Alda Fendi celebra Valentino: amicizia, arte e perfezione divina nella moda italiana

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

23 Gennaio 2026

Roma, 23 gennaio 2026 – La notizia arriva nelle prime ore del mattino, mentre la città si risveglia con il ricordo di una delle sue voci più famose. Anna Fendi, stilista e imprenditrice, racconta così – in un passaggio affidato all’ANSA – la sua lunga storia personale e professionale con Valentino Garavani: “Valentino è sempre stato un amico per me e le mie sorelle, una presenza preziosa che ci ha dato grandi stimoli nelle nostre creazioni. E poi, naturalmente, un cliente per i suoi capi in pelliccia”. Parole che mescolano memoria e affetto, e disegnano il ritratto di una Roma della moda fatta di botteghe, incontri ma soprattutto di rapporti umani.

Valentino e la famiglia Fendi: intrecci storici nella moda romana

Per decenni, Valentino e le sorelle Fendi – Anna compresa – hanno condiviso gli stessi spazi nei salotti creativi della città. Nella Roma degli anni Sessanta, erano frequenti gli incontri nei laboratori di via Borgognona o agli eventi tra Trinità dei Monti e Piazza di Spagna. “Non era solo amicizia,” racconta Anna a margine di un pranzo informale vicino a Villa Borghese, “ma una vera complicità nata dalla passione per il bello”. Anche nei momenti più intensi delle carriere di entrambi i marchi, il dialogo non si è mai interrotto.

Anna ricorda soprattutto quando Valentino si affidava alle mani esperte delle artigiane Fendi per i suoi capi in pelliccia: “Veniva spesso nel nostro atelier,” spiega, “stava lì a osservare il lavoro con curiosità, attento a ogni particolare”. Nel mondo della moda capitolina – dicono chi l’ha vissuto da vicino – collaborazione e scambio di idee erano quasi all’ordine del giorno.

Collaborazioni che hanno fatto scuola

Lo scenario, secondo storici come Maria Luisa Frisa, era quello di una città in piena ascesa verso la fama mondiale nel settore moda. Tra gli anni ’60 e ’80, Fendi e Valentino avevano i loro laboratori molto vicini. Le passerelle dell’Alta Moda romana pullulavano di energie, diventando spesso lo spazio dove amicizie e alleanze si consolidavano. “Lo scambio non era solo creativo,” racconta Frisa, “ma anche molto concreto”.

Le pellicce firmate Fendi sono state scelte da Valentino in diverse collezioni tra gli anni Settanta e Ottanta. Spesso le maestre pellicciaie restavano al lavoro fino a tardi per realizzare richieste arrivate all’ultimo minuto prima degli show. “Sono ricordi di una moda che non c’è più,” sorride Anna Fendi. Ma proprio quel modo artigianale – fatto di confronto quotidiano – ha costruito la reputazione internazionale sia di Fendi che di Valentino.

Roma: cuore pulsante dell’eleganza

Il legame tra Valentino e la famiglia Fendi è anche parte della storia della città stessa. Nella Roma del Dopoguerra – raccontano i testimoni dell’epoca – era normale vederli pranzare veloci da Rosati o cenare in via Condotti dopo una sfilata. Si parlava a ruota libera: tagli, tessuti, nuove idee. In quei momenti Valentino veniva spesso visto discutere con Anna o Paola Fendi tra schizzi su tovaglioli e confidenze sulle clienti più difficili.

Chi conosce bene quell’ambiente assicura che non c’era vera rivalità tra loro. “Tra noi c’era rispetto reciproco, quasi un patto tacito,” dice ancora Anna Fendi. I due stilisti sono riusciti a restare amici anche quando le dinamiche del mercato avrebbero potuto spingerli su strade diverse.

Un’eredità fatta di rispetto

Oggi che il mondo della moda affronta nuove sfide come sostenibilità e cambi generazionali, quell’epoca sembra lontana ma resta viva nella memoria. Il valore del lavoro condiviso – sottolineano sia Fendi sia gli eredi di Valentino – rimane un punto fermo. “Abbiamo imparato a rispettarci”, conclude Anna Fendi. “E penso che il rispetto sia l’unica vera eredità”.

Così Roma continua ad essere il luogo dove passato e futuro si intrecciano. La storia personale tra Valentino e le sorelle Fendi è solo uno dei tanti fili che tessono la trama complessa della moda italiana: un filo fatto di talento, confronto ma soprattutto – come ricorda oggi Anna – autentica amicizia.

×