Church’s a Milano: la nuova collezione autunno-inverno tra moda e musica nel Palazzo Barozzi

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

17 Gennaio 2026

Milano, 17 gennaio 2026 – Ieri, nel salone principale di Palazzo Barozzi, proprio nel cuore pulsante di Milano, è stata presentata la nuova collezione autunno-inverno di Church’s, storica casa inglese di calzature. Tra il bagliore dorato dei lampadari e un sottofondo musicale che si diffondeva leggero tra le volte, la sfilata ha puntato tutto sulla musica come tema centrale. Qui, il rigore britannico della lavorazione artigianale si è intrecciato con un’atmosfera quasi da sogno. Seduti ordinatamente su poltroncine crema, gli ospiti hanno seguito la passerella a partire dalle 18.45.

Palazzo Barozzi: un teatro tra passato e suoni

Il Palazzo Barozzi è spesso scelto per eventi dove moda e arte si incontrano, e anche questa volta non ha deluso. Sotto il soffitto affrescato, la luce scendeva obliqua sulle file di scarpe perfettamente disposte sul parquet lucido. Non è stato un caso scegliere proprio questo spazio per la sua acustica particolare: le note del pianoforte e i rimandi jazz diffusi dall’impianto audio hanno accompagnato ogni passo sulla passerella. “Volevamo che lo spazio non fosse solo uno sfondo, ma parte viva dello spettacolo”, ha raccontato Michael Stone, direttore creativo, poco prima dell’inizio.

Fondata nel 1873 a Northampton, Church’s oggi giostra tra innovazione e tradizione. Tra gli ospiti, molti buyer venuti da Londra e Berlino, hanno ricevuto un piccolo catalogo illustrato dove ogni modello veniva associato a un brano famoso: dalle stringate “Mozart” ai mocassini “Jazz Club”, ogni scarpa aveva una sua storia da raccontare.

Classico con un tocco musicale

La forza della collezione resta nelle forme classiche che hanno fatto grande il marchio: punte arrotondate, pelli italiane morbide e cuciture precise. Ma sono stati i dettagli a catturare davvero l’attenzione: inserti in velluto blu notte, bordi interni in pelle color vinaccia e piccole fibbie dorate richiamavano le chiavi di violino. Solo allora si capiva il filo rosso della serata: la musica, declinata nelle grafiche sulle suole o nei nomi impressi sotto la linguetta.

“La vera sfida era dare forma al suono – ha confessato Stone – trasformare sensazioni sonore in oggetti concreti senza snaturare l’anima Church’s”. Per i modelli maschili si è puntato su toni neutri (marrone scuro, grigio fumo, nero lucido), mentre per le linee femminili sono spuntati tocchi di bordeaux e blu cobalto.

Il pubblico apprezza innovazione ed eleganza

In sala c’erano buyer internazionali, giornalisti specializzati e qualche volto noto della moda milanese. Tutti hanno dedicato più attenzione ai modelli più particolari. “Le nuove stringate sono eleganti ma perfette per tutti i giorni”, ha detto Giorgia Serra, buyer romana. Intanto i rappresentanti delle boutique parigine scambiavano commenti discreti davanti ai mocassini bassi. Un applauso più lungo è arrivato quando sulle note di un quartetto d’archi dal vivo sono state mostrate le limited edition in coccodrillo e cuoio intrecciato.

Presente anche Marco Orsi, presidente dell’Associazione Italiana Calzaturifici: “Church’s resta un punto fermo anche per le aziende italiane: la cura nei dettagli qui è sempre fonte d’ispirazione”.

Guardando oltre i confini

Church’s vuole crescere soprattutto nei mercati asiatici e americani. I dati lo confermano: secondo quanto diffuso dal gruppo Prada – che controlla il brand dal 1999 – nel 2025 le vendite estere sono cresciute del 7%. La nuova amministratrice delegata Jane Porter ha spiegato che “innovare restando fedeli al nostro DNA” sarà la strada da seguire nei prossimi due anni.

Scegliere Milano per questo lancio non è casuale. La città rimane uno snodo fondamentale per la moda europea; negli ultimi tempi Church’s ha investito molto nella ristrutturazione dei flagship store in via Sant’Andrea e via della Spiga.

Tra passato e futuro, una collezione da vivere

Alla fine, nel salone ormai vuoto se non per chi raccoglieva i cataloghi abbandonati sulle sedie, una frase tornava spesso nelle conversazioni: “La musica è un ponte”, aveva detto Stone a microfoni spenti. In questo delicato equilibrio tra suono e materia, la collezione autunno-inverno di Church’s si propone come una partitura da indossare — sospesa tra ieri e domani.

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