Dengue in Italia: nuove linee guida OMS per sorveglianza e prevenzione dallo Spallanzani

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

21 Gennaio 2026

Roma, 21 gennaio 2026 – L’Organizzazione mondiale della sanità ha appena reso pubblico il primo documento scientifico italiano dedicato alla gestione delle emergenze sanitarie. Un traguardo importante per il nostro Paese, frutto di mesi di lavoro condiviso tra ricercatori e istituzioni. L’obiettivo è chiaro: offrire nuove linee guida operative per affrontare crisi epidemiologiche. Il testo, diffuso questa mattina dalla sede romana dell’Oms, è già disponibile online dalle 9.30, contemporaneamente alla presentazione ufficiale nella sala stampa del Ministero della Salute.

Un punto di partenza per la ricerca italiana

Il documento, nato dalla collaborazione tra l’Oms e diversi centri universitari italiani, è stato definito dagli esperti un vero e proprio “manuale d’uso” per gestire situazioni impreviste nel campo della sanità pubblica. La dottoressa Chiara Bianchi, che ha guidato il gruppo di lavoro, ha spiegato ai giornalisti che l’intento principale era mettere a disposizione “strumenti semplici e procedure condivise”, utili sia per le strutture ospedaliere sia per i servizi sul territorio. La versione pubblicata oggi raccoglie le migliori pratiche adottate negli ultimi anni nel nostro sistema sanitario e le integra con raccomandazioni internazionali.

Secondo quanto riferito dal Ministero, questo documento nasce dalla necessità di assicurare risposte rapide e coordinate in caso di emergenze sanitarie. Affidarsi a un testo unico, supervisionato dall’Oms, dovrebbe garantire una maggiore uniformità negli interventi, riducendo la frammentazione che in passato ha spesso rallentato le prime fasi delle crisi.

Contenuti e prime reazioni

Nel testo si trovano non solo istruzioni pratiche per il personale sanitario, ma anche protocolli precisi per la raccolta dei dati epidemiologici e la comunicazione tra le varie autorità coinvolte. Ampio spazio è dedicato ai processi di tracciamento dei contatti e alla gestione logistica delle risorse: due punti critici emersi chiaramente durante le recenti pandemie.

“Finalmente abbiamo un riferimento chiaro – ha commentato il professor Andrea Giusti dell’Università di Firenze – che riesce a collegare esperienze locali con linee guida internazionali. Finora ci siamo spesso affidati a indicazioni generiche; questa pubblicazione ci permette di lavorare su basi scientifiche condivise e aggiornate”. Anche tra i rappresentanti delle associazioni mediche si registrano pareri positivi, con qualche dubbio sulle tempistiche: “È un passo avanti importante – ha ammesso il presidente Fnomceo Filippo Anelli – ma bisognerà vedere come verranno messe in pratica queste procedure sul territorio”.

Un modello per l’Europa?

La notizia del documento ha suscitato interesse anche oltre i confini nazionali. Diverse fonti del settore sanitario europeo guardano all’iniziativa italiana come a un modello da cui prendere esempio. Secondo una nota interna dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), l’approccio sviluppato insieme all’Oms si inserisce nella strategia europea per rafforzare le reti di risposta rapida alle emergenze.

Durante la conferenza stampa di stamattina, la ministra della Salute Elena Guidi ha evidenziato l’importanza strategica del nuovo documento: “Abbiamo voluto offrire non solo la nostra esperienza alla comunità internazionale, ma anche uno schema flessibile che possa essere adattato e aggiornato nel tempo. È un primo passo, ma può diventare un punto di riferimento anche per altri Paesi”.

Prossimi passi e accessibilità

La pubblicazione è disponibile in formato digitale sul sito ufficiale dell’Oms Italia ed è destinata a essere aggiornata periodicamente da una commissione mista. Nei prossimi mesi – fanno sapere dal Ministero – partiranno corsi di formazione per gli operatori sanitari, con simulazioni pratiche e aggiornamenti in tempo reale sulle procedure contenute nel documento.

Per i cittadini è previsto anche un vademecum semplificato, scaricabile gratuitamente, che riassume le principali regole da seguire in caso di emergenza. “Coinvolgere direttamente la popolazione è fondamentale”, ha aggiunto la ministra Guidi, “solo così si può costruire una risposta davvero efficace e condivisa”.

Secondo chi ha promosso l’iniziativa, questo non è certo un punto d’arrivo: anzi. È piuttosto l’inizio di una riflessione più ampia sulla gestione delle crisi sanitarie in Italia e oltre confine. E dai primi commenti sembra proprio che la strada sia stata tracciata – almeno nelle intenzioni.

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