Roma, 24 marzo 2026 – La colazione della domenica cambia volto quando in tavola arriva il profumo inconfondibile del pane di Pasqua alle erbe aromatiche. Una ricetta semplice, ma carica di ricordi, che tante famiglie italiane stanno riscoprendo per aprire in modo genuino i festeggiamenti della Settimana Santa.
Ingredienti semplici, gesti da custodire
Farina bianca, acqua, lievito di birra e un filo d’olio extravergine: sono questi gli ingredienti base del pane di Pasqua, dove la differenza la fa la pazienza. A Roma, soprattutto nelle case delle nonne, non manca mai un trito di rosmarino, timo e salvia, ma c’è chi preferisce la mentuccia o la maggiorana fresca di orto. “Devono essere freschissime, appena raccolte”, racconta Anna T., panificatrice nel quartiere Prati, mentre sforna l’ennesima teglia poco dopo l’alba.
Il lavoro non è da poco. Dopo aver impastato, si lascia lievitare per almeno tre ore, vicino a una fonte di calore. Solo quando l’impasto si gonfia e sa già di pane si passa a intrecciarlo a mano – a volte a forma di ciambella – e si posiziona sulla carta forno. Prima di infornare, una spennellata veloce di tuorlo sbattuto regala quella crosticina dorata che, tra le mura domestiche, viene sempre spezzata con le mani.
Tradizioni e varianti regionali
Il pane di Pasqua cambia volto da regione a regione. In Umbria e nelle campagne del Lazio predomina una forma rotonda e compatta, spesso arricchita con semi di anice o pecorino grattugiato. A Napoli invece somiglia più a una focaccia rustica e non è raro trovare un uovo sodo al centro, simbolo antico di rinascita.
A spiegare questo legame è Paola Neri, storica dell’alimentazione: “Il pane è sempre stato protagonista dei riti pasquali. Nel Centro Italia veniva benedetto il Sabato Santo e mangiato a colazione il giorno dopo”. Un’usanza che sopravvive soprattutto nei piccoli centri, mantenendo viva la tradizione.
Il profumo che anticipa la festa
Il pane alle erbe aromatiche si prepara con anticipo e si conserva bene per qualche giorno dentro un canovaccio pulito. Nel quartiere Testaccio a Roma c’è chi lo accompagna con prosciutto o formaggi freschi. A Norcia o Spoleto invece non manca mai sulle tavole insieme alle uova sode colorate dai bambini con bucce di cipolla o spinaci.
Già durante la seconda lievitazione l’aroma invade la cucina. Per alcuni panificatori della zona sud della Capitale il rosmarino tritato “fa sentire la Pasqua prima ancora che arrivi”, mentre altri insistono che il segreto sia nell’equilibrio tra le diverse erbe.
Ritrovare i tempi lenti della tradizione
Il bello del pane di Pasqua alle erbe aromatiche non sta solo nel sapore: è un’occasione per coinvolgere i più piccoli tra mani infarinate e risate intorno al tavolo. “Mia madre ci faceva intrecciare i filoni il Venerdì Santo sera”, ricorda Stefano, romano trasferito a Milano. “Poi bisognava aspettare fino alla mattina della domenica per assaggiarlo: era quasi un rito”.
Ultimamente c’è stato un ritorno a questi gesti semplici anche sui social: foto di pagnotte intrecciate e ciambelle profumate stanno spopolando online. Per Valeria Spinelli, nutrizionista alla Sapienza: “Preparare il pane in casa – soprattutto per Pasqua – aiuta a sentirsi più vicini gli uni agli altri. La cucina condivisa è un vero spazio di relazione”.
Un invito alla tavola della memoria
In attesa della domenica di Pasqua molte case italiane si svegliano col profumo del pane alle erbe aromatiche che riempie l’aria. Una preparazione semplice ma capace di riportare indietro nel tempo con ricordi d’infanzia e quel senso forte di comunità che solo condividere il pane può regalare. Spezzarne una fetta ancora calda è una piccola festa che comincia piano piano fin dal primo pasto del giorno.