Millefoglie di Zucca Vegetariana: La Ricetta Esclusiva di Pianostrada Laboratorio a Roma

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

15 Gennaio 2026

Roma, 15 gennaio 2026 – Nel cuore di Trastevere, tra le vie dove si respira ancora l’aria autentica della Roma di sempre, Pianostrada Laboratorio racconta una storia tutta al femminile e fuori dai soliti schemi. Quattro donne – Paola, Chiara, Alice e Roberta – da anni portano avanti una cucina creativa fatta di panini artigianali e burger insoliti. Stavolta, però, hanno scelto di puntare su un piatto vegetariano che non si limita a seguire la moda, ma che parla di leggerezza e stagionalità, raccontata con ingredienti semplici ma curati.

Il laboratorio al femminile che ha conquistato Trastevere

Via delle Zoccolette, con la sua luce calda e discreta, fa da cornice a un locale che è più di un posto dove mangiare: è un angolo dove si lavora con passione. L’odore del pane caldo si mescola a quello delle verdure grigliate. Il progetto nasce anni fa come una vera “officina del gusto” ma solo recentemente ha messo al centro piatti vegetariani pensati e condivisi ogni mattina davanti a un caffè e a qualche farina speciale. Alice, una delle cuoche, racconta: “Il nostro hamburger resta un classico amato, ma volevamo proporre qualcosa di diverso. Un piatto che raccontasse la stagione e la semplicità vera”.

La giornata inizia presto: alle otto già si pesano le verdure fresche, si sperimentano abbinamenti nuovi – come carote e zenzero o radicchio con miele e noci – e ogni ricetta passa almeno tre prove prima di finire in sala. “Non facciamo cucina vegetariana per seguire la moda”, dice Roberta. “Lo facciamo perché ci crediamo davvero”. E così capita spesso che clienti fissi – dagli impiegati del quartiere agli studenti fino ai turisti – si fermino a curiosare tra i vasi di erbe aromatiche all’ingresso.

Il piatto che parla di stagioni e attenzione artigianale

Questa settimana spicca un piatto in cui la barbabietola è protagonista insieme a un hummus cremoso fatto con ceci locali e chips croccanti di pastinaca. Niente di complicato: la barbabietola viene cotta a vapore e poi saltata in padella con timo fresco; l’hummus è lavorato a mano fino quasi a diventare montato; un tocco di scorza d’arancia spezza la dolcezza della radice rossa. Intorno, le chips fritte nell’olio extravergine laziale arrivano calde, appena tiepide.

“Portiamo in tavola quello che troviamo al mercato”, spiega Chiara mentre sistema un mazzo di cavolo nero su una mensola. “Non seguiamo mode passeggere. Per noi conta la stagionalità”. Una scelta che richiede tempo – spesso il doppio rispetto alla cucina tradizionale – ma che mantiene i sapori vivi e chiari. Non sorprende dunque vedere il locale pieno già dalle 13:30 con tavoli prenotati anche giorni prima.

La sorpresa piace ai clienti

Accanto alle novità vegetariane restano i classici: panini fatti con pane preparato qui in laboratorio, burger con salse fatte in casa, insalate “con quello che offre l’orto”. Ma è proprio il piatto vegetariano a far parlare. Martina, studentessa di architettura cliente affezionata dal 2024, ammette senza mezzi termini: “Ero scettica all’inizio, ma questa barbabietola mi ha convinta”. Molti scattano foto ai piatti prima ancora di assaggiarli: quasi diventato un rito da condividere subito sui social.

Paola osserva come il pubblico sia cambiato negli ultimi mesi: “Ora arrivano anche gruppi che chiedono solo opzioni vegetariane o vegane”. Clientela varia, poco legata alle etichette rigide. “Qui le etichette servono solo per capire cosa ordini”, aggiunge Alice ridendo.

Una cucina artigianale pronta al futuro

Il menu cambia ogni settimana e per le cuoche l’offerta vegetariana sarà sempre più importante nei prossimi mesi. “È una scelta sostenibile”, conferma Roberta mentre sfoglia la lista dei fornitori sul tablet. Nel weekend arrivano anche richieste da chi ha intolleranze o segue regimi particolari. Il laboratorio risponde sempre con piatti su misura – senza glutine o latticini –, rispettando gusti ed esigenze.

A Roma non mancano posti vegetariani, ma qui si percepisce una cura rara per i dettagli artigianali. Entrare da Pianostrada Laboratorio vuol dire varcare la soglia di una piccola cucina casalinga dove niente è lasciato al caso e la creatività nasce dall’ascolto più che dalle mode.

Per chi vuole provare: il piatto vegetariano resta disponibile tutta la settimana (meglio prenotare dopo le 20). Prezzo fisso: 14 euro. Solo così si può capire davvero cosa significa mangiare fuori dagli schemi in una città come Roma.

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