Victor Hart conquista Milano Fashion Week con la nuova collezione uomo ispirata al Ghana e al denim innovativo

Sara Gelmini

sgelmini@gelmini.it

19 Gennaio 2026

Milano, 19 gennaio 2026 – Victor Hart, stilista nato ad Accra, ha fatto oggi il suo debutto alla Milano Fashion Week con una sfilata che ha catturato sguardi e commenti nel cortile di via Tortona 31. La sua collezione uomo, presentata alle 11.30 in una sala piena di buyer e giornalisti, mette insieme i riferimenti alle forme tradizionali del Ghana e un’attenzione particolare ai lavaggi del denim. Il tessuto, qui protagonista, diventa una vera e propria tela narrativa: Hart ci lavora sopra per cercare di riscrivere il legame tra identità culturale e stile urbano.

Un uomo tra Ghana e contemporaneo

Appena entrati, modelle e modelli hanno aperto la passerella con capi dal taglio deciso: pantaloni ampi, giacche squadrate. I dettagli colpivano subito: ricami dorati sulle maniche, tessuti stampati, cappelli in rafia. Tutto rimandava al Ghana, ma rivisto con uno stile più pulito, essenziale. “Ho voluto raccontare la mia storia, le strade di Accra e la città che mi ha accolto,” ha spiegato Hart poco dopo la sfilata, stringendo mani e sorridendo ai giovani studenti di moda venuti a salutarlo. Il pubblico ha risposto con lunghi applausi, nonostante la pioggia leggera che cadeva da un paio d’ore.

Il denim come protagonista: una ricerca sui lavaggi

Al centro della collezione c’è proprio il denim. Hart l’ha usato in modo originale: stoffa vissuta, scolorita o tinta con pigmenti naturali; cucita insieme a inserti di seta grezza. “Per me il denim parla delle tute dei lavoratori in Ghana,” ha raccontato lo stilista. “Ma anche della libertà dei ragazzi milanesi che si spostano in bici lungo i Navigli.” Ecco allora l’idea chiara: costruire un ponte tra due mondi lontani ma vicini nello spirito. Alcuni pezzi portavano i segni di lavorazioni artigianali: abrasioni fatte a mano, cuciture in evidenza, effetti delavé ottenuti senza macchinari industriali. Un lavoro paziente durato mesi nel piccolo atelier milanese di Hart in zona Isola.

Reazioni a caldo dal backstage

Appena finita la sfilata, nel dietro le quinte sono arrivati complimenti da parte degli addetti ai lavori. “Si capisce che c’è un progetto vero dietro tutto questo, non solo un voler seguire la moda,” ha confidato Martina Felisi, buyer di una nota catena milanese. Anche giornalisti francesi e inglesi hanno scattato foto ai dettagli delle giacche patchwork. Secondo Vogue Italia presente in sala, “si percepisce una bella tensione tra innovazione e tradizione.” Sofia Mazzucco, direttrice artistica della Camera Nazionale della Moda, ha sottolineato come Hart “porta una ventata d’aria fresca nelle collezioni maschili italiane.”

La strada di Victor Hart

Nato nel 1992 ad Accra, Hart è arrivato a Milano nel 2015 per studiare design tessile al Politecnico. Ha fatto esperienza come assistente per piccole maison del distretto milanese prima di lanciare la sua linea personale nel 2023. L’interesse per il denim è nato proprio nei laboratori dell’università: “Smontavo vecchi jeans trovati ai mercatini di via Papiniano,” racconta lui stesso, “per capire come trasformarli in qualcos’altro.” Da quel momento non si è più fermato a sperimentare.

Un debutto che guarda all’identità e al futuro

Questa prima passerella alla Milano Fashion Week rappresenta per Hart un momento importante. Tra il pubblico c’erano anche tanti giovani ghanesi che vivono in città – molti ex compagni d’università – pronti a salutarlo con abbracci calorosi all’uscita. “Ha portato un po’ di casa nostra su questa passerella,” dice Samuel Asante, ventiquattrenne studente ghanese. Per ora la collezione sarà venduta solo in pochi negozi selezionati tra Italia e Ghana; i capi sono fatti a mano da un team misto di artigiani italiani e africani.

Nessuna anticipazione sui prossimi passi all’estero ma una certezza chiara: “Voglio continuare a raccontare storie attraverso i vestiti,” dice Victor Hart con voce bassa ma decisa. E nelle sale della moda milanese – dove girano stili e accenti da ogni angolo del mondo – il suo nome comincia già a farsi sentire tra chi cerca qualcosa di davvero nuovo.

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