Insalata di quinoa con cavolo cappuccio e anacardi: la ricetta veloce e sana per il pranzo in ufficio

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

21 Gennaio 2026

Milano, 21 gennaio 2026 – Qui a Milano, dove tutto corre e il tempo sembra non bastare mai, il pranzo è spesso una parentesi rapida tra un impegno e l’altro. Eppure, per chi lavora negli uffici del centro, mangiare in modo sano e nutriente resta una priorità. Proprio nel cuore della città, tra piazza Gae Aulenti e corso Magenta, l’insalata di quinoa con cavolo cappuccio e anacardi sta diventando uno dei piatti più richiesti nelle pause pranzo di questa stagione.

Ingredienti semplici e preparazione veloce

Dietro il successo di questa ricetta c’è soprattutto la facilità con cui si può preparare in anticipo. «In venti minuti hai tutto pronto», racconta Chiara, che lavora in uno studio legale di via Turati. Il trucco? Quinoa cotta, cavolo cappuccio tagliato fine e una manciata di anacardi tostati. Poi un filo d’olio extravergine d’oliva, succo di limone fresco e, per chi vuole un tocco in più, qualche seme di sesamo nero. «È pratica, rimane croccante anche dopo ore in frigo e non sporca troppo la schiscetta», spiega Chiara.

Nei piccoli supermercati intorno a Brera i sacchetti da 500 grammi di quinoa sono esposti in bella vista. Prezzo medio: 3,80 euro. Gli anacardi costano un po’ di più – circa 22 euro al chilo per quelli naturali senza sale – ma ne serve poca per ogni porzione.

Gusto e benessere a tavola

Non si tratta solo di una moda del momento. Secondo la nutrizionista milanese Roberta Ferrario, «la quinoa è una fonte completa di proteine vegetali ed è perfetta per chi vuole mangiare in modo equilibrato». Il cavolo cappuccio porta fibre e vitamine, soprattutto C e K, mentre gli anacardi, ricchi di grassi buoni, «danno una mano alla concentrazione durante la giornata». Tra un caffè e l’altro al lunedì mattina qualcuno consiglia anche una spolverata di pepe nero.

L’insalata piace tanto a chi segue una dieta vegetariana quanto a chi cerca di limitare la carne rossa. La preparazione è semplice: la quinoa va sciacquata bene sotto l’acqua corrente per togliere l’amaro naturale (le saponine) e poi lessata per circa 12 minuti in acqua leggermente salata.

Un piatto per tutte le stagioni

L’idea non è nuova ma quest’anno, grazie al clima mite registrato a Milano tra gennaio e febbraio (con temperature oltre i 13 gradi secondo ARPA Lombardia), l’insalata fredda ha conquistato anche chi solitamente d’inverno preferisce zuppe calde. Anna, segretaria in un coworking vicino a Porta Garibaldi, racconta: «La preparo anche nei weekend ormai. Si conserva bene un paio di giorni in frigo e se avanza la sera aggiungo ceci o qualche pezzetto di feta».

Curioso notare che su Instagram l’hashtag #insalatadiquinoa ha superato le 40 mila menzioni nelle ultime settimane. Un segno che questa ricetta – nata anni fa nelle cucine vegetariane – ora ha estimatori tra tutti.

I segreti degli chef della zona Isola

Secondo alcuni cuochi dei bistrò vicino alla zona Isola la differenza sta nella freschezza degli ingredienti. «Meglio scegliere un cavolo cappuccio bello compatto con foglie non troppo dure», consiglia Andrea Pellegrini del ristorante “Nutrimenti”. E per dare più sapore? «Un cucchiaino di senape rustica nell’emulsione d’olio fa la differenza».

Le varianti non mancano: qualche cubetto di mela verde per dare acidità, scorza di limone grattugiata o erbe fresche come menta o prezzemolo. «Niente sale aggiunto però: la quinoa prende già bene il gusto degli altri ingredienti», suggerisce Pellegrini.

La soluzione pratica per il pranzo in ufficio

Nel via vai della pausa pranzo milanese – con code davanti ai microonde condivisi e colleghi che riscaldano cibo già pronto – portarsi da casa qualcosa già pronto vuol dire risparmiare tempo e mangiare meglio. La schiscetta con l’insalata di quinoa, cavolo cappuccio e anacardi – contenuta in vaschette ermetiche da 700 ml (circa 4 euro nei negozi casalinghi) – è la risposta perfetta per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto.

«Ormai quasi tutti hanno capito che con due forchettate si può restare leggeri ma sazi fino a sera», scherza Marco, impiegato assicurativo di 42 anni che prepara l’insalata anche per sua moglie. In fondo, tra i corridoi degli uffici milanesi del 2026, il vero lusso è prendersi cura di sé senza complicarsi troppo la vita.

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