Parigi, 19 gennaio 2026 – Il governo francese ha presentato oggi un programma in quattro punti per fermare la disinformazione sanitaria, che negli ultimi mesi ha creato paura tra cittadini e operatori. A spiegarlo questa mattina è stato il ministro della Salute Jean-Luc Bernard, nella sede del ministero in avenue Duquesne. Il piano prevede una consultazione pubblica, un osservatorio dedicato, un sistema di monitoraggio attivo e una campagna per rafforzare la fiducia nelle fonti istituzionali. Un’iniziativa “necessaria a causa dell’aumento delle notizie false che mettono a rischio la salute pubblica”, ha detto Bernard.
Quattro leve per una risposta concreta
Il primo punto è una consultazione pubblica con i cittadini che partirà a febbraio, sia online sia con incontri nei centri civici delle principali città, da Marsiglia a Lione, passando per piccoli centri rurali. “Non si può più ignorare quanto le fake news impattino sulla vita di tutti i giorni,” ha sottolineato Bernard parlando con i giornalisti. Le domande raccolte saranno studiate dagli esperti e serviranno a orientare le campagne informative ufficiali.
In parallelo nascerà un Osservatorio nazionale contro la disinformazione sanitaria con sede a Parigi. Sarà formato da ricercatori universitari, giornalisti esperti e rappresentanti delle associazioni dei pazienti. L’Osservatorio pubblicherà rapporti trimestrali sui fenomeni più rilevanti e segnalerà subito le notizie false più pericolose.
Occhi aperti: monitoraggio attivo e dialogo
Il terzo elemento del piano è un sistema di monitoraggio attivo che userà strumenti digitali – sviluppati anche col CNRS (Consiglio nazionale delle ricerche francese) – e una rete capillare di segnalazioni da medici di base e farmacisti. L’obiettivo è intercettare e rispondere velocemente alle voci infondate, che secondo l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali (ANSM) sono cresciute del 27% nell’ultimo anno.
Sul fronte della fiducia nelle fonti ufficiali, il governo punta a rendere la comunicazione più trasparente e i canali più accessibili. “Abbiamo imparato che solo coinvolgendo direttamente le persone si può evitare che si rivolgano a fonti non affidabili,” ha detto Bernard. Sono in programma campagne informative soprattutto per i giovani, con focus su TikTok, Instagram e la tradizionale TV pubblica.
Allarme in crescita: boom di fake news sulla salute
Secondo un rapporto della Direction générale de la santé, negli ultimi sei mesi sono state individuate oltre 120 false notizie virali su vaccini, terapie innovative e presunti rimedi alternativi. Solo nell’Île-de-France, almeno 600mila persone hanno ricevuto informazioni sbagliate tramite social o catene WhatsApp negli ultimi tre mesi. “È una sfida culturale prima ancora che sanitaria,” ha commentato Catherine Roux, docente di comunicazione pubblica all’università Paris-Sorbonne.
Le autorità hanno sottolineato come le fake news sulla salute corrono veloci soprattutto nei momenti di crisi – dalla pandemia Covid-19 ai recenti allarmi su influenza stagionale e terapie per la salute mentale. Secondo l’Istituto Pasteur, chi si informa solo dai social è passato dal 18% del 2022 al 26% dello scorso autunno.
Prime reazioni: tra cautela e speranza
Le associazioni di categoria hanno risposto già oggi pomeriggio. La Fédération nationale des médecins généralistes ha apprezzato l’approccio partecipativo: “Finalmente si dà voce ai cittadini”, ha detto il presidente Jean-Paul Martinelli. Più prudenti i farmacisti, che chiedono “risorse adeguate per lavorare sul territorio”. In piazza della République a Parigi alcune decine di persone si sono radunate per sostenere l’iniziativa; c’erano anche operatori sanitari e studenti universitari.
I prossimi passi saranno discussi in Parlamento già dalla prossima settimana, con incontri previsti con le principali piattaforme digitali presenti in Francia. Il ministro Bernard ha concluso invitando “tutti i cittadini a partecipare”, ricordando che il successo dipende dalla collaborazione di tutti: “Solo così potremo davvero arginare la disinformazione sanitaria”.