Lavinia Biagiotti premiata alle Donne di Roma 2024 per l’eccellenza nella Moda

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

21 Aprile 2026

Roma, 21 aprile 2026 – Questa mattina Lavinia Biagiotti ha ricevuto il Premio Donne di Roma, sezione Moda, nell’ambito della seconda edizione della manifestazione voluta dalla giornalista Mara Cella. L’appuntamento, ospitato nella sala conferenze di Palazzo Braschi, ha visto riuniti volti noti e professionisti del settore per celebrare donne che hanno lasciato un’impronta concreta nella capitale. La scelta di Biagiotti – alla guida del celebre marchio di famiglia – è stata motivata dagli organizzatori come un riconoscimento “al contributo portato alla cultura dell’eleganza e della sostenibilità nel Made in Italy”.

Premio Donne di Roma 2026: un tributo alla creatività femminile

Il Premio Donne di Roma nasce dall’idea di Mara Cella, direttrice del magazine Luxury Files, con l’obiettivo di mettere in luce il lavoro delle donne in ambiti chiave come impresa, cultura, sport e naturalmente moda. “Serve raccontare la città attraverso storie di talento e coraggio, oggi più che mai”, ha sottolineato Cella all’inizio dell’evento, intorno alle 11.

Alla cerimonia erano presenti rappresentanti delle istituzioni – tra cui l’assessora alle Attività Produttive Monica Lucarelli – e numerosi protagonisti del panorama creativo romano. L’atmosfera era rilassata: tra un tavolo e l’altro si scambiavano battute e ricordi su sfilate passate o progetti in cantiere. Paola Severini Melograni, editrice presente in sala, ha ricordato con emozione: “Ho visto Lavinia crescere tra le stoffe della maison, questo premio le rende pienamente giustizia”.

Lavinia Biagiotti: tradizione e innovazione nella moda romana

Nata nel 1978, Lavinia Biagiotti guida da quasi vent’anni la Biagiotti Group, raccogliendo l’eredità della madre Laura e portando avanti un marchio che dal 1965 racconta una femminilità tutta italiana. Dal quartier generale sull’Appia Antica – una villa settecentesca circondata dai pini marittimi – Biagiotti ha fatto della sostenibilità la sua bandiera: tessuti a basso impatto ambientale, filiere certificate e collezioni presentate anche in formato digitale.

“Ricevere questo riconoscimento qui a Roma, città dove sono nata e cresciuta, significa molto più della moda”, ha confessato Lavinia subito dopo aver ritirato il premio. Sul palco è poi tornata per ringraziare chi lavora con lei: “Nessun risultato è mai solo personale. Dietro ogni abito ci sono mani esperte e storie familiari”.

I dati Camera Moda confermano: nel 2025 il gruppo Biagiotti ha registrato una crescita del 7% rispetto all’anno prima. Un segnale importante che per gli addetti ai lavori dimostra come il made in Italy sappia ancora resistere alle turbolenze globali.

Un premio che guarda al passato ma non dimentica il futuro

Non è la prima volta che Lavinia Biagiotti riceve riconoscimenti istituzionali. Nel 2022 Forbes Italia l’ha inserita tra le donne dell’anno. Ma l’onorificenza di oggi – come lei stessa ha detto – “ha un sapore diverso”. Durante la cerimonia non sono mancati i ricordi dedicati ai pilastri del gruppo: Laura Biagiotti, scomparsa nel 2017 e conosciuta come “la regina del cashmere”, e la famiglia legata anche a iniziative importanti come il restauro della Fontana di Trevi.

“La moda romana è un patrimonio collettivo”, ha aggiunto Lavinia durante l’intervista con i giornalisti. “Va protetta da chi ne mette a rischio l’autenticità”. Parole accolte da un lungo applauso.

Nel pomeriggio le vincitrici delle altre categorie (imprenditoria, ricerca, volontariato) si sono ritrovate per una visita riservata alle collezioni permanenti del museo di Palazzo Braschi. Tra i presenti si respirava quella voglia di ripartire che a Roma resta viva, nonostante le difficoltà logistiche e amministrative, soprattutto grazie ai nuovi progetti guidati da donne.

Il valore dei riconoscimenti femminili nella Capitale

La seconda edizione del Premio Donne di Roma si è chiusa così, dopo una giornata fitta di interventi e incontri tra generazioni diverse. “Le donne della capitale sono davvero motore di cambiamento nei momenti difficili”, ha commentato Mara Cella. E ancora: “Speriamo che queste storie arrivino anche oltre queste sale”.

In serata c’è stato un brindisi informale per concludere la giornata. Fuori, una pioggia improvvisa bagnava Roma mentre gli ombrelli si aprivano davanti all’ingresso in Piazza San Pantaleo. Forse anche questo – hanno detto gli ospiti uscendo – fa parte dello spirito che la manifestazione vuole trasmettere: resilienza, concretezza e uno sguardo fiducioso verso il domani.

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