Roma ospita Ey Tax Talk 2026: focus sulle novità fiscali e strategie aziendali

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

19 Marzo 2026

Roma, 19 marzo 2026 – Oggi, nel cuore di Roma, al centro congressi di via Barberini, si è svolto l’appuntamento annuale con l’‘EY Tax Talk 2026’, uno degli eventi più seguiti in Italia dedicati a fisco e riforme tributarie. Una mattinata intensa, iniziata poco dopo le 9:30, che ha visto salire sul palco esperti del Ministero dell’Economia, manager di grandi multinazionali e consulenti di primo piano. Al centro del dibattito, la necessità di modernizzare il sistema fiscale italiano puntando su semplificazione, digitalizzazione e maggiore competitività.

Le nuove sfide della fiscalità italiana

“La vera partita è quella della fiducia”, ha esordito Luca Rossi, presidente di EY Tax Italia, mettendo subito in chiaro le priorità per il 2026: un fisco “più vicino alle imprese” e capace di “parlare chiaro con i cittadini-contribuenti”. La sala – circa duecento posti quasi tutti occupati fin dall’inizio – ha ascoltato con interesse anche la relazione di Alessandra Graziani, dirigente del Dipartimento Finanze: “Stiamo lavorando per una macchina tributaria più trasparente senza mollare la presa sull’evasione”, ha detto mentre scorrevano le slide sui nuovi modelli di dichiarazione precompilata e gli strumenti digitali.

Si è parlato a lungo di digitalizzazione e semplificazione: due parole che per molti intervenuti rappresentano la via d’uscita da una burocrazia che ancora “ferma la crescita”, come ha spiegato Riccardo Calvi, amministratore delegato di una società logistica presente in sala. Il legame con il mondo produttivo è stato un tema costante per tutta la mattinata.

Focus sulle imprese e sulle riforme

Non sono mancati momenti accesi con domande dirette dalla platea. “Perché ancora ci vogliono settimane per avere un rimborso Iva?” ha chiesto senza giri di parole un consulente milanese. Un nodo che, secondo EY, pesa ogni anno su oltre 180mila aziende italiane. La risposta è arrivata da Graziani: “Stiamo spingendo verso procedure più snelle”, citando progetti pilota già attivi in Lombardia e Lazio.

Sul fronte riforme è tornato più volte il tema dell’armonizzazione europea. “Se restiamo indietro perdiamo terreno sui mercati globali”, ha avvertito dal palco Federico Albanese, responsabile affari fiscali in una multinazionale energetica. Qualche dato ha colpito i presenti: nel 2025 l’Italia resta tra i primi cinque Paesi europei per pressione fiscale reale sulle imprese.

Digitalizzazione e nuovi strumenti

La digitalizzazione, spinta dalla fatturazione elettronica obbligatoria dal 2019, ha cambiato la vita degli operatori ma non mancano le difficoltà tecniche. “La tecnologia aiuta ma deve essere accompagnata”, ha ricordato il tributarista romano Alberto Palma, suscitando consensi tra i professionisti che ogni giorno si confrontano con piattaforme spesso poco intuitive. Diverse volte è stata citata l’Agenzia delle Entrate per gli investimenti in intelligenza artificiale e automazione dei controlli: secondo le stime ufficiali, questa innovazione dovrebbe tagliare i tempi medi delle verifiche fiscali del 30% entro fine anno.

Altro punto emerso riguarda i nuovi incentivi per le aziende che adottano strumenti digitali certificati: “Un incentivo importante per spingere alla compliance”, ha detto ancora Rossi. Nei momenti di pausa nei foyer molti hanno commentato quanto l’automazione potrebbe ridurre i costi amministrativi.

Dialogo tra pubblico e privato

A metà giornata, dopo un panel sui modelli esteri (con focus su Francia e Germania), il confronto si è spostato sul rapporto tra pubblica amministrazione e imprese. “Le norme cambiano in fretta, serve formazione continua”, ha sottolineato una giovane commercialista incontrata nei corridoi tra una sessione e l’altra. Nel pomeriggio sono attesi workshop pratici su controlli automatizzati e dichiarazioni precompilate dedicati ai professionisti.

Dalle sale di via Barberini emerge una certezza: il sistema fiscale italiano sta attraversando una fase delicata, dove la vera sfida resta rendere le norme semplici – o almeno comprensibili. Sullo sfondo resta la speranza di non dover più rincorrere i problemi ma finalmente anticiparli.

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