Milano, 13 aprile 2026 – Stefano Cantino è il nuovo co-ceo di Dolce&Gabbana, affiancando Alfonso Dolce, attuale presidente e amministratore delegato. La notizia è stata resa ufficiale questa mattina dalla maison con sede in via Goldoni. Dopo settimane di valutazioni interne, la decisione segna un cambio importante nella guida del marchio milanese, con un chiaro obiettivo: rafforzare la struttura manageriale e consolidare il ruolo internazionale della casa di moda.
Nuovi assetti per affrontare la sfida globale
Dopo quasi vent’anni tra Parigi e Milano in ruoli chiave in Louis Vuitton e poi come chief communication & marketing officer proprio da Dolce&Gabbana, Cantino sale ora a una posizione di vertice nel gruppo. Il consiglio di amministrazione si è riunito stamattina alle 8.30 – conferma una fonte interna – e ha approvato all’unanimità questa nuova leadership, con un mandato preciso: “Dividersi la responsabilità operativa in un momento cruciale per l’espansione globale”.
Non è un caso che Alfonso Dolce, fratello del cofondatore Domenico Dolce, abbia voluto al suo fianco un uomo già ben dentro i meccanismi dell’azienda, capace di muoversi tra lusso e mercati esteri. “Stefano ha mostrato visione e concretezza. Il doppio comando ci rende più agili”, spiega uno stretto collaboratore raggiunto al telefono.
Dalla comunicazione alla guida operativa
La nomina di Cantino non sorprende chi segue da vicino il mondo del lusso italiano. Entrato in azienda nel 2022, dopo una lunga carriera nella comunicazione internazionale, ha preso presto le redini della strategia commerciale e marketing. Un ruolo che gli ha permesso di tessere rapporti diretti con i principali partner europei e buyer internazionali, dai showroom parigini alle boutique di Tokyo.
Fonti vicine al gruppo raccontano che “la scelta del modello a due teste nasce dalla necessità di bilanciare creatività e nuovi mercati, senza perdere il controllo della produzione italiana”. In pratica: Cantino si occuperà soprattutto della gestione operativa e delle aree emergenti; Alfonso Dolce continuerà a seguire le collezioni e la filiera produttiva.
La sfida del rilancio e le nuove strategie
Non è solo una questione di organizzazione interna. Sul tavolo dei co-ceo ci sono anche i piani per nuovi investimenti nel digitale e nelle licenze. Il 2025 si è chiuso con un fatturato superiore a 1,6 miliardi di euro – dati interni confermati – ma la sfida con i colossi francesi resta dura. La strategia ufficiale punta a una crescita equilibrata tra negozi fisici e canali digitali. L’obiettivo? “Raggiungere oltre 2 miliardi di ricavi entro il 2028, mantenendo la produzione italiana”, ha spiegato un manager appena uscito dagli uffici.
L’ambiente resta prudente ma determinato. Nessun annuncio esagerato, solo la consapevolezza che la presenza di Cantino potrà aprire nuovi canali con investitori asiatici e americani. Un funzionario commerciale rivela: “Negli ultimi mesi abbiamo inaugurato cinque flagship store in Asia; altri sono già previsti tra Seoul e Singapore entro fine anno”.
Reazioni interne e primi segnali dal mercato
Negli uffici milanesi, poco dopo le dieci quando la notizia è arrivata ai dipendenti, il clima è tra curiosità e attesa moderata. Una dipendente dell’ufficio stile racconta: “Lui ascolta molto ed è spesso nei laboratori. Vedremo se questo si tradurrà in scelte concrete per noi”.
Anche il mercato ha colto il segnale positivo. Nelle ore successive alla diffusione della nota stampa rivolta ai media economici, diversi analisti hanno sottolineato come “il doppio comando potrebbe aiutare Dolce&Gabbana a evitare dispersioni durante la transizione generazionale che molti marchi stanno vivendo”. In Borsa, il titolo Safilo – tra i maggiori licenziatari degli occhiali D&G – ha registrato un piccolo rialzo.
Un nuovo corso per la maison milanese
Con questa mossa, Dolce&Gabbana prova a trovare un equilibrio tra tradizione artigianale e innovazione manageriale. Gli occhi sono ora puntati sui primi passi dei due co-ceo: sarà da lì che si capirà se davvero si apre una nuova fase per uno dei simboli più forti del made in Italy. Intanto, nei corridoi della sede milanese gira già una frase che suona come un mantra: “Cambiare senza perdere se stessi”. Forse proprio qui si giocherà la partita decisiva.