Ken Carson festeggia 65 anni: storia e curiosità sull’eterno fidanzato di Barbie

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

16 Febbraio 2026

Los Angeles, 16 febbraio 2026 – Ken Carson, o meglio Kenneth Sean Carson, spegne oggi 65 candeline. Un traguardo importante, celebrato però con quella discrezione che da sempre lo accompagna. La sua popolarità attraversa i decenni senza perdere smalto, senza mai diventare vecchia. Ken è nato il 16 febbraio 1961 nei laboratori della Mattel, a Hawthorne, nei sobborghi di Los Angeles. Dietro quel nome, un retroscena che in pochi ricordano: fu scelto da Ruth ed Elliot Handler, i fondatori della celebre casa di giocattoli, in onore del figlio del cofondatore, Kenneth Handler. Una storia che sembra quasi una saga familiare, e che oggi compie sei decenni e mezzo.

Il compagno silenzioso di Barbie

Nel mondo della cultura pop, appena si nomina Ken Carson vengono subito in mente immagini precise: capelli sempre in ordine (biondi o castani a seconda delle mode), sorriso perfetto e un armadio senza fine. Ma – come raccontano gli archivi della Mattel – Ken non nacque come semplice “accessorio” di Barbie. Era stato pensato per rispondere a un bisogno delle bambine di quegli anni: “Barbie ha bisogno di un compagno con cui ballare e andare alle feste”, spiegava Ruth Handler all’inizio degli anni ’60 in un’intervista al Los Angeles Times. La prima versione di Ken sfoggiava un costume da bagno rosso acceso e sandali di gomma; era alto come Barbie – 30 centimetri – e aveva lo stesso sorriso sognante.

Un ruolo sempre discusso

Col passare del tempo, Ken si è trasformato in un simbolo di cambiamenti sociali. Negli anni ’70 portava pantaloni a zampa e camicie psichedeliche, negli anni ’80 si lasciava ispirare dallo stile preppy, fatto di polo pastello e cardigan appoggiati sulle spalle. Alcune versioni – come la celebre Earring Magic Ken del 1993, con orecchino e capelli biondo platino – hanno addirittura fatto discutere l’opinione pubblica. “Volevamo che Ken fosse sempre al passo coi tempi”, ha raccontato in passato Michelle Chidoni, portavoce della Mattel, durante un’intervista al Guardian. “Qualche volta abbiamo osato troppo, ma abbiamo sempre ascoltato chi ci seguiva”.

Ombra e luce accanto a Barbie

Chiara Ferragni ha raccontato tempo fa, in un’intervista sui social, che da bambina vedeva Ken come “una presenza silenziosa e affidabile”, quasi un’ombra gentile accanto alla instancabile Barbie. E per molti Ken è rimasto questo: una figura rassicurante, meno sotto i riflettori rispetto alla compagna ma fondamentale per darle contesto e respiro nella storia. Secondo alcune stime Mattel (dati aggiornati al 2025), sono più di 100 milioni le bambole Ken vendute nel mondo. Un numero sorprendente se si pensa alle mode che cambiano continuamente.

Tra cinema, ironia e rinascite

Negli ultimi anni Ken ha vissuto nuove stagioni di popolarità. Merito anche dei vari adattamenti cinematografici e televisivi, su tutti il film “Barbie” diretto da Greta Gerwig con Margot Robbie e Ryan Gosling nel 2023. La versione ironica e pasticciona vista sul grande schermo ha dato a Ken una profondità mai vista prima. “Era ora che Ken avesse la sua voce”, ha ammesso Gosling durante il tour promozionale. Nel giro di pochi mesi – tra meme virali, parodie su TikTok e discussioni sugli stereotipi maschili – la popolarità di Ken è esplosa anche tra i più giovani.

Un’eredità leggera ma concreta

Oggi Ken compie 65 anni ma sembra ancora galleggiare tra realtà e fantasia. È il testimone silenzioso di generazioni cresciute tra salotti rosa di plastica e discoteche immaginarie. Forse sta proprio qui il segreto della sua longevità: riuscire a restare fedele a se stesso pur cambiando volto mille volte. Per la Mattel resta una “icona positiva” – come recita una nota diffusa ieri dalla sede californiana – “un esempio di rispetto, gentilezza ed empatia”.

Che piaccia o no, Ken non è mai stato solo il fidanzato di Barbie. È stato uno specchio discreto dei desideri infantili, un contenitore di sogni e talvolta anche quel complice silenzioso nelle sfide quotidiane dei bambini di ogni generazione.

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