Etro e Marco de Vincenzo si separano dopo 4 anni: fine della collaborazione con il direttore creativo

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

8 Aprile 2026

Milano, 8 aprile 2026 – Si chiude il capitolo di Marco de Vincenzo come direttore creativo di Etro, una delle realtà più conosciute del panorama moda italiano. Questa mattina, con una nota ufficiale, la casa milanese ha annunciato la separazione dallo stilista messinese, che aveva preso le redini creative del brand da giugno 2022. La fine del rapporto è stata definita “di comune accordo”, si legge nel comunicato diffuso alle 10 da via Spartaco, quartier generale di Etro. Poco dopo, lo stesso de Vincenzo ha salutato i fan sui social: «Quattro anni intensi, mi porto via ogni singolo giorno. Grazie a chi mi ha sostenuto».

Marco de Vincenzo lascia Etro dopo quasi quattro anni

La notizia girava da settimane, con indiscrezioni che avevano iniziato a circolare già durante l’ultima Milano Fashion Week. Fino a oggi però nessuno aveva confermato o smentito i rumor. Ora la rottura è ufficiale e chiara. De Vincenzo, classe ’78, era arrivato in Etro portando con sé un tocco riconoscibile e l’esperienza maturata da Fendi e nel suo marchio omonimo. La sua nomina come guida creativa dell’intera offerta era stata una scelta strategica poco dopo l’ingresso del fondo L Catterton tra i proprietari di Etro, segnando così una nuova fase per il brand.

«Con Marco abbiamo condiviso un percorso di rinnovamento e sperimentazione», dice la nota ufficiale della maison. Non si parla di motivi precisi dietro l’addio, ma fonti vicine all’azienda raccontano di una decisione presa “in un clima sereno”, motivata da “visioni diverse sul futuro creativo del marchio”. Dettagli che per ora restano nascosti.

Un percorso tra debutti, sfilate e strategie

Durante il suo mandato, de Vincenzo ha firmato tutte le collezioni uomo, donna e accessori, portando in passerella i segni distintivi di Etro – i paisley, le stampe jacquard – ma rivisitati in modo più moderno. Il debutto ufficiale è stato nel settembre 2022 al Museo delle Culture di Milano: una sfilata gremita, con ospiti del calibro di Anna Wintour e Chiara Ferragni. Poco prima dell’inizio c’era tensione dietro le quinte e lo stilista aveva ammesso: «Etro è una grande responsabilità». Da allora, tra eventi internazionali e progetti speciali – come la capsule sostenibile del 2024 – ha cercato di spingere il brand verso una nuova immagine.

Negli ultimi tempi si sono visti segnali di cambiamento. Le collezioni Autunno/Inverno 2025-26 hanno puntato su linee più pulite, colori sobri e meno decorazioni. Chi segue da vicino il settore racconta che proprio questo cambio avrebbe acceso qualche discussione interna sul dna stilistico della maison. Nessuna rottura evidente però: fonti interne parlano solo di un confronto acceso tra tradizione e innovazione.

Il saluto dello stilista e le reazioni dal settore

Nel messaggio ai suoi collaboratori diffuso poco dopo quello ufficiale dell’azienda, de Vincenzo ha ringraziato “chi ha creduto in me” aggiungendo: «Le sfide fanno parte del mestiere». Nel settore si respira un po’ di sorpresa – «Pensavamo sarebbe rimasto almeno un’altra stagione», confida una stylist che lavora con il team commerciale Etro – ma anche gratitudine per aver portato “una ventata d’aria nuova”. Altri restano cauti: «Ogni cambio creativo porta opportunità ma anche rischi», dice un buyer francese appena arrivato a Linate.

Per ora la maison non ha detto chi prenderà il suo posto né come sarà organizzata la direzione creativa nei prossimi mesi. Si apre così una fase di transizione che farà parlare investitori e appassionati fino alla prossima mossa. «Guardiamo al futuro con fiducia», conclude il comunicato odierno.

Un addio che segna un cambio d’epoca

Etro rimane uno dei simboli della moda italiana, con oltre quarant’anni di storia e clienti in più di 50 Paesi nel mondo. Il cambio alla guida creativa arriva in un momento delicato per tutto il settore, stretto tra sfide economiche globali e nuove frontiere digitali. De Vincenzo – che aveva detto più volte di sentirsi “a casa” tra i tessuti jacquard della maison – lascia ora spazio a un futuro tutto da definire.

La prossima settimana dovrebbe arrivare l’annuncio sui piani per la nuova collezione. Intanto nei corridoi della sede milanese si incrociano sguardi carichi di domande. Solo allora si capirà davvero quale strada prenderà uno dei nomi storici del made in Italy.

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