Verona, 18 febbraio 2026 – Lo studio creativo “Tiny Idols”, guidato dalla stilista veneta Silvia Ortombina, ha firmato i costumi di scena per “Life in Motion”, la cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi 2026 in programma venerdì 6 marzo all’Arena di Verona. È la prima volta che questo celebre monumento Unesco ospita un evento di tale portata. Dietro le quinte, settimane di lavoro intenso e un team tutto italiano con l’obiettivo di raccontare, attraverso tessuti e colori, il senso più profondo della manifestazione.
Life in Motion: costumi che raccontano diversità
In uno studio luminoso appena fuori Venezia, tra rotoli di stoffe e bozzetti a matita, Silvia Ortombina – 38 anni, di origini padovane – è alle prese con le ultime rifiniture. «Abbiamo voluto che ogni costume fosse un piccolo racconto di identità e movimento», spiega la stilista, mentre sfiora una pezza blu cobalto. La collezione per la serata prende ispirazione dai paesaggi italiani e dalle diverse forme della disabilità. «Nessun corpo è uguale a un altro, nemmeno i vestiti», confida Ortombina. Dai tessuti pregiati come la seta ai materiali tecnici, ogni capo è studiato per garantire libertà ai performer e rispettare ogni esigenza motoria o sensoriale.
I modelli superano il centinaio, con dettagli pensati su misura. Alcuni hanno zip invisibili e chiusure magnetiche; altri tagli asimmetrici che accolgono protesi e ausili. Il risultato? Una sfilata di colori – dal giallo ocra al verde prato fino al bianco ghiaccio – pronta a illuminare il palco circolare dell’Arena alle 21.
L’Arena di Verona: un palcoscenico mondiale
L’Arena di Verona, con le sue gradinate in marmo rosa illuminate dalle luci serali d’inverno, sarà il teatro dell’apertura delle Paralimpiadi invernali 2026. Un traguardo importante: mai prima questo monumento romano aveva ospitato una cerimonia paralimpica. Secondo il Comitato Paralimpico Internazionale, all’organizzazione partecipano circa 400 volontari e più di 150 artisti tra danzatori, musicisti e acrobati.
«L’Arena è un simbolo universale di inclusione e storia», ha ricordato ieri pomeriggio il sindaco Damiano Tommasi, durante un sopralluogo con la stampa locale. «Vogliamo che questo evento rimanga nel cuore delle nuove generazioni». I preparativi sono iniziati a novembre; controlli quotidiani garantiranno sicurezza fino al giorno della cerimonia.
Dietro le quinte: artigianato e tecnologia a braccetto
Nel laboratorio della Tiny Idols, tra sartoria tradizionale e spazi digitali, ogni costume nasce da un disegno a mano per poi prendere forma in 3D. Un mix tra vecchi saperi artigianali e strumenti moderni. «Molti performer hanno chiesto modifiche su misura – racconta Maria De Bernardis, assistente stilista – abbiamo stampato in 3D dettagli delle giacche per renderle leggere ma resistenti».
Alla fase finale hanno contribuito anche medici, terapisti occupazionali e rappresentanti delle associazioni dei disabili. La scelta dei materiali tiene conto delle diverse sensibilità cutanee e dei movimenti previsti nelle coreografie. «È stato un percorso lungo, fatto di ascolto», sottolinea Ortombina. «Abbiamo imparato più in queste settimane che in anni nel mondo della moda».
Attesa crescente: verso una festa davvero inclusiva
A Verona si respira entusiasmo. I biglietti, dai 30 ai 150 euro, stanno andando a ruba. Nei bar del centro storico, da Piazza Bra a via Mazzini, non si parla d’altro. La comunità sportiva locale guarda all’appuntamento con orgoglio: «Questa cerimonia ci mette davvero sotto i riflettori del mondo», commenta Marco Montanari, atleta paralimpico veronese.
Gli organizzatori promettono un messaggio forte: «La diversità è una ricchezza, non un limite», recita lo slogan scelto dal comitato promotore. Sarà una serata di musica, parole e immagini trasmesse in diretta su Rai 1 dalle 20.45. Solo allora, tra applausi e sorrisi, si accenderà davvero la fiaccola delle Paralimpiadi di Verona 2026.