Merletti d’Autore a Burano: mostra esclusiva al Museo del Merletto dal 21 aprile 2026

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

21 Aprile 2026

Venezia, 21 aprile 2026 – Al Museo del Merletto di Burano apre oggi una mostra che riporta al centro un’arte antica e paziente: i Merletti d’Autore, con un occhio particolare agli anni Venti e Trenta del Novecento. Un salto nel tempo che, dicono gli organizzatori, vuole mettere in luce non solo la tecnica raffinata, ma anche il contesto sociale e culturale in cui queste creazioni sono nate. Stamattina, tra visitatori e operatori, si respirava una certa curiosità e attesa: la sala principale si è riempita in fretta poco dopo le 10.30, mentre le guide iniziavano a raccontare dettagli e storie poco conosciute.

Un patrimonio femminile tra tradizione e innovazione

Al centro della mostra c’è una selezione di merletti realizzati a Burano tra il 1920 e il 1940, anni di grandi cambiamenti sociali, economici e di stile. Gli oggetti esposti – abiti da sera, accessori, pannelli decorativi – parlano delle mani che li hanno creati: per lo più donne anonime che passavano intere giornate tra ago e filo. “Non si tratta solo di bellezza – spiega Anna Vio, direttrice del museo – ma è anche la testimonianza della creatività femminile e della forza delle lavoratrici dell’isola. Dietro ogni bordo c’è una storia di emancipazione silenziosa”. Nelle teche si vedono motivi geometrici, trame floreali, fili sottilissimi lavorati con tecniche antiche tramandate da madre in figlia.

Solo guardando da vicino si notano le differenze tra i pezzi degli anni Venti – più sobri, influenzati dall’Art Déco – e quelli degli anni Trenta, più aperti all’innovazione con nuovi materiali. Una continuità che racconta anche dei legami con il resto d’Europa: in quegli anni Burano era un punto di riferimento internazionale per la qualità dei merletti.

Le storie dietro le opere: nomi, volti e mestieri

Non è solo una mostra d’arte. Accanto ai merletti ci sono fotografie d’epoca, lettere originali, strumenti di lavoro. Una lettera del giugno 1928 scritta da Giulia Padoan parla della fatica quotidiana: “Le dita si spezzano ma la voglia di fare resta”. Un pannello ricorda i viaggi delle merlettaie veneziane nelle capitali europee come Parigi e Londra, dove presentavano i loro lavori alle esposizioni internazionali. E poi c’è uno sguardo più intimo sui laboratori dell’isola: “C’erano donne che iniziavano a lavorare prima dell’alba per pagare la scuola ai figli o contribuire alla dote delle figlie”, racconta una guida. Nomi e volti rimasti nell’ombra riaffiorano grazie a fotografie ingiallite e testimonianze raccolte negli archivi del museo.

Il ruolo del Museo del Merletto e la sfida della contemporaneità

Il Museo del Merletto di Burano, aperto dal 1981 nella ex Scuola dei Merletti in Piazza Galuppi, rinnova con questa mostra il suo impegno per conservare e valorizzare una tradizione antica. L’obiettivo è doppio: far conoscere le opere create tra le due guerre mondiali e aprire un confronto sul futuro di questi mestieri nell’era della produzione industriale. “Oggi non è facile trasmettere queste competenze alle nuove generazioni – ammette Anna Vio –, serve investire su formazione e promozione culturale”.

All’interno della mostra c’è anche un laboratorio interattivo dove i visitatori possono vedere da vicino le tecniche tradizionali (come il famoso punto Venezia), ascoltare storie di merlettaie ancora attive sull’isola o provare a cimentarsi sotto la guida di artigiane esperte. L’iniziativa vuole anche dare nuova linfa al turismo sull’isola nei mesi meno affollati: il biglietto costa sempre 7 euro, con riduzioni per residenti e scuole.

Tra memoria e futuro: un’eredità che parla ancora

In fondo, la mostra sui Merletti d’Autore non è solo un omaggio nostalgico. Lo sottolinea la direttrice ricordando quanto sia importante “dare continuità a una cultura materiale che ha segnato la storia di Burano”. Gli organizzatori sperano che visitatori italiani e stranieri possano così apprezzare davvero il valore del lavoro manuale. Per chi passerà dall’isola nelle prossime settimane c’è un appuntamento da non perdere: scoprire un tesoro nascosto dietro ogni filo, ogni intreccio, ogni silenzio del passato.

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