Milano ospita la Direzione Nazionale 2026 di Meritocrazia Italia: le novità e gli obiettivi principali

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

28 Marzo 2026

Milano, 28 marzo 2026 – Stamattina a Milano, in una sala piena di gente in via San Giovanni sul Muro, si è tenuta la Direzione nazionale 2026 di Meritocrazia Italia, un’associazione che sta guadagnando sempre più spazio nel mondo del terzo settore italiano. L’appuntamento, partito alle 10.30, ha visto oltre cento delegati da ogni angolo d’Italia riunirsi per tracciare le strategie future e discutere le priorità di quest’anno. Sul tavolo, come hanno sottolineato i responsabili regionali, i temi caldi: valorizzazione delle competenze, partecipazione civica e trasparenza nella pubblica amministrazione.

Focus su valorizzazione delle competenze

Ad aprire i lavori è stato il presidente Walter Mauriello, che ha richiamato il cuore del messaggio dell’associazione: «La meritocrazia non è solo un’idea astratta, ma un vero criterio per far crescere il Paese». In prima fila c’erano rappresentanti di Piemonte, Lazio e Sicilia; accanto a loro anche consiglieri comunali e funzionari pubblici arrivati da Torino e Napoli. Mauriello ha messo in chiaro: «Serve una svolta soprattutto nella selezione dei dirigenti, sia nel pubblico sia nel privato. Chi ha davvero competenza deve poter emergere». Una frase che ha acceso gli applausi, soprattutto tra i più giovani.

Al centro della discussione ci sono state proposte concrete per dare più valore ai talenti nei luoghi di lavoro. Il vicepresidente nazionale, Stefano Palumbo, ha sottolineato che la vera sfida è «fermare la fuga dei migliori e creare condizioni perché i giovani scelgano di restare». Palumbo ha condiviso qualche dato importante: «Secondo l’Istat, negli ultimi cinque anni sono andati all’estero oltre 250mila giovani laureati». Un numero che pesa soprattutto al Nord e nelle aree più isolate del Paese.

Partecipazione civica e trasparenza amministrativa

L’assemblea è poi entrata nel vivo della partecipazione civica. Diversi referenti locali – tra cui Elisabetta Lorusso da Bari e Daniele Cattaneo da Varese – hanno raccontato quanto sia difficile coinvolgere davvero la gente nei processi decisionali: «Non basta fare appelli», ha spiegato Lorusso. «Servono strumenti concreti per facilitare il dialogo tra istituzioni e cittadini». Cattaneo ha portato esempi pratici dalla Lombardia: sportelli d’ascolto nei quartieri e tavoli permanenti con le associazioni di volontariato.

Non è mancata poi la questione della trasparenza nella pubblica amministrazione. Delegati da Firenze e Palermo hanno ribadito che la fiducia nelle istituzioni passa anche dalla chiarezza delle procedure e dalla possibilità di accedere facilmente ai dati. Su questo punto Mauriello ha annunciato una proposta nazionale targata Meritocrazia Italia per la pubblicazione annuale di report sull’efficienza degli uffici pubblici: «Abbiamo raccolto troppe segnalazioni di cittadini frustrati dall’opacità burocratica», ha detto il presidente.

Strategie per il futuro e nuove adesioni

Non solo parole: durante la giornata sono stati presentati anche nuovi membri provenienti da Veneto e Basilicata. Una foto insieme sul palco verso l’una ha segnato l’ingresso ufficiale dei nuovi aderenti, tra strette di mano e sorrisi. Il segretario organizzativo, Carlo Fontana, ha spiegato come si intende crescere sul territorio: «Dobbiamo essere più radicati nei piccoli comuni, ascoltare le famiglie e proporre risposte concrete. La forza dell’associazione sta proprio nell’essere vicina alla gente».

Nel pomeriggio sono stati approvati all’unanimità alcuni obiettivi chiave: potenziare la comunicazione digitale, ripartire con incontri nelle scuole superiori e avviare collaborazioni con altre realtà del terzo settore.

Un messaggio finale all’insegna dell’impegno

I lavori si sono chiusi alle 17.30 con l’intervento della portavoce nazionale Giulia Ferrara. Prima dei saluti Ferrara ha voluto rimarcare che «non bastano gli slogan. Serve costanza: ogni giorno bisogna dimostrare coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo». Un messaggio accolto da un applauso lungo diversi minuti.

Meritocrazia Italia si prepara così ad affrontare le sfide del 2026 puntando su competenze, partecipazione attiva e trasparenza: «Siamo convinti che il cambiamento sia possibile – ha concluso Mauriello uscendo dalla sala – ma serve l’impegno quotidiano di tutti». E così si è chiusa la Direzione nazionale di Milano.

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