Addio a Valentino: omaggio tra arte di Warhol e aria di Maria Callas

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

24 Gennaio 2026

Milano, 24 gennaio 2026 – Stamattina, in via Montenapoleone, nel cuore pulsante di Milano, una folla raccolta si è fermata davanti a una vetrina illuminata dalle prime luci dell’alba. Un gesto semplice ma intenso, un omaggio a Valentino Garavani, lo stilista che ha segnato la moda italiana di generazioni. L’occasione era chiara anche senza proclami: il compleanno del maestro. Sul vetro, una scritta in inglese con la frase “I like beauty, it’s not my fault”, il ritratto rosso fuoco di Andy Warhol e in sottofondo la voce potente di Maria Callas sulle note di Puccini. Tre elementi diversi ma tutti intrecciati da un unico filo: la bellezza come idea guida che Valentino ha saputo creare e trasformare.

Valentino e la sua ossessione per la bellezza

Chiunque abbia passeggiato questa mattina in via Montenapoleone ha notato subito qualcosa di diverso. La frase – “Mi piace la bellezza, non è colpa mia” – campeggiava in grande sul vetro, tradotta in inglese per accogliere curiosi e clienti. Accanto, il quadro firmato da Andy Warhol nel 1973 mostrava Valentino sotto una luce pop intensa. Quel rosso brillante – il celebre “rosso Valentino” – si rifletteva sulle vetrine e attirava sguardi e click di smartphone. “Ecco il vero stile italiano”, commentava sottovoce una signora milanese poco dopo le 10 del mattino.

Dentro la boutique si diffondevano le note di Puccini cantate dalla Callas, musa e icona legata alla maison. Non è un caso: Valentino stesso aveva detto più volte che l’opera lirica era per lui fonte d’ispirazione (“Senza la musica lirica non sarei quello che sono”, raccontò nel 2018 durante una retrospettiva alla Triennale).

Un’icona immortale tra Warhol e Callas

L’allestimento non era un evento aperto al pubblico con inviti o passerelle. Piuttosto un tributo silenzioso ma sentito a Valentino, nato a Voghera nel 1932. Il quadro di Warhol, parte di una collezione privata e concesso per questa occasione speciale, è uno dei simboli dell’incontro tra moda e arte negli anni Settanta. Quel rosso vivo domina la tela proprio come nelle creazioni dello stilista: un colore nato dopo mesi di prove in atelier, diventato marchio riconosciuto in tutto il mondo.

Molti passanti si sono fermati a lungo davanti all’opera d’arte. Qualcuno ricordava lo stilista alle prime della Scala, altri parlavano delle sfilate parigine degli anni Novanta. Un uomo sulla cinquantina raccontava: “Nel ’95 lo vidi presentare la collezione primavera: classe pura, roba che oggi non si trova più”. Ricordi intrecciati con quella voce drammatica della Callas, musa anche dietro alcuni abiti da scena firmati Valentino.

La frase che parla al mondo e Milano che comanda la moda

Il fatto che la frase sia tradotta in inglese non è casuale: sottolinea come Valentino sia stato tra i primi stilisti italiani a conquistare le passerelle internazionali e aprire negozi a Parigi, Londra e New York già dagli anni Sessanta. Tra chi stamattina si è ritrovato in centro ci sono anche addetti ai lavori; alcuni commessi della maison hanno detto che dopo l’uscita della foto sono arrivate richieste da collezionisti americani. Milano però rimane “il cuore pulsante della moda”, ha spiegato un rappresentante della Camera Nazionale della Moda.

A metà mattina è passato pure un gruppo di studenti dell’Istituto Marangoni; alcuni si sono fermati ad ammirare i dettagli del quadro di Warhol, altri prendevano appunti sui loro taccuini. Uno ha confidato: “Studiamo proprio il legame tra arte contemporanea e moda italiana”. Nel frattempo le note della Callas continuavano a farsi strada nella via fra clacson e tram che passano.

Un’eredità viva nella città

Il tributo di stamattina non vuole essere solo un ricordo. Dietro quella vetrina – fra il rosso intenso del quadro e le parole incise sul vetro – c’è ancora l’eco di una Milano capace di fare della moda un motore culturale oltre che economico. Lo hanno sottolineato tanti passanti; una giovane commessa ha detto: “Valentino era già leggenda quando io andavo all’asilo. Eppure quella sua idea di eleganza continua a vivere”.

Oggi la maison Valentino fa parte di un gruppo internazionale ma conserva qui a Milano gran parte del suo archivio storico. L’omaggio in via Montenapoleone serve proprio a ricordarci questo: che la bellezza non è solo uno slogan ma qualcosa che resta nella vita quotidiana della città. Dietro ogni vetrina illuminata, ogni foto scattata o ogni nota d’opera c’è una storia fatta di passione… e un pezzo fondamentale dell’identità italiana.

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