Pitti Filati 98: le tendenze primavera/estate 2027 tra leggerezza e suggestioni botaniche

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

22 Gennaio 2026

Firenze, 22 gennaio 2026 – Ieri mattina, alla Fortezza da Basso di Firenze, è partita la 98esima edizione di Pitti Filati, l’appuntamento internazionale che ogni anno detta il passo nel mondo dei filati per maglieria. Entrando nei padiglioni si capisce subito quale sarà la parola chiave per la primavera/estate 2027: leggerezza. Tra stand gremiti e visitatori arrivati da Italia, Giappone, Stati Uniti e Germania, l’atmosfera è vivace e carica di aspettative.

Filati leggeri e ispirazioni naturali

Al centro delle collezioni spiccano i filati leggeri. “Cerchiamo sensazioni leggere, superfici quasi impalpabili”, racconta Sara Niccoli di Filpucci, un nome storico del settore. “C’è molta richiesta di fibre naturali, con tocchi freschi e quasi vegetali. Il tema botanico torna sempre – aggiunge Niccoli – e si vede sia nei colori sia nei materiali: lino, cotone biologico, ma anche mischie con ortica e canapa”. Non mancano poi gli aspetti più tecnici: diverse aziende puntano su filati certificati GOTS e lavorazioni a basso impatto ambientale, in linea con la crescente attenzione alla sostenibilità che arriva da tutto il mondo.

Luci e dettagli metallici: le novità del 2027

Se la leggerezza è protagonista, una delle novità più chiacchierate quest’anno sono i cosiddetti “flash luminosi”. Piccoli inserti o finiture in filato metallico o viscosa brillante che catturano la luce. “Serve energia nei capi – spiega Mauro Vannuzzi del Lanificio dell’Olivo –. I clienti vogliono qualcosa di nuovo senza appesantire i tessuti”. E così sui maglioni e gli accessori spuntano sempre più punti luce pensati non solo per la sera, ma anche per chi cerca un tocco distintivo nella vita di tutti i giorni.

Negli stand si notano campioni impreziositi da fili dorati o argento. Il lurex fa capolino, a volte appena percettibile ma capace di dare profondità ai tessuti. “Un filo metallico ben dosato cambia il volto di un capo minimalista”, racconta una stilista tedesca che preferisce restare anonima. I venditori confermano: cresce l’interesse soprattutto dal mercato asiatico per questi dettagli.

Sostenibilità al centro delle scelte

Tra un incontro e l’altro si parla molto anche di sostenibilità. La maggior parte dei filati porta certificazioni Oeko-Tex o GOTS; alcune aziende lavorano su cicli produttivi circolari usando scarti tessili e filati rigenerati. “Oggi la tracciabilità delle materie prime è fondamentale”, dice Roberta Pini di Lineapiù Italia, presente a Pitti Filati da più di vent’anni. Per lei non basta più dire ‘sostenibilità’: “Servono numeri precisi e trasparenza su tutta la filiera. I clienti esteri vogliono garanzie chiare”.

Firenze al cuore del Made in Italy

Firenze conferma il suo ruolo centrale per il tessile italiano. “Firenze è il luogo d’incontro per chi vuole vedere l’innovazione ma anche costruire relazioni solide”, sottolinea a margine della fiera Alberto Brunelli, presidente dell’associazione SMI. Tra gli operatori c’è attenzione ai mercati esteri — con il ritorno deciso degli acquirenti americani e giapponesi dopo due stagioni difficili — ma anche qualche preoccupazione per i costi dell’energia e le oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

La prima mattinata ha registrato oltre duemila presenze, un segnale incoraggiante. Nonostante le difficoltà economiche globali, il settore della maglieria sembra voler ripartire proprio da qui: da una Firenze che con Pitti Filati torna a essere vetrina internazionale del Made in Italy.

In sintesi, tra botanica e luce, la parola d’ordine della manifestazione è leggerezza. E molti sono convinti che le tendenze viste qui segneranno davvero la moda della stagione 2027.

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