Cosmoprof Bologna 2024: Fatturato Cosmesi Italiana a 18 Miliardi con Export in Crescita del 4,1%

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

27 Marzo 2026

Milano, 27 marzo 2026 – Il settore cosmetico italiano ha messo a segno un nuovo record nel 2025: il fatturato delle aziende della cosmesi ha raggiunto 18 miliardi di euro, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente. È questo il dato reso noto oggi dall’Associazione Italiana dell’Industria Cosmetica (Cosmetica Italia), che conferma come questo comparto sia ormai una delle colonne portanti del made in Italy.

Crescita spinta dall’export e dall’innovazione

A trainare questi numeri è soprattutto l’export: oltre il 44% della produzione italiana, cioè circa 8 miliardi di euro, è stato venduto all’estero. Trucchi, creme e profumi italiani vanno forte soprattutto in Francia, Germania, Stati Uniti e Emirati Arabi. “Le aziende italiane hanno saputo puntare sull’innovazione di prodotto e sulla sostenibilità”, spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia. “Anche quest’anno i consumatori stranieri hanno premiato la nostra filiera”.

Non è un caso se sempre più imprese scelgono ingredienti naturali, confezioni riciclabili e linee dedicate alla pelle sensibile. Il Centro Studi di Cosmetica Italia conferma che ben il 68% delle novità lanciate nel 2025 sono cosmetici eco-compatibili.

Mercato interno solido ma con nuovi gusti

Se l’estero resta la leva principale della crescita, anche il mercato interno tiene banco. Gli italiani – secondo i dati Istat e Unioncamere – hanno speso circa 10 miliardi di euro in cosmetici nell’anno passato. Dove si compra? In farmacia (28%), supermercati (23%) e profumerie (19%). Da segnalare l’aumento delle vendite online, che ora coprono il 12% del totale.

E non sono solo i giovani o gli influencer a muovere questo mercato. “Negli ultimi mesi si è visto un aumento dell’attenzione alla cura personale anche tra gli over 50”, racconta Cristina Ferri, responsabile marketing in una catena di profumerie milanesi. “C’è richiesta per prodotti semplici ma efficaci, meglio se italiani e certificati”.

Occupazione in crescita, cuore industriale forte

Il settore cosmetico non produce solo fatturato ma anche lavoro. Secondo Unioncamere a febbraio 2026, oltre 35mila persone lavorano direttamente nelle aziende del settore, senza contare l’indotto che sfiora le 250mila unità tra logistica, ricerca e commercio.

Le regioni più coinvolte sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Nel distretto di Cremona, dove si trovano alcune tra le principali imprese del comparto, si parla di vera “cittadella della bellezza”. Mario Belloni, operaio specializzato con oltre vent’anni alle spalle in un laboratorio locale, racconta: “Negli anni abbiamo visto cambiamenti continui: dalle materie prime ai macchinari sempre più tecnologici. Il lavoro non manca”.

Il futuro? Tra digitalizzazione e sostenibilità

Le prossime sfide per le aziende sono chiare: digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Si punta a potenziare le piattaforme di vendita online – con traffico in continua crescita – e a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dei processi produttivi. “Stiamo lavorando su imballaggi biodegradabili e su processi a basso consumo energetico”, spiega ancora Ancorotti.

Sul tavolo ci sono anche nuove regole europee su etichettatura e tracciabilità delle materie prime: i produttori chiedono norme più chiare e tempi certi per adeguarsi. Non manca poi l’attenzione ai giovani: molti istituti tecnici e università stanno ampliando i corsi dedicati alla cosmetologia e alle scienze dei materiali legate alla bellezza.

Impatto sociale: bellezza per tutti

Ultimamente si parla sempre più del ruolo sociale della cosmesi. Campagne sulla diversità e inclusione, prodotti pensati per tutte le carnagioni o per chi affronta terapie oncologiche: le aziende – grandi o piccole che siano – cercano risposte concrete alle nuove esigenze del pubblico. “La bellezza non è uno standard ma una risorsa per tutti”, sintetizza Sofia Liguori, estetista romana.

Così mentre la filiera naviga tra numeri da record e nuove sfide da affrontare, il comparto cosmetico italiano sembra aver trovato la sua strada per restare protagonista nell’economia nazionale. Rimangono incognite legate all’instabilità geopolitica e al rincaro delle materie prime – come l’olio di argan marocchino o il burro di karité africano –, ma finora il bilancio è positivo: la cosmesi made in Italy continua a crescere, guidata da export, innovazione e attenzione ai consumatori.

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