Milano, 24 gennaio 2026 – Quando si parla di moda italiana e delle figure che hanno lasciato un segno a livello mondiale, il nome di Gianni Versace torna sempre, quasi per riflesso. A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, il ricordo dello stilista calabrese non solo resta vivo, ma sembra farsi più forte. “Credo sia stato il primo a essere davvero amato da tutte le dive del mondo. E tutte le donne lo adoravano per come metteva in luce la loro bellezza”, ha raccontato ieri pomeriggio, davanti a una sala piena in via Gesù a Milano, una delle modelle storiche della maison.
Gianni Versace: la prima vera icona della moda italiana nel mondo
Nato a Reggio Calabria nel 1946, Versace trova la sua consacrazione tra Milano e le passerelle di Parigi, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta. Fin dall’inizio si distingue per un taglio innovativo: abiti dalle forme decise, tessuti mai visti prima e colori forti. Ma è soprattutto il suo modo speciale di lavorare con le modelle – da Naomi Campbell a Claudia Schiffer, fino a Linda Evangelista – che lo rende unico. Non era solo uno stilista, ma un vero narratore di una bellezza nuova. Per molti esperti, è stato lui a tracciare un confine netto tra l’haute couture tradizionale e quella che sarebbe diventata una moda più spettacolare.
Il suo stile ha lasciato il segno ovunque: dagli editoriali di Vogue agli Oscar, dalle sfilate in via Montenapoleone ai set di Hollywood. “Aveva un modo tutto suo di esaltare il corpo femminile senza mai cadere nel banale”, ricorda oggi Donatella Versace, che guida la maison insieme al ceo Jonathan Akeroyd. “Le donne sentivano che potevano essere se stesse ma anche qualcosa in più”.
Le dive e il mito: un legame che nasce dal desiderio
Negli anni delle supermodelle, Gianni diventa sinonimo di esclusività e fascino. Le star – da Madonna a Elizabeth Hurley – scelgono i suoi abiti per i red carpet, sapendo che nessuno come lui sa far emergere la loro personalità. “Non era solo una questione di stoffa o taglio”, ha raccontato ieri una collaboratrice storica della maison, “ma del modo in cui ti guardava: capivi subito che aveva già in mente qualcosa pensato solo per te”.
Da Miami a Tokyo, da New York a Londra: la firma Versace diventa un simbolo di quell’Italia raffinata che guarda oltre i propri confini. Per questo motivo molti ritengono che il successo mondiale della maison non si spieghi solo con la creatività. C’era anche l’intuito per i dettagli, la capacità di anticipare i gusti del pubblico e soprattutto quella voglia di celebrare la femminilità in tutte le sue forme. Un modo di fare moda che molte dive hanno trovato “quasi rivoluzionario”, specialmente negli anni Novanta.
Un’eredità difficile da dimenticare
Il vuoto lasciato dalla morte di Versace nel luglio 1997 a Miami Beach è ancora oggi oggetto di discussione tra critici e appassionati. C’è chi parla di un’“eredità insostituibile”. Altri notano come la maison sia riuscita a reinventarsi senza mai tradire quello spirito originale. “Quello che forse non tutti sanno”, spiega un esperto incontrato questa mattina in Galleria Vittorio Emanuele II, “è che Gianni ha cambiato anche il modo in cui si racconta la moda. Le sue campagne pubblicitarie degli Ottanta e Novanta sono ancora oggi un punto di riferimento”.
Eppure è stato solo dopo la sua scomparsa che molti hanno compreso davvero quanto fosse profondo l’impatto dello stilista nell’immaginario collettivo. Le sue creazioni ora sono esposte nei musei più importanti del mondo: dal MET di New York al Victoria & Albert Museum di Londra.
Le donne Versace: tra memoria e futuro
Dal racconto delle modelle che hanno sfilato per lui emerge una riconoscenza sincera. Molte lo definiscono “il primo vero ambasciatore della bellezza italiana”. Donatella ripete spesso che ogni collezione cerca di restituire almeno un po’ dell’intuizione naturale che Gianni aveva verso le donne. “Il suo obiettivo era far sentire unica ogni donna”, dice senza esitazioni.
Oggi la maison continua ad attrarre celebrità e giovani generazioni. Ma il ricordo del fondatore resta sempre al centro dell’attenzione. Le star scelgono ancora abiti Versace per sentirsi parte di una storia fatta di bellezza, orgoglio e coraggio creativo. Forse è proprio questo il segreto dietro quel nome – Gianni Versace – che continua a brillare sulle passerelle del mondo intero.