Shenzhen celebra la 10ª Giornata del Design Italiano nel Mondo: Moda e Innovazione in Primo Piano

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

19 Marzo 2026

Shenzhen, 19 marzo 2026 – Nel cuore pulsante del distretto di Futian, tra grattacieli di vetro e caffè dal design ricercato, si è tenuta la decima Giornata del design italiano nel Mondo. Un evento che ogni anno riunisce imprenditori, architetti e rappresentanti istituzionali, scelto quest’anno proprio a Shenzhen, città cinese che l’Unesco ha riconosciuto come Città creativa per il Design. Come ha sottolineato l’ambasciatore italiano a Pechino, Massimo Ambrosetti, si tratta di un’occasione “per rafforzare i legami tra le nostre eccellenze e la vivace innovazione cinese”.

L’incontro tra eccellenze: Shenzhen ospita la creatività italiana

Da Torino a Milano, passando per Roma e Venezia, i grandi nomi del design italiano sono arrivati ieri, 18 marzo, al Shenzhen Design Center. Lo scopo? “Raccontare una tradizione che unisce artigianato e ricerca”, ha spiegato Anna Zegna, presidente della Fondazione Zegna, davanti a una platea attenta. Le sale erano già piene alle nove del mattino: studenti e professionisti cinesi cercavano spunti e ispirazione – qualcuno prendeva appunti su tablet, altri ammiravano prototipi di lampade e sedute iconiche.

Un programma fitto tra workshop e networking

La giornata è stata scandita da workshop organizzati da aziende come Artemide e Cassina, dove si provavano materiali innovativi – vetro riciclato, tessuti biodegradabili – e si parlava di sostenibilità. “Collaborare con la Cina ci aiuta ad accelerare sulle tecnologie verdi”, ha spiegato Giovanni Bonotto, direttore creativo del marchio tessile omonimo. Il tema della sostenibilità è tornato spesso nei discorsi: un argomento sentito tanto dagli imprenditori italiani quanto dai designer locali. Del resto, Shenzhen sta emergendo come un laboratorio globale per il design eco-friendly.

Le istituzioni puntano su export e formazione

Non sono mancati i rappresentanti del Ministero degli Esteri italiano e del Consolato Generale di Canton, attivi nel rilancio dell’export verso la Cina meridionale. Paolo Sabatini, direttore dell’Italian Trade Agency a Pechino, ha ricordato come “nel 2025 le esportazioni di arredamento italiano verso la provincia di Guangdong abbiano superato i 500 milioni di euro”. La giornata ha ospitato anche tavole rotonde sul futuro della formazione: particolare attenzione all’interscambio tra Politecnico di Milano e Shenzhen University – con un doppio master in Product Design che partirà dal prossimo semestre.

Reazioni, curiosità e prospettive future

Non sono mancati momenti più informali – come quello raccontato da Marco Zanuso Jr., che ha ricordato il nonno impegnato nei primi viaggi in Oriente negli anni ’70. Proprio sulle connessioni tra generazioni punta questa decima edizione: “Solo così”, ha confidato Laura Traldi, curatrice della mostra ‘Italia Inedita’, “si passa dalla nostalgia alla sperimentazione”. Fuori dai padiglioni ufficiali la giornata è proseguita nei bistrot vicini: intorno alle 17.30 c’è stato un incontro informale tra giovani designer cinesi e alcuni art director italiani.

La sfida della competitività tra Italia e Cina

Il quadro resta quello di una competizione in crescita: secondo i dati forniti da Shenzhen Creative Investment Group, nel 2025 la città ha registrato oltre 10.000 brevetti solo nel settore dell’arredamento. Eppure – lo confermano Confartigianato e alcuni operatori cinesi intervistati da alanews.it – il fascino del made in Italy tiene ancora banco. “Innovazione sì, ma con stile”, sintetizza Li Wei, product manager presente all’evento. Nei corridoi si respira la consapevolezza di una sfida aperta: la creatività italiana cerca nuovi stimoli dall’Oriente; Shenzhen osserva da vicino materiali e processi produttivi.

Uno sguardo oltre la manifestazione

Nel tardo pomeriggio, mentre il traffico scorreva lento lungo Shennan Boulevard, molti ospiti hanno scelto di restare per una cena a base di piatti fusion – ravioli italiani reinterpretati con ingredienti locali – in un ristorante appena aperto nel quartiere OCT Loft. Così la Giornata del design italiano nel Mondo si chiude sotto il segno dello scambio concreto: non solo prodotti ma visioni condivise, approcci nuovi e collaborazioni già avviate.

L’Italia sceglie quindi Shenzhen non solo per mostrare il proprio passato ma per guardare avanti: con un piede nella tradizione e l’altro proiettato verso un’innovazione che qui corre davvero senza sosta.

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