai laboratori didattici che abbiamo organizzato”. Sono previsti incontri con studiosi come Simona Campus dell’Università di Cagliari e attività condotte dallo stesso Marras.
Per chi visita c’è anche un catalogo illustrato con saggi critici sul rapporto tra arte tessile e sperimentazione visiva. La galleria apre dal martedì al sabato (10–19). Ogni giovedì alle 17 si tengono visite guidate su prenotazione. La mostra è accessibile anche a persone con disabilità motoria.
Oltre i confini della disciplina
“Paso Doble” non celebra solo due carriere importanti. Vuole far riflettere sulla capacità dell’arte di andare oltre le categorie – moda, arte plastica, performance – raccontando storie universali con materiali semplici. Antonio Marras lo ha detto così: “Il nostro passo doppio è fatto di ascolto. E anche un po’ di nostalgia”. Un incontro nato dalla Sardegna, ma che attraverso fili cuciti e stoffe consumate parla a Milano (e oltre) dell’identità che resiste nel tempo.
Per tutte le informazioni aggiornate sul programma consultare il sito ufficiale della M77 Gallery.