Milano, 5 aprile 2026 – Per la sua ventiseiesima edizione, il Superstudio si trasforma e spalanca nuove porte nel cuore del Fuorisalone: con il nome di Superstudio Design 2026, lo storico spazio di via Tortona si moltiplica, diventando un “tre in uno” con nuove vie di scoperta durante la Milano Design Week (13-19 aprile). Una scelta – spiegano gli organizzatori – per stare al passo con una città che cambia e un pubblico sempre più affamato di idee, incontri e ispirazioni legate al mondo del design.
Superstudio raddoppia (anzi, triplica): cosa cambia nel 2026
Non si parla più solo dello storico spazio all’angolo tra via Tortona e via Bergognone. Ora sono tre le sedi protagoniste: il Superstudio Maxi in via Moncucco, la storica Superstudio Più di via Tortona e il nuovissimo spazio Satellite, sempre nella zona sud-ovest di Milano. Il Fuorisalone diventa così una rete aperta, distribuita su poli diversi ma legati da un filo comune. “Abbiamo voluto offrire nuove strade al pubblico”, spiega Gisella Borioli, mente e anima del Superstudio. “Il design è ovunque e parla tanti linguaggi. Milano sta cambiando volto e noi dobbiamo anticipare cosa serve”.
Ma non è solo questione di spazi. Ogni sede avrà i suoi percorsi a tema: materiali eco-friendly e tecnologia al Maxi, giovani talenti e tendenze al Satellite, grandi marchi e installazioni immersive a Più. Un modo per rispondere all’enorme richiamo della settimana più internazionale della città – nel 2025 oltre 400mila persone erano passate solo da Tortona e dintorni.
Un pubblico globale tra mostre e innovazione
Il richiamo è mondiale: “La Milano Design Week è diventata una calamita anche per chi non fa parte del settore”, osserva Martina Gambino, curatrice degli eventi Satellite. E infatti, visitatori dall’Asia all’America – spesso molto giovani – arrivano curiosi davanti ai capannoni, smartphone in mano, pronti a catturare ogni novità da mostrare sui social.
Il programma del 2026 promette oltre 100 espositori internazionali e quasi cinquanta eventi collaterali tra talk, spettacoli serali e workshop. Tra i nomi confermati spiccano Kartell, Samsung Design e Nendo Studio. La direttrice artistica non nasconde le ambizioni: “Vogliamo essere il luogo dove nascono le idee più fresche e i materiali del futuro trovano casa”.
Dal quartiere alle reti digitali: impatto sulla città
Via Tortona si prepara a un nuovo assalto di visitatori, con navette attive dalle 10 alle 22 per collegare i tre poli Superstudio. Ma l’effetto non si ferma ai cancelli. I negozianti hanno già aumentato le scorte: “Speriamo solo che i disagi per i residenti restino limitati”, dice Sara Guidi del bar ‘Caffè Cerise’, aperto dalle sette fino a notte fonda durante i giorni clou della settimana.
Le istituzioni lavorano gomito a gomito con gli organizzatori per gestire flussi e sicurezza: “Ci stiamo muovendo da mesi”, racconta l’assessore alla Mobilità, Giovanni Lucini. Per le strade del distretto ci saranno percorsi pedonali segnalati, info-point multilingue, aree per la raccolta differenziata e zone temporanee per lasciare bici e monopattini.
Sostenibilità e accessibilità al centro
Un filo rosso attraversa questa edizione: la sostenibilità. Molte installazioni usano materiali riciclati o poco impattanti; alcuni workshop sono dedicati proprio alle soluzioni green per l’arredo urbano. “Non potevamo far finta di niente”, riconosce Borioli. E c’è attenzione anche sull’accessibilità: ingressi senza barriere per disabili, segnaletica chiara, traduzioni simultanee nei talk.
L’ingresso alle mostre principali sarà gratuito; alcuni eventi serali invece prevedono invito o un biglietto simbolico (tra 10 e 20 euro). Il programma completo è sul sito ufficiale di Superstudio Design 2026.
Un evento che fa scuola nel mondo
Nonostante tutte queste novità resta intatta l’anima “laboratorio” che ha fatto di Superstudio un modello esportato da Tokyo a New York — l’idea che il design sia prima di tutto esperienza collettiva, non solo oggetto da vedere. Gli organizzatori confidano che questo modello diffuso possa ispirare altre città: “Milano resta la capitale del progetto perché qui si sperimenta davvero”, sottolinea Borioli. E quest’anno più che mai sembra rivolgersi tanto agli addetti ai lavori quanto ai cittadini comuni: il design è ovunque attorno a noi — basta saperlo cogliere, magari tra le strade ancora vuote all’alba o nella folla delle sere milanesi.