Rimini, 26 gennaio 2026 – Questa mattina il Gruppo Maggioli ha dato il via ufficiale a Soluzioni Integrate Maggioli, la nuova società nata dalla fusione di Sinapsys e Aicof. L’annuncio è arrivato puntuale alle 10 nella sede di Santarcangelo di Romagna. Un passo deciso che segna la volontà del gruppo di rafforzarsi nei settori della sanità digitale e dei sistemi informativi per la Pubblica Amministrazione. “Era arrivato il momento di unire forze e competenze. Solo così possiamo rispondere meglio alle sfide che ci vengono dal settore pubblico e sanitario”, ha detto l’amministratore delegato Paolo Maggioli davanti a giornalisti e manager del gruppo.
La fusione tra Sinapsys e Aicof: numeri e obiettivi
La nuova realtà nasce dall’incontro di due aziende già attive nelle tecnologie informatiche dedicate alla pubblica amministrazione. Sinapsys, fondata nel 2002, si concentrava sulle piattaforme digitali per la sanità e la gestione dei dati clinici. Aicof, invece, aveva una lunga esperienza nei sistemi informativi per gli enti locali. Formalmente operativa dal 1° febbraio, questa fusione porterà alla creazione di una società con circa 170 dipendenti e una base clienti che comprende 60 aziende sanitarie pubbliche, oltre a numerosi comuni in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
La sede principale resterà a Rimini, mentre sono confermate le filiali operative di Milano, Bologna e Padova. “Abbiamo voluto un nome che i nostri partner istituzionali potessero riconoscere subito”, ha aggiunto Maggioli. “L’obiettivo è offrire servizi integrati, accorciare i tempi di risposta ed essere più vicini agli operatori pubblici”.
Una spinta verso la sanità digitale
Nel comunicato ufficiale si evidenzia come questa mossa serva a rafforzare la presenza nel campo della sanità digitale, dalla cartella clinica elettronica alla telemedicina. “La trasformazione digitale degli ospedali italiani è una priorità urgente”, ha sottolineato Marco Alberti, responsabile R&S della nuova società. I dati parlano chiaro: nel 2025 il mercato italiano della sanità digitale ha superato i 3 miliardi di euro, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
Le soluzioni proposte vanno dalla gestione documentale al supporto decisionale per i medici, fino ai sistemi per tracciare i farmaci. “Parliamo di strumenti concreti che possono migliorare la vita dei cittadini e cambiare il modo di lavorare degli operatori sanitari”, ha spiegato Alberti durante la presentazione.
Effetti sull’occupazione e sul territorio
Oltre agli aspetti tecnologici, questa fusione avrà anche ripercussioni sul fronte occupazionale. Le prime stime escludono tagli al personale: tutti i dipendenti delle due società saranno assorbiti nella nuova realtà. Anzi, si prevedono almeno 15 nuove assunzioni nel corso del 2026 tra analisti, programmatori e project manager.
“Vogliamo puntare anche sulla formazione”, ha detto Laura Neri, responsabile HR. Tra i progetti in programma c’è l’apertura di un laboratorio per l’innovazione in collaborazione con l’Università di Bologna e un percorso interno di aggiornamento su cybersecurity e privacy. “La sfida della digitalizzazione passa anche dalle competenze”.
Il contesto: digitalizzazione della PA italiana
Questa operazione arriva in un momento delicato per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. Secondo l’Osservatorio Politecnico di Milano, il 68% degli enti locali si definisce ancora solo parzialmente informatizzato. Eppure il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) fissa al 2027 il termine per integrare i principali servizi pubblici su piattaforme digitali.
Il Gruppo Maggioli si muove come uno dei protagonisti privati più attivi nella fornitura di software, consulenza e servizi cloud a comuni ed enti regionali. “Vogliamo aiutare a rendere la pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini”, ha concluso Paolo Maggioli. In sala si respirava l’atmosfera delle grandi occasioni: qualche battuta tra dirigenti, strette di mano decise. Presenti anche rappresentanti storici tra i clienti; uno di loro, arrivato da Reggio Emilia alle otto del mattino, si è detto «fiducioso che questa unione porterà risultati concreti sul territorio».
Mentre si attendono i primi bandi pubblici con protagoniste le nuove Soluzioni Integrate Maggioli, l’attenzione resta puntata su Rimini e sull’ecosistema dell’innovazione digitale emiliano-romagnolo.