Prada lancia collezione esclusiva di sandali Kolhapuri indiani con formazione artigianale

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

27 Aprile 2026

Milano, 27 aprile 2026 – Prada lancia una collezione di sandali in edizione limitata, disponibile in quaranta boutique selezionate e sull’e-commerce ufficiale della maison. L’iniziativa, partita a dicembre nell’ambito di un progetto dedicato all’artigianato globale, segna una nuova tappa per la griffe milanese nel suo viaggio tra materiali, forme e culture diverse. Al centro della scena ci sono i tradizionali Kolhapuri Chappal dell’India occidentale.

I sandali Kolhapuri rivisitati da Prada

La proposta è nata nel quartier generale di Via Fogazzaro, dove il team guidato da Miuccia Prada ha lavorato su modelli e dettagli, dando nuova vita alla silhouette dei Kolhapuri Chappal—calzature con secoli di storia, ancora fatte a mano in Maharashtra. Il risultato? Sandali semplici e puliti, con tomaie in pelle naturale, cuciture ben visibili e colori neutri: beige chiaro, cuoio, nero. Ogni paio porta una targhetta interna con il numero di serie, a conferma della tiratura limitata.

«Volevamo celebrare una tradizione artigianale poco conosciuta in Occidente», spiegano da Prada, «senza perdere l’anima del modello originale ma integrandolo nel nostro stile». La scelta di lanciare la collezione proprio ora si inserisce nel percorso che ha già visto collaborazioni con manifatture giapponesi, africane e sudamericane negli ultimi due anni.

In vendita in 40 store e online

I sandali sono arrivati questa mattina nelle boutique di Milano Montenapoleone, Roma Via Condotti, Parigi Faubourg Saint-Honoré, così come a New York Madison Avenue e Tokyo Ginza. In tutto sono quaranta gli store internazionali che ospitano la capsule—riassortimenti non previsti. Sul sito ufficiale prada.com la collezione è stata messa online all’alba, con prezzi che vanno da 740 a 820 euro a seconda dei materiali. A metà mattinata, il modello in cuoio naturale risultava già esaurito nelle taglie più richieste.

A Milano, alcuni clienti hanno trovato l’accesso regolato da liste d’attesa. «Ho chiamato non appena ho saputo della notizia, ma la disponibilità è finita in fretta», racconta Marco, 37 anni, consulente e “collezionista di capsule Prada”. La maison non ha diffuso numeri precisi sulla produzione ma fonti vicine alle vendite parlano di qualche migliaio di pezzi per tutto il mondo.

L’artigianato indiano tra moda globale e identità

I Kolhapuri Chappal sono famosi per essere interamente fatti a mano e per il loro forte legame con la cultura del Maharashtra. In India li indossano sia uomini sia donne; sono un pezzo importante del patrimonio sartoriale nazionale. La proposta di Prada ha acceso un dibattito sui social indiani: c’è chi parla di “appropriazione culturale”, mentre altri vedono un’opportunità per dare visibilità agli artigiani locali.

Interpellata sul tema, la maison assicura che «il progetto è nato dopo mesi di dialogo con artigiani del Maharashtra» e sottolinea come alcune fasi della produzione siano avvenute proprio nei laboratori locali. Questa narrazione vuole mettere in luce l’aspetto etico dell’operazione. Non mancano però critiche da parte di giovani designer indiani: «Quando una grande firma rielabora le nostre tradizioni rischiamo di essere ridotti a folklore», dice Vaibhav Singh, emergente creativo di Pune.

Strategia e nuovi scenari per il lusso

Per Prada si tratta dell’ennesima sfida nel bilanciamento tra globalizzazione e identità locale. Dopo il successo della capsule “Shibori” ispirata alle tinture giapponesi del 2025, questa collezione appare come «un naturale proseguimento», spiega una portavoce dell’azienda milanese. Nel mondo del lusso — dove le maison francesi spingono su collaborazioni extra-europee — serve sempre cercare nuovi linguaggi.

Nel giorno del lancio gli analisti hanno sottolineato come le capsule “glocal” siano ormai uno strumento chiave per testare mercati e trend. «Queste iniziative permettono di raccontare storie, coinvolgere comunità e creare un senso reale di esclusività», osserva Silvia Ciappi, consulente indipendente per brand internazionali.

Resta da vedere se l’operazione diventerà virale o rimarrà roba da appassionati. Per ora però a Montenapoleone come online i Kolhapuri firmati Prada hanno esaurito le taglie più richieste già al primo giorno. E chissà se non saranno solo il primo passo verso altre sorprese firmate dal marchio nei mesi a venire.

×