Firenze, 4 aprile 2026 – Una nuova piazza di Firenze prende il nome di Guccio Gucci, l’uomo che più di cento anni fa ha dato vita a quel marchio diventato simbolo del lusso italiano nel mondo. Stamattina, poco dopo le 11, nel cuore del quartiere di San Lorenzo, tra curiosi, turisti e qualche membro della famiglia Gucci, si è svolta la cerimonia di intitolazione. La scelta della location non è casuale: è qui, vicino a via della Vigna Nuova, che Guccio iniziò come artigiano, mettendo le radici di un’impresa che avrebbe fatto la storia.
Guccio Gucci, un patrimonio fiorentino
Il nome ufficiale è “Piazza Guccio Gucci” ed è il risultato di un lungo iter burocratico chiuso con l’ok unanime del Consiglio comunale lo scorso febbraio. Il sindaco Dario Nardella ha preso la parola davanti a una folla variegata: cittadini comuni e addetti ai lavori della moda. “Guccio Gucci rappresenta lo spirito imprenditoriale e creativo della Firenze del Novecento”, ha detto. “Un’eredità che ancora oggi arricchisce la nostra città”. Nardella ha poi aggiunto con forza: “Gucci non è solo un brand famoso in tutto il mondo, è una storia fatta di botteghe artigiane, famiglie e maestranze. Firenze gli deve tanto”.
Accanto al sindaco c’erano anche alcuni esponenti del gruppo francese Kering, attuale proprietario della maison. Una delegazione dell’azienda ha deposto una corona di fiori sotto la nuova targa. Non molti sanno che Guccio nacque nel 1881 e aprì la sua prima bottega nel 1921: anni in cui fondere artigianato e visione globale era una vera sfida.
La memoria di una dinastia fiorentina
“Intitolare questa piazza a mio bisnonno – ha detto Edoardo Gucci presente alla cerimonia – significa restituire un pezzo della nostra famiglia alla città dove tutto è cominciato. Era molto legato a questi vicoli”. Il riconoscimento arriva in un momento in cui si guarda con sempre più attenzione alle radici della moda fiorentina: negli ultimi tempi Palazzo Vecchio ha promosso iniziative per far risplendere altri nomi storici come Salvatore Ferragamo ed Emilio Pucci, mettendo il settore moda tra i pilastri dell’economia locale.
L’assessore alla cultura Tommaso Sacchi ha sottolineato come Guccio Gucci sia il perfetto esempio di equilibrio tra tradizione e innovazione. “Dietro i grandi marchi non ci sono solo loghi o soldi, ma persone reali e storie vive”. E sono proprio i commercianti del quartiere a confermare questa idea: ancora negli anni ’60 e ’70, il nome Gucci era più associato ai laboratori artigiani che alle boutique di lusso.
Un gigante globale nato a Firenze
Oggi Gucci fa parte del colosso internazionale Kering, ma la sua anima resta profondamente fiorentina. Il marchio dà lavoro a centinaia di artigiani nei dintorni e attira ogni anno migliaia di turisti stranieri. Secondo il Centro Studi Confindustria Moda, il settore moda vale oltre 2 miliardi di euro all’anno solo nel territorio fiorentino. E l’effetto si vede anche nell’indotto: alberghi pieni durante le fashion week e una crescente domanda per corsi tecnici nell’ambito pellettiero e tessile.
La mattinata si è chiusa con la scopertura della targa dedicata a “Guccio Gucci (1881-1953), fondatore della maison Gucci”. Poco dopo mezzogiorno, studenti dell’istituto professionale Leonardo da Vinci hanno letto brevi testi sulla storia dell’artigianato fiorentino mentre gruppi di turisti scattavano foto alla piazza già gremita.
Un messaggio chiaro per le nuove generazioni
Il Comune vede in questa intitolazione un segnale per i giovani. “Ricordare Guccio Gucci vuol dire anche dire che fare impresa qui è possibile”, ha commentato la vicesindaca Alessia Bettini. Nei prossimi mesi sono previsti eventi collaterali: da maggio al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti aprirà una mostra dedicata ai primi laboratori Gucci. Nel frattempo, Piazza Guccio Gucci si prepara a diventare meta obbligata per gli appassionati di moda e chiunque voglia scoprire una pagina importante della città che non vuole fermarsi.