Milano, 3 marzo 2026 – Ieri alle 18, nella storica cornice di via Mecenate, Ermanno Scervino ha presentato la sua nuova collezione donna per l’autunno-inverno 2026/2027. Un percorso che parte dai codici della tradizione inglese, riletto con uno sguardo personale e una cura sartoriale evidente. Sotto i riflettori della Milano Fashion Week, il designer fiorentino ha raccontato la sua visione di femminilità contemporanea con tagli netti, tessuti morbidi e dettagli curati, tra echi del passato e spinte verso il nuovo.
Reinventare i classici inglesi
La sfilata ha puntato su materiali senza tempo: tweed, flanella, principe di Galles. “Volevo che si percepisse la storia ma anche il futuro”, ha spiegato Scervino ai giornalisti tra flash e domande. Qui però la mano è cambiata: le lavorazioni lente rendono i capi più morbidi, quasi accarezzati. Il loden, solitamente rigido, si trasforma in un abbraccio fluido; le lane più compatte si modellano su silhouette precise, dando forma a una donna forte ma delicata.
Chi conosce bene il settore ha subito notato i dettagli: cappotti con spalle ampie e tagli netti si chiudono in vita con cinture sottili o bottoni gioiello. Il tartan si allunga sui pantaloni dritti o si rompe in gonne midi dal fondo asimmetrico. Le camicie maschili – bianche e spesso oversize – spuntano da giacche strutturate, in un dialogo con corsetti e micro-top di pizzo.
Nuove forme e colori che sorprendono
La palette non si limita ai classici del guardaroba inglese. Accanto al verde sottobosco e al grigio fumo, emergono rosa pallido, tabacco e un turchese delicato. “Per me è questione di dettagli e equilibrio – ha detto Scervino – ogni stagione mi piace portare qualcosa di inaspettato”. Così il cappotto loden diventa corto con collo alto o revers a contrasto; oppure si allunga fino ai polpacci seguendo i movimenti della camminata. Le forme maschili vengono riviste: giacche gessate su pantaloni affusolati ma anche lunghi abiti in lana leggera che scoprono la schiena o giocano con trasparenze improvvise.
In passerella non sono mancati accessori come guanti in pelle, stivali slouchy e borse compatte. Tutto studiato per creare un guardaroba versatile ma riconoscibile. Il pubblico ha applaudito più volte, soprattutto quando i modelli hanno sfilato a braccetto in total look tono su tono.
Tra passato e futuro: lo sguardo di Scervino
“L’eleganza sta nei piccoli gesti, nei tagli invisibili”, ha sottolineato lo stilista durante il confronto con la stampa. La tradizione sartoriale italiana resta al centro: cuciture quasi invisibili, fodere leggere, sovrapposizioni calibrate nei minimi dettagli. Ma l’ispirazione britannica si fa sentire forte nei cappotti doppiopetto e negli inserti in pelliccia eco su colletti e polsini.
Secondo gli esperti presenti a Milano, la collezione racconta una donna sicura: capace di abbinare un cappotto oversize a vestiti corti in lana bouclé o di spezzare i classici tailleur con maglie aderenti a costine. I materiali sono tutti certificati secondo gli standard europei. “Lavoriamo perché ogni capo sia responsabile”, ha ribadito Scervino nel backstage.
Reazioni a caldo e cosa aspettarsi
Non solo buyer e stampa: allo show hanno assistito anche volti noti come l’attrice Marta Gastini e l’imprenditrice Beatrice Borromeo. Alcune giovani modelle hanno raccontato ad alanews.it quanto sia stato bello indossare tessuti “così morbidi da sembrare carezze”. Nei commenti subito dopo la sfilata molti ospiti hanno evidenziato la capacità della maison di “unire comfort ed estetica”.
Per Ermanno Scervino questa nuova stagione rappresenta un ritorno alla materia prima e all’artigianalità, ma sempre con uno sguardo attento alle novità. Milano risponde con interesse: le immagini del défilé stanno già girando sui social e tra gli addetti ai lavori si parla di un “equilibrio ritrovato”. Ed è proprio lì, nel dettaglio del tessuto che sfiora la pelle, che passa il messaggio più autentico della collezione.