Pollo alla Laziale con Alici e Capperi: Ricetta Tradizionale per una Carne Morbida e Saporita

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

26 Marzo 2026

Roma, 26 marzo 2026 – Nel cuore di Trastevere, stamattina la cucina di una piccola trattoria si è riempita di profumi intensi e familiari. Il protagonista? Il pollo alla romana, preparato come vuole la tradizione laziale. Un piatto che, per chi vive o conosce bene la città, evoca subito ricordi di pranzi domenicali e tavolate gremite. Il segreto che lo distingue? Un trito di alici e capperi che si unisce al fondo di cottura. Non è solo una questione di sapore: è un gesto antico, passato da una generazione all’altra nelle case e nelle cucine del centro.

Ingredienti e origini della ricetta laziale

Dietro l’apparente semplicità, il pollo alla romana nasconde un’anima più complessa. Il pollo – meglio se ruspante e tagliato a pezzi – viene fatto rosolare insieme ad aglio, rosmarino, sale e pepe in una padella capiente dove l’olio comincia a sfrigolare. Ma la vera svolta arriva con il trito: qualche acciuga sott’olio e alcuni capperi (spesso dissalati a lungo) vengono tritati finemente e mescolati al fondo caldo. Gli anziani cuochi dei Castelli Romani spiegano che questo passaggio serve a dare “quella spinta in più senza coprire il sapore della carne”. Ada Boni, autrice di “La cucina romana”, racconta che la ricetta nasce nelle campagne del Lazio, dove gli ingredienti semplici e conservati – come le acciughe sotto sale – erano all’ordine del giorno.

Fasi della preparazione: attenzione ai dettagli

Non è un piatto da fretta. Tra preparazione e cottura servono almeno 50-60 minuti. Si parte dorando bene i pezzi di pollo su tutti i lati, spesso a fiamma alta. Solo dopo si abbassa il fuoco per far “tirare” lentamente la carne, come dicono qui da noi. Qualcuno aggiunge un bicchiere di vino bianco – “meglio se secco”, sottolinea Mario De Santis, oste storico di via della Lungaretta – per sfumare il fondo. A metà cottura entra in scena il trito aromatico: va aggiunto solo poco prima della fine per evitare che bruci; poi si mescola con cura.

Un piatto di casa, tra tavole e memorie

Il risultato è una carne tenera, leggermente umida, avvolta in un sughetto sapido dal sapore profondo. Nessun gusto artificiale: il trito di alici e capperi si scioglie nel sugo senza sovrastare nulla. Quel profumo – quella nota salmastra delicata ma persistente – resta nell’aria anche dopo pranzo. “Ogni volta che lo sento mi sembra di tornare bambino”, racconta Sergio, cameriere in una trattoria vicina a piazza Trilussa. Chi ordina il pollo alla romana spesso non rinuncia al pane casereccio per fare la classica “scarpetta”. Una tradizione che resiste a tutte le mode.

Curiosità e variazioni locali

Nei dintorni dei Castelli Romani, o nelle province di Frosinone e Rieti, qualcuno aggiunge olive nere o un tocco di peperoncino fresco – scelte personali più che regole scritte, spesso tramandate dalle nonne in cucina. Alcuni chef del Ghetto ebraico romano raccontano che l’uso del trito con le acciughe risale a tempi in cui la carne era preziosa e si ricorreva agli ingredienti conservati per dare sapore ai piatti. Oggi questa versione è ben vista anche nei menu delle osterie moderne: piccoli locali tra Testaccio e Garbatella propongono varianti più leggere (meno sale o senza pelle), ma nessuno rinuncia all’aggiunta finale che rende il piatto autentico.

Prezzi medi e reperibilità nei ristoranti

Un piatto di pollo alla romana, cucinato seguendo la tradizione e servito con patate o verdure saltate in padella, si trova nel centro storico tra i 12 e i 16 euro. La versione casalinga invece non costa molto: con 8-10 euro si sfama tranquillamente una famiglia di quattro persone grazie agli ingredienti semplici reperibili nei mercati rionali (piazza San Cosimato o Testaccio sono i posti giusti per materie prime fresche). Spesso al banco macelleria il pollo “da fare alla romana” è una richiesta frequente.

La tradizione sopravvive

Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari, nelle case romane questo piatto resta un punto fermo per pranzi festivi o incontri tra amici e parenti. Quel semplice gesto – aggiungere il trito al momento giusto – continua a tenere insieme diverse generazioni attraverso i sapori. E mentre i ristoranti aggiornano i menu ogni stagione, il pollo alla romana rimane sempre lì: basta un profumo perché riaffiorino subito vecchi ricordi e radici profonde.

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