Roma, 7 aprile 2026 – Questa mattina, a Palazzo Fendi, Silvia Venturini Fendi ha presentato Echo of Love, il nuovo progetto di rigenerazione sartoriale delle pellicce già esistenti firmato dalla maison romana. L’iniziativa – svelata poco dopo le 10.30 nella sede di via dei Condotti, nel cuore della capitale – nasce dalla voglia di valorizzare e rinnovare le creazioni del passato, con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale e alla tradizione artigianale del brand.
La nuova vita delle pellicce firmate Fendi
La scelta di lanciare Echo of Love proprio a Roma, luogo simbolo per la maison, non è casuale. “Abbiamo deciso di ridare voce ai capi del nostro archivio,” ha spiegato Silvia Venturini Fendi davanti a una platea ristretta di giornalisti e collaboratori storici. L’idea – confermata dagli addetti stampa – è offrire ai possessori di vecchie pellicce Fendi la possibilità di trasformare i propri capi con un percorso sartoriale guidato dagli artigiani della casa.
Sul piano pratico, l’iniziativa si articola in una serie di incontri personalizzati con i maestri della pellicceria interna, che propongono soluzioni su misura: dal restyling completo fino a piccoli interventi. Nelle sale illuminate dal sole primaverile di via dei Condotti, i dettagli dei prototipi sono saltati subito all’occhio degli ospiti. “Non si tratta solo di recuperare materiale prezioso – ha sottolineato la direttrice artistica –, ma di ridare senso e funzione a un ricordo, a un’eredità.”
Sostenibilità e tradizione: il binomio secondo Fendi
“Ci siamo chiesti come dialogare con il nostro passato senza sprecare risorse,” ha raccontato uno degli artigiani storici presenti all’evento. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di responsabilità sociale portato avanti da Fendi negli ultimi anni, in un settore dove – come indicano i dati della Camera Nazionale della Moda Italiana – la sostenibilità è diventata una priorità. Solo nel 2025, secondo gli esperti, circa il 27% dei principali marchi italiani ha avviato iniziative simili di recupero creativo.
Nel caso specifico di Echo of Love, il recupero non passa da processi industriali ma dalle mani esperte del laboratorio romano. “Il valore aggiunto – ha aggiunto una consulente coinvolta nel progetto – sta nella possibilità di costruire insieme ai clienti una nuova storia: ogni pelliccia viene ascoltata, ‘interrogata’, e poi riportata alla luce con rispetto.” Il percorso può richiedere settimane: dalla scelta dei materiali extra ai bozzetti, fino alle prime prove su manichino. Solo dopo si passa alla fase reale della lavorazione.
Clienti coinvolti in prima persona
Secondo gli organizzatori, il progetto va oltre la semplice trasformazione del capo. Chi aderisce a Echo of Love partecipa attivamente a ogni fase: dalle prime consultazioni fino all’ultima cucitura. “Vogliamo che sia un percorso condiviso, non solo un servizio sartoriale,” ha rimarcato una stilista Fendi durante la presentazione.
In alcuni casi – come raccontano le testimonianze raccolte tra i primi clienti pilota (sei in totale nel trimestre inaugurale) – il coinvolgimento emotivo è stato forte. “La mia pelliccia risaliva agli anni Ottanta,” ha confidato Francesca D., “avevo paura che perdessero la sua identità. Ma vedere come l’hanno reinterpretata mi ha emozionata.” Una risposta simile – fatta anche di domande pratiche e un po’ di nostalgia – si è vista durante le prove finali dei capi riconsegnati.
Il futuro dell’artigianalità tra memoria e innovazione
Con Echo of Love, Fendi vuole dimostrare concretamente come un marchio storico possa mettere insieme innovazione, tradizione e responsabilità ambientale. Fonti interne dicono che si sta già pensando di estendere il servizio ad altri tipi di prodotti (dalle borse agli accessori) nei prossimi mesi. “Non ci fermeremo qui, il dialogo con i nostri archivi andrà avanti,” ha assicurato Silvia Venturini Fendi poco prima di lasciare la sala.
Resta da vedere quanti clienti aderiranno nei primi sei mesi e quale sarà l’impatto internazionale del progetto. Per ora – precisano fonti della maison – il servizio è riservato solo a chi possiede capi originali Fendi acquistati entro il 2018. Intanto, tra le vetrine del centro si respira già quell’aria sottile fatta di memoria e nuove opportunità.