LVMH Journées Particulières 2024: Le Maison del Lusso Aprono le Porte a Ottobre in Tutto il Mondo

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

27 Aprile 2026

Milano, 27 aprile 2026 – È partita oggi la nuova edizione de Le Journées Particulières, che quest’anno porta il titolo evocativo di “All’origine del sogno”. Fino al 29 aprile, a Milano così come a Parigi, Firenze e Roma, sarà possibile varcare le porte delle più famose maison del gruppo francese LVMH. Un’occasione unica per appassionati e semplici curiosi: scoprire da vicino luoghi che di solito restano nascosti, entrare nel vivo dei processi creativi dietro alcune delle firme più prestigiose della moda, della gioielleria e del design. Il tema scelto per questa edizione invita tutti a riscoprire la scintilla che dà vita alle collezioni di lusso.

LVMH spalanca le porte: un appuntamento che si rinnova

Per la sesta volta, il colosso guidato da Bernard Arnault apre – letteralmente – i suoi atelier e le sedi storiche al grande pubblico. “Vogliamo far incontrare la gente con l’eccellenza artigianale”, spiegano gli organizzatori, mostrando quello che solitamente rimane dietro le quinte. Tra le maison protagoniste, in Italia e nel mondo, ci sono nomi come Fendi, Bulgari, Dior, Loro Piana e Acqua di Parma. Ognuna mette a disposizione il proprio patrimonio di competenze per tre giorni di visite guidate da artigiani, storici e creativi.

A Milano, la sede di Bulgari in via Montenapoleone ha visto fin dalle prime ore una lunga fila: studenti di design, famiglie con bambini, professionisti curiosi. Molti sono rimasti affascinati dalla possibilità di sbirciare nei laboratori dove nascono i celebri gioielli della maison. “La curiosità è davvero tanta,” racconta una guida all’ingresso, “poche persone immaginano quanto lavoro c’è dietro un anello o una collana”.

Dentro l’artigianato tra Italia e Francia

Le Journées Particulières non sono solo vetrina o marketing. Negli anni l’iniziativa si è trasformata in un vero viaggio didattico: permette di toccare con mano tecniche antiche e materiali preziosi, accompagnando chi visita in un racconto che mescola storia, cultura e innovazione. A Firenze e Parigi per esempio si possono vedere dimostrazioni dal vivo della lavorazione della seta o dell’incastonatura delle pietre preziose.

Alcune maison aprono archivi mai mostrati prima: a Roma, in via dei Condotti, gli artigiani di Fendi hanno raccontato passo passo come nascono le iconiche borse Baguette. “Non vogliamo solo mostrare il prodotto finito,” spiega un responsabile del laboratorio, “ma far vivere tutto il processo creativo”. Un racconto che mescola gesti antichi a tecnologie moderne: dai timbri in cuoio usati ancora oggi fino ai sistemi digitali per il design.

Il pubblico tra curiosità vera e nostalgia

A partecipare non sono soltanto gli addetti ai lavori. “Per me è come entrare in un museo vivo,” confida Elena, 46 anni, mentre aspetta in fila davanti a Dior a Parigi con sua figlia. Nei primi due giorni sono state oltre cinquantamila le presenze tra Italia e Francia, dicono gli organizzatori. Le visite – spesso prenotate settimane prima – si svolgono in piccoli gruppi: così i visitatori possono toccare tessuti rari, vedere gli artigiani all’opera o partecipare a mini workshop.

Ci sono anche momenti più raccolti: nello showroom di Loro Piana, una donna anziana sfiora con le dita un tessuto di cashmere. “Mio padre lavorava la lana,” mormora quasi tra sé. Immagini rubate tra corridoi silenziosi dove risuonano solo voci basse.

Tradizione e futuro: sostenibilità al centro

“L’innovazione vera parte dal rispetto per la tradizione,” ha detto Antoine Arnault durante la presentazione milanese. Molte maison dedicano quest’anno particolare attenzione alla sostenibilità: dalla scelta dei materiali alla tracciabilità nei processi produttivi, ogni passo racconta l’impegno a ridurre l’impatto sull’ambiente.

“Le nuove generazioni vogliono sapere come nasce ciò che indossano,” conferma una responsabile degli atelier Dior. Secondo LVMH oltre il 60% dei visitatori under 35 guarda soprattutto agli aspetti legati alla responsabilità sociale.

Mentre le porte restano aperte ancora poche ore – fino alle 19 di lunedì – resta forte quel senso di familiarità ritrovata tra pubblico e mestieri antichi. Un ritorno vero “all’origine del sogno”, proprio come suggerisce il titolo: nel cuore dei laboratori dove la creatività prende forma davanti agli occhi di chi per qualche ora può guardare senza filtri.

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