Caserta, 3 febbraio 2026 – Nel cuore pulsante di Caserta, al ristorante Gli Scacchi, lo strudel di verdure non è solo un piatto, ma un viaggio tra storie e sapori. Venerdì scorso, dalle 20.30, tra le sale di via Vico illuminate da luci soffuse, famiglie, coppie e qualche turista tedesco si sono lasciati coinvolgere dalla spiegazione del maître. Una ricetta nata proprio qui, ma che porta con sé profumi e suggestioni che superano i confini della provincia campana.
Strudel di verdure: tradizione e creatività a tavola
Parlare di strudel di verdure a Caserta significa subito pensare al menù de Gli Scacchi. La firma è dello chef Francesco Romano, classe 1982, nato a Maddaloni. “Volevamo un piatto che parlasse dei nostri orti ma anche dei viaggi fatti”, racconta davanti ai fornelli, con una teglia pronta per il forno. La sfoglia croccante richiama la cucina mitteleuropea, ma il ripieno è tutto casertano: scarola riccia, uvetta sultanina, pinoli tostati e un tocco di finocchietto selvatico raccolto freschissimo nelle campagne di Pontelatone.
Si comincia nel primo pomeriggio, verso le 15.30, con la pulizia delle verdure. Un rito lento, quasi meditativo tra acqua ghiacciata e tagli precisi. Poi la scarola viene sbollentata in padella per mantenerla croccante. L’uvetta invece si ammolla in acqua tiepida fino a gonfiarsi e sprigionare tutta la sua dolcezza. Solo dopo si passa alla composizione dello strudel.
Ingredienti locali e cura nei dettagli
“Non ci sono scorciatoie”, sottolinea Romano mentre stende la sfoglia sul piano infarinato. L’impasto è semplice: acqua tiepida e farina 0 del Molino Caputo di Gricignano d’Aversa, senza burro. “Così resta leggera, si sfoglia bene senza appesantire”. Dentro si alternano a strati le verdure saltate con aglio rosso locale, uvetta strizzata e pinoli croccanti.
Lo strudel viene arrotolato con delicatezza e spennellato d’olio extravergine d’oliva delle colline casertane. In forno ventilato a 180 gradi per meno di 40 minuti. Già dopo dieci minuti l’aria si riempie dell’aroma dolce della frutta secca.
Il racconto dei clienti e i consigli dello chef
Il pubblico è curioso: venerdì una signora di Aversa ha preso appunti su ogni passaggio; due ragazzi napoletani hanno chiesto se fosse possibile sostituire la scarola con altre verdure. “Sì, bietola o spinaci vanno bene – risponde Romano – ma cambia un po’ il sapore finale. La scarola dà quel pizzico amaro che bilancia la dolcezza dell’uvetta”.
Il piatto arriva in tavola a fette spesse circa due dita, adagiate su un letto di crema di ceci con un filo d’olio nuovo e qualche ciuffo verde come decorazione. Semplice ma curato nel dettaglio. Tra i commensali prevalgono commenti entusiasti: “Non me lo aspettavo così leggero”, confessa Antonio, 42 anni, dopo il primo assaggio.
Prezzo giusto, stagione e abbinamenti consigliati
Lo strudel di verdure resta nel menù invernale de Gli Scacchi fino a fine marzo; costa 10 euro a porzione. È un piatto versatile: lo staff suggerisce vini bianchi locali come Falanghina o Pallagrello o un rosato leggero per accompagnarlo.
“Volevamo mettere insieme quello che cresce qui con un modo diverso di portare le verdure in tavola”, conclude Romano indicando una nuova teglia pronta per il forno alle 21. Le prenotazioni sono aperte tutti i giorni tranne il lunedì.
In questo piccolo angolo casertano, tra stoviglie color avorio e quadri alle pareti, lo strudel con scarola e uvetta sembra racchiudere non solo una stagione ma molto altro ancora.