Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce & Gabbana: nessun cambio creativo per il brand iconico

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

11 Aprile 2026

Milano, 11 aprile 2026 – Niente rivoluzioni in vista per Dolce & Gabbana, la maison storica nata nel 1985 dalla mente di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. La casa di moda, una delle punte di diamante del made in Italy, ha subito smentito con una nota diffusa ieri sera le voci che circolavano da qualche giorno su un possibile cambio al vertice creativo.

Nessun cambio al timone creativo di Dolce & Gabbana

Dalla sede milanese arriva un messaggio chiaro: i due fondatori «restano saldamente al timone del processo creativo» e non c’è nessun piano per nuovi ingressi o passaggi di consegne. La questione si era riaccesa dopo alcune indiscrezioni rimbalzate sui siti specializzati, che avevano ipotizzato un avvicendamento ispirato alle recenti mosse di altre grandi maison – da Gucci a Moschino. Ma da via Broggi, nel cuore di Porta Venezia, è arrivata una risposta netta: «Non è previsto alcun cambio alla direzione creativa».

Una presa di posizione che vuole mettere fine ai rumors e tranquillizzare sia gli addetti ai lavori sia il pubblico internazionale. Nei corridoi degli showroom milanesi si era fatto sentire un certo fermento, complici le prossime presentazioni estive, ma dallo staff ribadiscono che «la maison continuerà a esprimere la propria identità sotto la guida dei fondatori».

La continuità come valore: i numeri di una scelta

L’azienda ha chiuso il 2025 con un fatturato superiore a 1,8 miliardi di euro, come comunicato a marzo. Una crescita solida che continua anche nei mercati più difficili, come Stati Uniti, Emirati Arabi e Asia. A trainare sono soprattutto la linea donna e gli accessori, dove lo stile inconfondibile di Dolce e Gabbana rimane il vero marchio di fabbrica, presente tanto nelle boutique della Galleria Vittorio Emanuele quanto in quelle di Shanghai o Dubai.

Intervistato telefonicamente da alanews in serata, il presidente Domenico Dolce ha tagliato corto: «Siamo ancora innamorati del nostro lavoro e delle nostre idee. Abbiamo tanto da raccontare: il nostro mondo non è mai stato così vivo». Un messaggio chiaro per chi parlava già di un ritiro: «Non c’è nessun piano successione. Continuiamo a lavorare insieme, come sempre».

Il contesto della moda italiana: la tendenza alle “nomine”

La questione della direzione creativa è uno dei temi più caldi nella moda italiana oggi. Negli ultimi sei mesi, Gucci ha accolto Sabato De Sarno e Moschino ha scelto Adrian Appiolaza. Una strategia comune tra i grandi marchi: cercare nuovi volti per portare freschezza (o almeno così dicono gli esperti). In questo panorama la scelta di Dolce & Gabbana suona quasi controcorrente.

Marco Palmieri, docente di Fashion Management all’Università Bocconi, spiega bene la situazione: «Mantenere la propria visione può essere rischioso ma è anche un punto di forza. Il pubblico internazionale vuole novità ma anche autenticità». Proprio su questo punta la maison: dal debutto nel 1985 fino al successo globale degli ultimi vent’anni, il percorso dei due stilisti siciliani è sempre stato segnato da coerenza.

Le reazioni del settore: clienti e operatori rassicurati

Tra i corridoi delle sedi milanesi l’atmosfera è tranquilla. «Ci aspettavamo qualche novità dopo quello che hanno fatto altri brand, ma questa continuità ci dà sicurezza», racconta Laura Grilli, buyer internazionale specializzata nel mercato asiatico per una grande catena multi-brand. Sulla stessa lunghezza d’onda anche alcuni consulenti finanziari in piazza Affari: leggono la nota come un chiaro segnale per proteggere «un’identità forte e ben definita nel lusso».

Da New York a Tokyo, sui social e nei forum dedicati alla moda i commenti dei fan vanno tutti nella stessa direzione: «Finché ci sono Domenico e Stefano sappiamo cosa aspettarci. Nessuno racconta la Sicilia come loro», scrive uno degli utenti più seguiti su X.

Il futuro prossimo: attesa per le nuove collezioni

Il prossimo grande appuntamento per Dolce & Gabbana è la sfilata di giugno dedicata alle collezioni uomo primavera-estate 2027. Chi li conosce da vicino assicura che «idee non mancano mai, anzi ora sembrano ancora più nitide». Nell’atelier si lavora a pieno ritmo tra bozzetti sparsi e tessuti scelti con cura; i fondatori sono lì dietro ogni dettaglio. Proprio come quarant’anni fa.

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