Oscar 2024: Jon Hamm e Samuel L. protagonisti al cocktail di Giorgio Armani su Rodeo Drive

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

17 Marzo 2026

Los Angeles, 17 marzo 2026 – Un venerdì sera a Rodeo Drive, quell’angolo di lusso e mondanità che ogni marzo si trasforma in un piccolo spettacolo. Qui Giorgio Armani ha dato il via al suo ormai classico cocktail pre-Oscar, radunando attori, registi, modelle, addetti ai lavori e una passerella di volti noti come Jon Hamm e Samuel L. Jackson, poco dopo le 19:30.

Il red carpet improvvisato tra boutique e fan in attesa

L’appuntamento, quasi quanto gli stessi Academy Awards, ha visto un continuo susseguirsi di auto nere, qualche limousine fuori programma, scambi rapidi tra bodyguard e paparazzi. I passanti si sono fermati a dare uno sguardo: una signora con un cappotto rosso e il telefono in mano ha sussurrato a un’amica: “Quelli là sono veri?” Forse aveva appena riconosciuto Samuel L. Jackson, in abito blu scuro senza cravatta, che scherzava con i fotografi (“Niente domande sulle statuette, eh!”) prima di sparire nel salone.

L’atmosfera era più rilassata rispetto al classico tappeto rosso: “Qui si viene per prendere fiato prima della tempesta”, ha spiegato Jon Hamm (fresco di nomination per una miniserie), mentre si allontanava con un bicchiere di vino bianco e un sorriso distratto.

Armani e la formula del successo: tra stile italiano e amicizie consolidate

Giorgio Armani è arrivato puntuale alle 20, con un completo grigio polvere e una sciarpa leggera. Ha salutato amici vecchi e nuovi con la tranquillità di chi sa che la vera festa è dietro le quinte. “Festeggiamo così da anni”, ha detto ai giornalisti. “Per me è un modo per ringraziare chi ancora crede nell’eleganza. Qui c’è la vecchia Hollywood, ma anche facce nuove: un mix che mi piace molto”.

Tra i presenti c’erano anche Michelle Yeoh (vincitrice dell’ultimo Oscar), la regista Sofia Coppola e il direttore della fotografia Roger Deakins. Niente esibizioni: solo chiacchiere basse, brindisi discreti, assaggi di cucina italiana curati dallo chef milanese Carlo Cracco. La lista degli invitati non viene mai resa pubblica – “Preferiamo mantenere un po’ di mistero”, ha ammesso lo staff Armani – ma secondo le voci raccolte erano oltre cento.

Tra eleganza e nervosismo da vigilia: le voci degli ospiti

Molti hanno detto di sentirsi più tranquilli a questo cocktail che nei giorni delle prove o delle conferenze stampa. Una giovane attrice britannica, in abito verde smeraldo, ha scherzato: “Sono più agitata per questa festa che per la cerimonia!”. C’è chi prova a indovinare i vincitori della notte più importante di Hollywood (“A me basta arrivare in tempo e con il vestito giusto”, ha tagliato corto un produttore noto).

Per qualcuno questo cocktail Armani è ormai tappa fissa. Samuel L. Jackson l’ha definito “un appuntamento dove non serve fingere niente”. Sullo sfondo restano gli schermi accesi degli smartphone, le storie su Instagram che mostrano sorsi di prosecco, qualche selfie con l’hashtag #ArmaniOscars.

Gli Oscar si avvicinano: tensione e aspettative tra gli invitati

In questa Los Angeles sospesa tra attesa e nervosismo si respira una certa tensione. Le premiazioni sono fissate per domenica sera al Dolby Theatre; le scommesse come ogni anno non mancano (“Difficile battere Oppenheimer”, mormorano in molti). Lo stesso Armani, che da tempo veste alcune delle star più famose sul tappeto rosso, evita pronostici: “Non è una gara a chi brilla di più, almeno non qui”, ha osservato.

Quando la serata finisce – poco dopo le 22 – le auto tornano a scivolare silenziose su Rodeo Drive. Restano qualche flash tardivo e il ricordo di un salotto effimero dove solo qui riescono a incontrarsi leggende del cinema e volti nuovi. Fino al prossimo anno.

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