Turbanti a Roma: mostra fotografica con modelli speciali alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

22 Marzo 2026

Roma, 22 marzo 2026 – Da domani, 23 marzo, fino al 30 aprile, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi apre le sue porte a “Turbanti”, una mostra fotografica dedicata ai giovani dell’associazione Modelli si Nasce. Questa realtà, da anni impegnata nell’inclusione e nell’avviamento professionale di ragazzi e ragazze con disabilità, porta al centro dell’attenzione un simbolo potente: il turbante. Allestita negli eleganti spazi liberty di via Boncompagni, nel cuore di Roma, l’esposizione è frutto di una collaborazione tra il museo e l’associazione guidata da Claudia Seghetti. Un viaggio visivo che racconta diversità, identità e orgoglio.

Fotografie che parlano di diversità

Dietro la macchina fotografica c’è Sara Cestari, che ha ritratto diciotto giovani tra i 16 e i 27 anni. Ognuno ha scelto insieme ai volontari e ai genitori un turbante: colori vivaci, tessuti diversi, pieghe mai perfette. Alcuni scatti sono stati fatti in studio a Trastevere, altri all’aperto davanti ai murales di via Ostiense. “Il turbante è la possibilità di sentirsi unici, anche quando il mondo ti guarda in modo diverso”, ha spiegato Seghetti durante la conferenza stampa ieri mattina alle 11.30. E questo messaggio si legge chiaramente negli sguardi aperti e nelle pose orgogliose dei protagonisti: foto che colpiscono per intensità e sincerità.

Un progetto nato dall’ascolto

“Turbanti” non è un’idea buttata lì. È nata in laboratorio, da incontri tra ottobre e dicembre scorsi nella sede dell’associazione in via Nomentana. “Ci siamo chiesti cosa vuol dire essere visti per quello che si è davvero”, racconta Gianluca Falzone, direttore artistico del progetto. Ne sono usciti frammenti di storie: una ragazza che sogna di sfilare a Milano, un ragazzo che non si era mai fatto fotografare senza cappello. Piccoli dettagli ma che hanno fatto da bussola per scegliere immagini e accessori.

Inclusione che passa dalla bellezza

Domani alle 17 l’inaugurazione vedrà anche la presenza delle istituzioni locali. Tra i presenti ci sarà Valentina Rinaldi, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Roma, che ha sottolineato come “l’arte sia un ponte potente verso l’inclusione, soprattutto quando dà voce a chi spesso resta ai margini”. La mostra si inserisce in un percorso più ampio della Casa Museo Boncompagni Ludovisi dedicato all’accessibilità culturale: negli ultimi mesi sono stati attivati percorsi tattili per non vedenti e laboratori integrati con le scuole del territorio.

Il turbante: storia antica e nuovo significato

Il turbante, con la sua storia millenaria e i tanti significati religiosi o sociali, qui si trasforma in un simbolo di forza personale. Lo dicono bene alcune didascalie: “Avvolto nel mio turbante mi sento pronto”, accanto al ritratto di Giulia, 19 anni; o “Mi fa pensare a una corona”, parola di Francesco, futuro chef nei suoi momenti liberi. Dettagli piccoli ma ricchi di umanità e ironia, lontani anni luce dai soliti cliché legati alla disabilità.

Ingresso libero e visite guidate

La mostra “Turbanti” è gratuita per tutti. La Casa Museo Boncompagni Ludovisi sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30). Sono previste visite guidate – già esaurite per il primo weekend – curate proprio dai ragazzi dell’associazione insieme agli studenti del liceo artistico Caravaggio. Una scelta voluta: “Non volevamo solo mostrare le immagini”, spiega Seghetti, “ma offrire ai nostri ragazzi la possibilità di raccontarsi con le proprie parole”.

Uno sguardo al futuro

Gli organizzatori pensano già a portare “Turbanti” in giro per l’Italia: ci sono contatti con due spazi espositivi a Torino e Napoli. Ma prima c’è il presente: ieri pomeriggio nel cortile della villa ottocentesca qualcuno dei giovani protagonisti si faceva selfie davanti alle proprie foto. Ridevano insieme, commentavano i colori dei turbanti. Un’immagine semplice ma forse più eloquente di tante parole.

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