Vienna, 17 febbraio 2026 – Giorgio Armani firma i costumi delle sedici coppie di ballerini che questa sera saliranno sul palco della Wiener Staatsoper per la cerimonia d’apertura del Ballo dell’Opera di Vienna 2026. Un appuntamento che, come da tradizione, cattura gli occhi della città e per una notte trasforma l’Opera in uno dei salotti più seguiti d’Europa.
Giorgio Armani e l’eleganza italiana alla Wiener Staatsoper
Alle 19.30 si accendono le luci della Staatsoper. In platea ci saranno diplomatici e volti noti della cultura, e—dicono i rumor—anche qualche membro della casa reale inglese. Sul palco invece saranno gli occhi di tutti a fissarsi sulle sedici giovani coppie, scelte con cura dall’organizzazione. Indosseranno abiti firmati proprio da Giorgio Armani. “Ho voluto creare qualcosa che unisse sobrietà ed eleganza senza tempo”, ha detto lo stilista milanese in una nota diffusa nel pomeriggio. Tessuti chiari, linee essenziali, dettagli minimi ma che parlano di sartoria italiana. Lo staff Armani ha seguito personalmente anche gli accessori: guanti bianchi per i ragazzi, piccole borse a tracolla per le debuttanti.
Il Ballo dell’Opera: un rituale che si rinnova ogni anno
Il Ballo dell’Opera di Vienna è uno degli eventi più attesi nella stagione mondana europea. Nato nel 1877, si è fermato solo durante le due guerre mondiali e in poche altre occasioni. Da sempre è una vetrina internazionale importante. L’edizione del 2026 ha un sapore particolare, perché si torna finalmente a pieno regime dopo gli anni di restrizioni per la pandemia. Gli organizzatori dicono che sono stati spediti oltre 5.000 inviti e biglietti, con prezzi che variano dai 350 euro per i posti in galleria fino ai 20 mila euro per i tavoli nei palchi centrali.
Dietro le quinte: preparativi, prove e dettagli
I preparativi sono cominciati a novembre. Le coppie di ballerini — in gran parte studenti dei licei viennesi e delle scuole di danza più importanti della città — hanno affrontato un programma intenso di prove sotto la guida della coreografa Johanna Malher. “Il segreto è il sincronismo: nessuna improvvisazione è permessa”, ha spiegato Malher ieri sera prima dell’ultima prova generale. Per i costumi firmati Armani, ogni ballerino è andato a Milano tra dicembre e gennaio per le misure su misura. Lo stilista ha voluto vedere personalmente alcuni abiti nella sartoria interna della maison.
Un pubblico internazionale, ritorno delle grandi firme
In sala ci saranno circa 2.300 persone. Oltre al Presidente federale Alexander Van der Bellen e al sindaco Michael Ludwig, sono attesi ambasciatori e ospiti da oltre quaranta Paesi diversi. Sono previsti artisti del calibro di Anna Netrebko e Plácido Domingo insieme a giovani talenti dell’opera internazionale. La presenza di Giorgio Armani, non ancora confermata ufficialmente dalla sua portavoce, sarebbe un segnale ulteriore del legame sempre più stretto tra moda e grande musica europea.
La notte delle debuttanti: emozioni e aspettative
Per tanti giovani viennesi il Ballo dell’Opera resta un rito di passaggio importante. “Mia madre teneva molto che indossassi un abito così raffinato”, racconta Emilie Hartmann, 18 anni, una delle debuttanti selezionate quest’anno. I ragazzi ripassano i passi di valzer nei corridoi dietro il palco mentre le ragazze sistemano gli ultimi dettagli alle acconciature. Tutto deve essere perfetto (o quasi), almeno per quei pochi minuti che segnano l’inizio ufficiale del ballo.
Un ponte tra tradizione e innovazione
Affidare a Giorgio Armani i costumi per l’apertura è una scelta che mostra la voglia degli organizzatori di unire rispetto per la tradizione e apertura al mondo esterno. Da Vienna arriva così un messaggio chiaro: la grande moda può dialogare con la musica classica senza perdere la propria anima autentica. E la notte del Ballo dell’Opera — tra luci soffuse, valzer e riflessi di seta — promette ancora una volta di scrivere una pagina nuova nella storia della capitale austriaca.