Salone del Mobile 2024 a Milano: oltre 316.000 presenze, +4,5% e boom di operatori esteri

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

26 Aprile 2026

Milano, 26 aprile 2026 – Si è chiusa oggi, tra corridoi ancora affollati e stand in fase di smontaggio, la 64esima edizione del Salone Internazionale del Mobile a Fiera Milano Rho. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la manifestazione ha fatto segnare ben 316.342 presenze, con un +4,5% rispetto allo scorso anno. E c’è un dato che spicca: il 68% dei visitatori era composto da operatori stranieri, provenienti da 167 Paesi diversi. Una quota mai raggiunta prima d’ora.

Salone del Mobile 2026: numeri da record e portata globale

Le cifre ufficiali diffuse questa mattina raccontano bene l’atmosfera vissuta in questi giorni. La metro rossa strapiena, le file ai tornelli, il via vai incessante nelle hall: tutto conferma che la manifestazione è tornata a essere un punto di riferimento assoluto per il settore dell’arredo e del design, in Italia e nel mondo. “Abbiamo visto una crescita netta degli operatori esteri, segno chiaro che Milano mantiene la sua posizione di capitale globale,” ha detto Maria Porro, presidente del Salone. Mai prima d’ora il 68% degli operatori presenti era così alto.

Per gli organizzatori è un risultato che ribadisce come il Salone del Mobile sia un appuntamento imprescindibile nel panorama internazionale. Nei padiglioni si sono visti professionisti da ogni continente: Europa, Asia, Nord e Sud America. Molti hanno allungato il soggiorno in città per partecipare anche alla Milano Design Week e agli eventi collaterali sparsi nei vari quartieri.

Design, affari e tendenze sotto i riflettori

Da martedì fino a oggi la Fiera Milano Rho si è trasformata in una grande vetrina per marchi di punta come Poltrona Frau, Kartell e Molteni&C. Tante le novità esposte ma anche incontri business tra fornitori e rivenditori. Gli stand delle aziende orientate all’export – raccontano alcuni responsabili sul posto – hanno lavorato a ritmo serrato. “Abbiamo ricevuto molte richieste dai mercati emergenti, soprattutto Medio Oriente e Sud-Est asiatico,” racconta un export manager di Cassina presente fin dall’apertura ogni mattina alle 8.30.

La presenza di buyer dagli Stati Uniti e dalla Cina è stata segnalata da più espositori come una delle sorprese della rassegna 2026. La concorrenza globale nel settore spinge sempre più realtà a investire su design e innovazione tecnologica; molti confermano che il Salone resta l’occasione irrinunciabile per mostrare in anteprima prototipi e collezioni.

L’effetto Milano sull’economia locale

Mentre fuori dalla Fiera i taxi erano presi d’assalto, in centro città prenotare un tavolo nei ristoranti di Brera o Tortona era quasi impossibile. Le associazioni di categoria sottolineano gli effetti concreti sull’economia: l’occupazione alberghiera ha sfiorato il 95%, mentre Confcommercio stima ricadute dirette sull’indotto milanese superiori ai 220 milioni di euro. Non solo hotel: anche i voli sugli aeroporti di Linate e Malpensa sono cresciuti del 7% durante la settimana della fiera.

La centralità della Milano Design Week, che corre in parallelo al Salone, ha attirato un pubblico variegato: architetti, designer ma anche appassionati e studenti arrivati per cercare ispirazioni o semplicemente per ammirare le installazioni temporanee distribuite nei diversi quartieri.

Già si guarda all’edizione 2027

“Il lavoro non finisce qui,” ha detto Porro davanti ai giornalisti in sala stampa. Gli organizzatori sono già impegnati a preparare la prossima edizione, prevista sempre a Fiera Milano Rho nell’aprile 2027. Al centro dell’attenzione ci saranno temi come la sostenibilità dei materiali, la digitalizzazione dei processi produttivi e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Il Salone conferma così il suo ruolo di protagonista nel design mondiale. In questi giorni Milano ha ospitato non solo espositori e buyer ma anche centinaia di eventi collaterali: mostre, talk e installazioni nei diversi distretti cittadini. E se i numeri parlano chiaro – con presenze record da ogni parte del mondo – la città sembra aver ritrovato quell’entusiasmo che guarda già avanti, complice anche il clima mite della primavera inoltrata.

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