Cosmoprof 2026: record di visitatori e oltre 10.000 marchi beauty alla 57ª edizione di Bologna

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

30 Marzo 2026

Bologna, 30 marzo 2026 – La 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna si è chiusa domenica sera confermandosi ancora una volta come il cuore pulsante della cosmetica internazionale. Nei padiglioni della Fiera, da giovedì a oggi, sono passati oltre 255.000 operatori professionali provenienti da più di 150 Paesi. Un flusso costante fin dalle prime ore del mattino ha riempito corridoi e stand delle 3.104 aziende espositrici, rappresentanti di ben 68 nazioni.

Il ritorno degli operatori internazionali

A colpire gli organizzatori è stato soprattutto il ritorno massiccio degli acquirenti e buyer internazionali, con numeri che hanno superato quelli pre-pandemia. “Abbiamo rivisto volti che mancavano da anni. Dai distributori giapponesi agli agenti sudamericani, il pubblico è stato variegato e vivace”, ha raccontato con entusiasmo Antonio Bruzzone, amministratore delegato di BolognaFiere, durante la conferenza stampa finale. Secondo i dati raccolti, le delegazioni più numerose arrivano da Stati Uniti, Corea del Sud, Francia, Germania e dai Paesi dell’Est Europa.

Le tendenze che arrivano dai padiglioni

Quest’anno la fiera ha dato spazio più che mai alle nuove tendenze. Dai cosmetici naturali ai prodotti con ingredienti tracciabili fino alle tecnologie per la cura della pelle: la parola d’ordine è stata sostenibilità e trasparenza. Nei padiglioni 21 e 22, dedicati al settore “Green & Organic”, si sono fatte notare molte realtà emergenti. “Il pubblico vuole sapere tutto sui nostri processi produttivi – ha spiegato Marta Signorini, responsabile marketing di una startup lombarda – non solo l’effetto dei prodotti”.

Non sono mancati momenti dedicati alla formazione: quasi cento seminari e talk hanno animato la manifestazione su temi come packaging sostenibile, digitalizzazione dei negozi e strategie per l’export. Particolarmente seguito l’intervento del professore francese Michel Fortier sull’intelligenza artificiale applicata alla cosmesi.

Impatto economico per Bologna

L’indotto per la città, secondo le prime stime di Confcommercio Emilia-Romagna, si aggirerebbe intorno ai 60 milioni di euro. Hotel pieni già da settimane, ristoranti sempre affollati in centro nelle ore serali. “Durante Cosmoprof la città cambia volto”, racconta una commerciante di via Indipendenza. Anche i taxi hanno registrato il picco annuale: “Abbiamo fatto fino a venti corse in più al giorno a testa”, racconta un autista davanti all’ingresso principale della Fiera.

Le autorità locali hanno sottolineato la ricaduta positiva sull’intero territorio. “Eventi come questo sono una vetrina mondiale”, ha detto il sindaco Matteo Lepore, anticipando nuove iniziative per promuovere l’accoglienza turistica nei prossimi mesi.

L’innovazione resta al centro

Cosmoprof continua a essere la piattaforma privilegiata per lanciare novità nel campo della bellezza e della cura personale. L’edizione appena conclusa ha visto debuttare decine di prodotti “smart”: dispositivi per analisi immediata della pelle, shampoo personalizzati via algoritmi. Non è mancato un padiglione interamente dedicato ai brand italiani emergenti, molti già proiettati all’export verso Asia e Medio Oriente.

“La concorrenza non viene più solo dall’Europa – spiega Marco Rovatti, imprenditore nel settore haircare – oggi dobbiamo confrontarci con interlocutori dagli Stati Uniti alla Malesia”. I dati sulle prenotazioni per il 2027 confermano questo slancio: già oltre metà degli spazi è stata riservata.

Bilancio e prospettive future

Alla chiusura dei cancelli emerge un bilancio chiaro: Cosmoprof Worldwide Bologna resta la manifestazione leader in Europa e nel mondo per la cosmetica professionale. Gli espositori stranieri non nascondono la soddisfazione: “Bologna ci permette di chiudere accordi che valgono un anno intero”, confida un export manager portoghese.

L’appuntamento è ora alla primavera del 2027. Nel calendario internazionale degli eventi beauty c’è molta concorrenza, ma nessuna fiera sembra offrire ancora oggi lo stesso mix vincente di innovazione e business che caratterizza da quasi sessant’anni il salone emiliano.

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