Anton Giulio Grande incanta Milano con la nuova collezione ispirata all’Oriente a Villa Borromeo

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

7 Marzo 2026

Milano, 7 marzo 2026 – Ieri sera, nella suggestiva cornice di Villa Borromeo, immersa nel verde alle porte di Milano, lo stilista Anton Giulio Grande ha svelato la sua ultima collezione. Ispirata ai richiami dell’Oriente, ha catturato l’attenzione di un pubblico variegato: buyer internazionali, stampa specializzata, influencer e semplici appassionati si sono radunati fin dal tramonto davanti all’imponente ingresso della villa. Tutti volevano essere presenti a uno dei momenti clou della Milano Fashion Week.

Un tuffo tra kimono e broccati dorati

La sfilata è partita poco dopo le 20 con oltre trenta abiti in passerella. Ogni pezzo raccontava una storia fatta di dettagli che richiamano con forza la tradizione orientale. Seta lucida, broccati dorati, lunghe frange e ricami fatti a mano hanno disegnato un percorso dove le linee classiche della moda italiana si sono mescolate a suggestioni dal Giappone e dalla Cina. “Volevo raccontare il viaggio di una donna che attraversa mondi diversi senza perdere la sua identità”, ha detto lo stilista pochi minuti prima dell’inizio.

Il pubblico è stato catturato soprattutto quando sulla passerella sono comparsi i kimono rielaborati: trasparenze delicate, colletti rigidi, inserti metallici e cinture obi ripensate in chiave moderna. Un chiaro omaggio alle antiche corti imperiali, senza però rinunciare a tocchi contemporanei.

Tradizione italiana in dialogo con nuovi stili

Non sono mancati riferimenti più diretti alla sartoria italiana. “Mi piace immaginare che le mie creazioni siano un ponte tra due culture apparentemente lontane”, ha confidato Grande. Ed è proprio questa fusione che ha colpito gli addetti ai lavori presenti. In prima fila c’era anche Elena Curti, storica buyer fiorentina, che ha sussurrato: “Questi tessuti sembrano cuciti su misura per le modelle”.

La scelta di Villa Borromeo non è stata casuale: gli affreschi sui muri, i lampadari antichi e le sale aperte sui giardini all’italiana hanno creato un’atmosfera sospesa tra passato e presente. Quando le luci si sono fatte dorate e il tramonto ha filtrato dalle grandi finestre, gli abiti sembravano quasi prendere vita da soli.

L’entusiasmo del pubblico e i dettagli della serata

Poco prima delle 21, a sfilata conclusa, il parterre si è animato con commenti pieni di entusiasmo e curiosità. “Grande ha saputo osare, mai banale”, ha detto Marta Gallo, redattrice moda per un mensile del settore. I flash dei fotografi hanno fissato dettagli come maniche a sbuffo ricamate, bottoni gioiello realizzati in collaborazione con una storica oreficeria milanese e tessuti provenienti direttamente dalla provincia di Zhejiang.

Fuori dalla villa, tra l’ingresso e la fontana centrale – con le auto dai vetri oscurati che continuavano ad arrivare – alcuni ospiti hanno fermato lo stilista per le classiche foto di rito. Ma lui ha preferito mantenere un profilo basso: “Sono soddisfatto se chi guarda queste creazioni prova un’emozione che va oltre la sfilata”. Parole dette a mezza voce, quasi uno sfogo privato in mezzo al brusio della serata.

Uno sguardo già rivolto al futuro

Il successo dell’evento conferma ancora una volta il ruolo centrale della moda italiana nel panorama internazionale e la voglia degli stilisti – soprattutto quelli emergenti come Grande – di rinnovare senza perdere le radici. Alcuni rappresentanti della Camera Nazionale della Moda erano in sala; secondo voci raccolte dopo la sfilata, si starebbero già muovendo contatti per portare parte della collezione al prossimo Salone del Mobile.

Sul prato davanti alla villa, illuminato dalle lanterne orientali preparate per l’occasione, qualcuno continuava a scattare foto o a commentare sottovoce i look appena visti. Per molti la notte era appena cominciata: tra brindisi e strette di mano, il nome di Anton Giulio Grande – stavolta legato all’Oriente – continuerà a circolare nei giorni a venire tra gli addetti ai lavori.

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