Eczema Cronico: Parte la Campagna Nazionale per Combattere il Dolore e il Bruciore alle Mani

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

15 Febbraio 2026

Roma, 15 febbraio 2026 – Ogni giorno in Italia sono migliaia le persone che convivono con mani arrossate, screpolate e doloranti. Segni evidenti di una malattia spesso sottovalutata: l’eczema cronico delle mani. Oggi, in diversi ospedali di Roma e Milano, parte una nuova campagna di informazione promossa dall’Associazione Italiana Dermatologia e Allergologia (AIDA). L’obiettivo è semplice ma importante: dare voce a un disturbo che, pur non essendo raro, resta spesso invisibile nelle conversazioni di tutti i giorni.

Eczema cronico delle mani: sintomi che segnano la vita

Le cifre parlano chiaro: secondo AIDA, sono più di 500mila gli italiani colpiti da eczema cronico alle mani. Come spiegano i dermatologi del Policlinico Umberto I di Roma, i sintomi più comuni sono rossore, prurito forte, piccole fessure sulla pelle e, nei casi peggiori, vescicole dolorose. “Potrà sembrare banale, ma ci sono giornate in cui anche aprire una bottiglia diventa un’impresa”, racconta Stefania, 42 anni, commessa a Ostia. Il fastidio non è solo fisico: molti pazienti ammettono di nascondere le mani in pubblico e di trovare difficoltà sul lavoro, soprattutto chi lavora a contatto con detersivi o alimenti.

Informare per intervenire prima

La campagna si svolgerà fino al 28 febbraio e prevede punti informativi negli ospedali principali di Roma, Milano, Torino e Napoli. Saranno offerte consulenze gratuite con specialisti e distribuiti materiali informativi per spiegare bene cos’è questa malattia. “Vogliamo raggiungere chi soffre senza dirlo – spiega Marco Fiorentini, presidente di AIDA – perché ancora troppi ignorano i primi segnali e arrivano in ambulatorio quando la situazione è già seria”. I dati lo confermano: tra i 30 e i 50 anni l’eczema cronico delle mani viene diagnosticato spesso con anni di ritardo.

Chi rischia di più?

Tra le professioni più a rischio ci sono parrucchieri, addetti alle pulizie e cuochi. La dottoressa Valentina Ricci, dermatologa al Niguarda di Milano, sottolinea: “Il contatto continuo con sostanze irritanti o allergizzanti – come saponi o disinfettanti – può danneggiare la pelle in modo irreparabile. Basta una piccola ferita perché il problema si aggravi”. I dati dell’INAIL parlano chiaro: quasi il 30% delle malattie professionali tra personale sanitario e della ristorazione sono dermatiti legate al lavoro.

Cure e prevenzione: come difendersi

Le terapie esistono: dai cortisonici topici alle creme emollienti fino ai farmaci immunosoppressori nei casi più difficili. Ma quello che conta davvero è la prevenzione. “Proteggere le mani è fondamentale – ribadisce la dottoressa Ricci – usare guanti adatti ed evitare lavaggi troppo frequenti con prodotti aggressivi”. Una novità arriva proprio quest’anno: alcuni ospedali partiranno con percorsi integrati che coinvolgono allergologi, psicologi e fisioterapisti.

Voci dal fronte: storie di chi convive con l’eczema

I pazienti raccontano senza mezzi termini il loro disagio. Paola, barista di 34 anni, confida: “Per mesi ho pensato fosse solo pelle secca. Poi il dolore mi svegliava anche la notte”. La diagnosi ha cambiato tutto ma sul lavoro spesso non si viene capiti. “Non si vede nulla”, dice Paola. “Ma la fatica c’è eccome”.

Far sentire chi soffre

La campagna nasce in un momento in cui l’attenzione alle malattie della pelle cresce ma resta ancora insufficiente. “L’eczema cronico delle mani non è solo un problema estetico – ricorda Fiorentini – pesa anche sulla mente e sulla vita lavorativa”. Gli organizzatori sperano che queste iniziative aiutino più persone a rivolgersi subito agli specialisti, riducendo così tempi lunghi e costosi trattamenti.

Per saperne di più sulla campagna e trovare i punti per le consulenze gratuite basta consultare il sito dell’AIDA o contattare direttamente gli ambulatori dermatologici coinvolti. L’obiettivo è uno solo: portare alla luce una malattia che per troppi resta nascosta proprio nelle pieghe delle proprie mani.

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